Ad Alia, le grotte della Gurfa

Ad Alia, le grotte della Gurfa

Monumento di architettura rupestre è la tomba a tholos più grande del Mediterraneo

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Sul versante sud-occidentale delle Madonie, sorge Alia, piccolo centro agricolo della provincia di Palermo, conosciuta con l'appellativo di 'Città Giardino'. A qualche chilometro dal centro abitato e a 752 m sul livello del mare, si trovano le spettacolari grotte della Gurfa, inestimabile quanto raro esempio di architettura rupestre, adagiate sulla collina della Gurfa.

Leggenda vuole che il re cretese Minosse, giunto in Sicilia sulle tracce del fuggitivo Dedalo, fu ucciso da re sicano Cocalo e sepolto in territorio di Camico. Sembra che questo territorio si estendesse sino alle grotte della Gurfa, dove probabilmente fu sepolto.

Solo molto tempo dopo il tiranno di Agrigento Terone distrusse l'interno di questa tomba e restituì i resti mortali di Minosse a Creta. I riferimenti storici invece, sono pochi e scarsi e la carenza di documentazione, unita alla mancanza di evidenze archeologiche, hanno spinto gli studiosi a formulare le più svariate ipotesi sull'origine del complesso che sembra risalire all'età del rame (circa 5000 a.C.) e probabilmente svolgeva le funzioni di un tempio - tomba.

Bisogna chiarire, comunque, che non si tratta di grotte naturali adattate dall'uomo. Il complesso infatti è interamente scavato a mano nell’arenaria rossastra che compone il nucleo della collina.

Come sia stato possibile, senza l'odierna tecnologia, scavare a mano e tirar fuori una simile quantità di materiale roccioso, trasformando un grosso tratto rupestre in un insediamento abitativo suddiviso in piani ed ambienti, non ci è dato sapere. Possiamo solo fare ipotesi.

Minosse in una illustrazione di Gustave Dorè per la Divina Commedia di Dante Alighieri

Il Tesoro (Tomba) di Minosse - Come abbiamo già, detto manca una documentazione certa sull'origine delle grotte e la datazione del complesso è reso ancora più difficile dalla mancanza di reperti fittili che possano orientare nella datazione, essendo gli ipogei ininterrottamente abitati fino agli anni ’90 del ‘900, con uso agricolo.

L'unico dato certo e incontestato rimane il fatto che, già durante l'età del rame, nel luogo esisteva una necropoli. Anche l’uso cui era destinato ancora oggi rappresenta un affascinante mistero che attende d’essere svelato. Certa è anche l'origine araba del nome infatti Gurfa, dall’arabo Gurfah, equivarrebbe al termine ‘stanza ai piani superiori’ per il resto si possono fare solo delle ipotesi.

I recenti studi dell'architetto e storico dell'arte Carmelo Montagna hanno provato a svelare i millennari segreti di questa misteriosa struttura sostenendo che il complesso altro non è che la tomba del leggendario re cretese Minosse, giunto in Sicilia per catturare Dedalo.

Re Minosse infatti, sarebbe stato seppellito nella valle del fiume Halykos/Platani in Sikania. Gli storici antichi datavano tale evento a "tre generazioni prima della guerra di Troia" che, stando alle datazioni più attendibili, sarebbe da collocare tra il 1334 e il 1136 a.C.

Sempre secondo le fonti antiche, quella tomba-tempio venne distrutta dal tiranno di Agrigento Terone nel 480 a.C., che la ritrovò, quasi un millennio dopo la sua costruzione, risalendo il fiume Platani per andare a fare la guerra ad Imera. Da allora non è più stata identificata.

Montagna è convinto inoltre, che il complesso sia stato realizzato da un progettista/costruttore molto colto che conosceva bene i modelli di case-tombe a thòlos ciprioti di Choirokotia e del Megaron ligneo anatolico-frigio di Gordion.

Inoltre, proprio perché la thòlos della Gurfa è la più grande del Mediterraneo, con caratteri simbolici unici ed originari perfino rispetto alla celebrata thòlos di Atreo a Micene, bisogna pensare alla sapienza architettonica di un costruttore che, in assenza di altri riferimenti certi, possiamo chiamare "dedalico".

"L'uomo delle stelle" di Giuseppe Tornatore

Partendo dal capoluogo siciliano, Palermo, l'itinerario ci condurrà sino ad Alia, alle splendide grotte della Gurfa. Possiamo raggiungere le cavità, immortalate, nel 1995, dal regista Giuseppe Tornatore in alcune sequenze del suo film 'L'uomo delle stelle', in moto o anche in auto.

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Grotte della Gurfa

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Caccamo

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Cerda

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20 giugno 2016
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