Pyongyang Rhapsody - The Summit of Love

Pyongyang Rhapsody - The Summit of Love

La sarcastica parodia del suddetto incontro

da venerdì 25 gennaio a domenica 24 marzo 2019
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322,00 €
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  • Titolo - Pyongyang Rhapsody  - The Summit of Love
  • Dove - ZAC - Cantieri Culturali della Zisa (Via Paolo Gili 4 - Palermo)
  • Quando - Dal 25 gennaio al 24 marzo 2019
  • Curatori - Laura Francesca Di Trapani
  • Enti Promotori - Fondazione Jobs, Comune di Palermo, Media partner: ARTE.it
  • La mostra è stata realizzata con la collaborazione di: Welcome to North Korea, Smoda, Cusumano Vini, ArteEventi
  • Ticket - Ingresso libero
  • Fondazione Jobs - https://www.facebook.com/Fondazione-Jobs-455382221501357/
     

Singapore, 12 giugno 2018 - Il Presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump e il Leader Supremo della Corea del Nord Kim Jong-un s’incontrano per la prima volta in uno storico vertice.
Palermo, 24 gennaio 2019 – Gli artisti Max Papeschi e Max Ferrigno celebrano la pace tra Stati Uniti e Nord Corea con una mostra senza precedenti.

Promossa dal Comune di Palermo e organizzata dalla Fondazione Jobs Pyongyang Rhapsody è la sarcastica parodia del suddetto incontro. Nella futuristica cornice dello ZAC di Palermo, Papeschi e Ferrigno si sono dati appuntamento, come Kim e Trump, in una mostra ai limiti del verosimile che consta di grandi opere, alte più di 3 metri, che ricoprono quasi interamente le pareti della location, attraversando la quale lo spettatore si troverà immerso in un mondo immaginifico. Papeschi, che ha da poco concluso il tour di due anni del progetto Welcome to North Korea (finta campagna propagandistica che punta il dito sulle violazioni dei diritti umani perpetuate dal regime nordcoreano), per l’occasione accosta sotto i riflettori il vecchio compagno di giochi Kim Jong-un, al, ormai ex, acerrimo nemico Donald Trump. Il memorabile meeting è ricreato da Papeschi attraverso 18 lavori che rappresentano i due leader in un continuo confronto di super-ego grotteschi.

Se da un lato troviamo Kim Jong-un in versione Santa-Kalì, dall’altro vediamo Donald Trump/dio Ra del denaro, se a destra si fa notare il Monopoli targato Nord Corea, a sinistra gli si specchia il gioco dell’Oca dell’America di Trump, se Trump si sostituisce a Gesù nell’Ultima Cena di Leonardo, per ritrovarsi solo, in mezzo ad un vuoto cosmico, Kim ruba il posto alla Venere di Botticelli, circondandosi solamente di cloni del suo pupillo, il giocatore di basket Dennis Rodman. Un carosello d’immagini mostruosamente iconiche che rivelano l’assurda realtà di una pace tanto acclamata quanto farsesca. Inframezzate alle rappresentazioni di Trump e Kim, campeggiano, in un vortice di colori degno della migliore tradizione hippie, le bandiere della Nord Corea, rivisitate da Max Ferrigno, nelle quali il simbolo del paese asiatico è tradotto in chiave pop-erotica, portando così agli estremi l’aspetto ironicamente romantico di questo Summit, chiamato, non a caso, “of love”.

Alla fine del percorso espositivo si stagliano, invece, due pin-up/soldato, tipiche dell’immaginario figurativo di Ferrigno, che salutano il pubblico con uno sguardo languido che lascia intravedere, però, un animo torvo, sintesi cristallina del dualismo su cui è imperniata la mostra che gioca al confine tra reale e surreale. La mostra è stata organizzata grazie al supporto di Fondazione Jobs, un nuovo progetto dedicato all’arte contemporanea che ha trovato sede nell’antico Palazzo Castrone di Santa Ninfa di Palermo.

Max Papeschi approda nel mondo dell’arte contemporanea alla fine del 2008, dopo un’esperienza da autore e regista in ambito teatrale, televisivo e cinematografico. Il clamore mediatico sollevato da una sua opera gigante affissa sulla facciata di un palazzo nel centro di Poznan in Polonia lo proietta sulla scena internazionale, rendendolo in pochissimo tempo uno degli artisti italiani più conosciuti all’estero. In soli 9 anni di attività ha realizzato più di 60 mostre personali e partecipato a un centinaio di mostre collettive in giro per tutto il mondo. Nel 2014 è uscita in Italia la sua autobiografia “Vendere Svastiche e Vivere Felici” (Sperling & Kupfer) seguita nel 2018 dal libro “Max vs Max” (Giunti), con lo scrittore Massimiliano Parente. Dal 2016 al 2018 ha portato in giro per il mondo il progetto culturale-umanitario Welcome to North Korea, vero e proprio precedente artistico realizzato in collaborazione con Amnesty International, che unisce arte digitale, performance e installazioni in un’operazione multimediale che attraverso una fittizia e parodistica propaganda di regime svela gli orrori perpetuati dal dittatore Kim Jong Un. www.maxpapeschi.com

Max Ferrigno è nato a Casale Monferrato il 14 novembre 1977. Comincia a lavorare come decoratore subito dopo aver conseguito il diploma artistico. Nel suo piccolo laboratorio artistico, per 13 anni, dà forma alle fantasie dei suoi sempre più numerosi clienti. Disegna trompe l’oeil per negozi e appartamenti, fondali per le agenzie teatrali, realizza scenografie per Gardaland, Eurodisney, MiniItalia, Cow Boy Guest. Parallelamente prende forma la prima parte del suo percorso artistico: una lunga serie di lavori dedicati al Messico, all’Africa e al Sudamerica, incentrati sul “burro”, l’asino simbolo della speranza di rinnovamento. Ma è nel 2005 che la sua sensibilità artistica subisce una forte scossa: riprende a guardare i vecchi cartoni animati giapponesi, ad ascoltare le sigle tv. Improvvisamente gli echi della memoria infantile diventano la sorgente di un'esplosione di idee e di progetti. Inizia così la sua fase “popsurrealista”, dove i personaggi dei cartoon, le merendine ed i giochi di una generazione diventano “attori attivi” nelle opere in un tripudio di colori accesi, intensi e dissonanti. Un linguaggio che sembra destinato ai bambini ma che in realtà è rivolto agli adulti. Nel novembre del 2010 espone la sua prima importante collezione a Milano “Les Sucreries”. www.maxferrigno.com

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