Akrai, la sentinella di Siracusa

Akrai, la sentinella di Siracusa

Sulla cima di un colle sorge l'inespugnabile cittadella alleata di Siracusa

Nei pressi di Palazzolo Acreide, sul colle Acremonte, dalle pareti ripide e rocciose, sorge l'inespugnabile cittadella di Akrai, edificata intorno al 664-663 a.C. dai corinzi siracusani, 70 anni dopo la fondazione della città di Siracusa. Per la sua particolare posizione strategica, la cittadella, per lungo tempo, fu considerata la sentinella dei confini meridionali del territorio siracusano ed ebbe un notevole sviluppo e floridità economica. Akrai raggiunse il suo massimo splendore sotto il regno di Gerone II (275 a.C.-215 a.C.). Fedele a Siracusa, ebbe però vita politica, amministrativa e militare autonome. Nel 211 a.C., dopo la caduta di Siracusa, passò sotto il dominio romano con il nome di Acre, in seguito sotto quello bizantino, poi fu completamente distrutta dagli arabi e dimenticata per quasi otto secoli, sino a quando lo studioso siciliano Tommaso Fazello non se ne interessò. Nella prima parte del XIX secolo il barone Gabriele Judica intraprese i primi scavi archeologici da cui emerse parte dell'acropoli.

L'area archeologica di Akrai - Si può raggiungere partendo da Piazza del Popolo a Palazzolo Acreide, percorrendo via Carlo Alberto, via Acre, via Primosole, via Teatro Greco sino a giungere nei pressi degli scavi. A pochi metri dall'ingresso si offre al visitatore lo spettacolare Teatro Greco, il monumento più rappresentativo di Akrai, molto probabilmente realizzato intorno alla seconda metà del III sec. a.C., durante l'età di Ierone II. Il teatro è composto da otto scalette, con nove cunei e dodici fila di sedili, con 700 posti a sedere, è orientato verso settentrione e ha una serie di caratteristiche che lo rendono unico nel suo genere rispetto agli altri teatri del periodo classico. Prima di tutto non è di forma semicircolare, non è scavato nella roccia ma adagiato su un pendio naturale precedentemente preparato con pietrame, su cui poggiano i blocchi delle gradinate. L'orchestra inoltre non è perfettamente circolare, come si è riscontrato in tutti gli altri teatri greci, ma semicircolare e lascia apparire la scena molto avanzata rispetto ai canoni classici.

Il teatro oggi non conserva l'aspetto originario anche perchè in epoca romana subì numerose trasformazioni e in epoca bizantina addirittura, sull'area di parte della scena, venne impiantato un edificio per la lavorazione del grano, rinvenuto nel 1820. Ad ovest del teatro si può ammirare il Bouleuterion, edificio di modeste dimensioni che si apriva sull'agorà, dove si riuniva il senato (Boulé) cittadino. Oltre il muro di cinta del Bouleuterion anticamente si trovava un impianto termale di epoca romana, riadattato in periodo bizantino a battistero. Molto interessanti sono pure i resti del Tempio di Afrodite, scoperto grazie al ritrovamento di un'antica iscrizione che parlava di tre templi all'interno dell'area archeologica: Aphrodision, l'Artemision e il Koreion. Anticamente era composto da 6 colonne doriche sulla parte frontale e 13 sui lati, oggi rimangono solo i blocchi del basamento che ne delimitano il perimetro dato che molto materiale fu trafugato dagli abitanti della zona, dopo il terremoto del 1693, e impiegato per ricostruire le loro abitazioni.

Akrai era circondata da poderose mura costruite tra il IV e la seconda metà del II sec. a.C. che si innestavano in uno sperone di roccia naturale. Le mura erano provviste di due porte: quella siracusana che si apriva a poca distanza dall'attuale ingresso e quella selinuntina, sulla propaggine estrema dell'Acremonte. Un asse viario con pavimentazione lavica collegava le due porte e fendeva da est ad ovest l'abitato, mentre su di esso fiorivano le piccole arterie che si diramavano nel centro abitato.

Le necropoli - Lo sviluppo della cittadella è testimoniato dalla presenza di diverse necropoli abbastanza estese. Dietro il teatro greco per esempio si possono ammirare le Latomie, dalle quali venne prelevato il materiale necessario all'edificazione delle abitazioni e dei monumenti di Akrai, che in seguito furono adibite a necropoli. La più grande è sicuramente l'Intagliata, di forma ellittica con alte pareti, cui si accedeva attraverso una porta posta sotto il teatro e dentro erano custodite diverse sepolture di età cristiana. Particolarmente interessante è l'ipogeo della Grotta dei Cavalli, un'abitazione di epoca bizantina composta da quattro grandi vani di forma rettangolare, scavate nella roccia con accesso da uno stretto cunicolo. Nella parte meridionale della latomia si trova un piccolo ipogeo, il più bello e meglio rifinito dell'intero complesso che contiene sulle pareti anche due tombe centrali a baldacchino.

L'Intagliatella, soprannominata dall'archeologo Paolo Orsi 'Via Sacra', è la più antica delle cave ed ha una forma ad L. All'interno a varie altezze si succedono nicchie votive contenenti pinakes (tavolette o dipinti votivi) di tombe di varie epoche, ma anche di abitazioni di periodo bizantino. Quest'area è caratterizzata da uno splendido bassorilievo della prima metà del I sec. a.C., che raffigura a sinistra una scena sacrificale e a destra un banchetto degli eroi con al centro un guerriero romano che sta compiendo un sacrificio.

Il bassorilievo è di grande valore perchè è uno dei pochi in cui sono fusi modelli stilistici greci e romani. Appena usciti da Palazzolo Acreide, all'imbocco della strada provinciale che conduce a Noto si trova un'altra latomia, i Templi Ferali, butterata di piccoli incavi dove venivano messe (dal III al II sec. a.C.) le offerte votive per i defunti come piccoli vasi contenenti monete. A Sud est dall'antica Akrai sorgono invece, la Necropoli della Pinita e le altre necropoli. La Necropoli della Pinita costituisce il più appariscente monumento della vita preistorica di Palazzolo e si compone di 54 necropoli a grotticelle artificiali che si aprono sulla verticale rocciosa esistente, ben visibile dalla sottostante strada.

Santuario della dea Cibele o della Magna Mater - Oltre l'abitato di Palazzolo Acreide, lungo la vecchia strada provinciale per Noto, si trova sulla sinistra via dei Santoni che conduce al più vasto complesso di figurazioni riguardanti il culto della Magna Mater. Nel sito sono custoditi 12 grandi rilievi, che coprono un fronte di circa 30 metri, 10 dei quali riproducono la medesima figura femminile seduta, mentre gli altri due contengono scene più complesse, con diversi personaggi. Il monumento è di grande interesse perchè si tratta del più grande santuario noto dedicato dedicato al culto della dea Cibele, divinità orientale della fecondità introdotta in seguito a Roma con il nome di Magna Mater o Cerere.

------------------------------------------------

Alcune delle immagini presenti su Guidasicilia.it possono provenire da risorse di Internet. Vogliamo assicurare la nostra assoluta buonafede, e qualora il loro utilizzo violasse diritti d'autore, vi invitiamo a contattarci (qui), provvederemo prontamente a rimuoverle.

14 giugno 2016
Condividi:
Ti potrebbe interessare anche
Palermo è il posto più stupendo del mondo
Palermo è il posto più stupendo del mondo
Palermo è il posto più stupendo del mondo
Viaggio (troppo breve) tra alcune delle meraviglie della Capitale italiana della Cultura 2018
Artistico/storico
Il Parco Minerario Floristella-Grottacalda
Il Parco Minerario Floristella-Grottacalda
Il Parco Minerario Floristella-Grottacalda
L'archeologia industriale di una delle più grandi aree minerarie della Sicilia
Archeologico
Calascibetta, arroccata sulla cima del monte Xibet
Calascibetta, arroccata sulla cima del monte Xibet
Calascibetta, arroccata sulla cima del monte Xibet
Dalle necropoli preistoriche al quartiere ebraico, alla scoperta di secoli di storia racchiusi in un piccolo borgo
Artistico/storico
Ad Alia, le grotte della Gurfa
Ad Alia, le grotte della Gurfa
Ad Alia, le grotte della Gurfa
Monumento di architettura rupestre è la tomba a tholos più grande del Mediterraneo
Archeologico
Al Castello di Eurialo
Al Castello di Eurialo
Al Castello di Eurialo
Fatto costruire da Dioniso il Vecchio, rese Siracusa inespugnabile agli attacchi nemici
Archeologico
Morgantina, piccola Pompei
Morgantina, piccola Pompei
Morgantina, piccola Pompei
La Dea, gli Acroliti, il Tesoro e "Barbablù" finalmente insieme al Museo di Aidone
Archeologico
Un itinerario nella preistoria
Un itinerario nella preistoria
Un itinerario nella preistoria
Sulle tracce degli uomini che abitarono la valle di Caltagirone nel Neolitico
Archeologico
La Sicilia Patrimonio dell'Umanità
La Sicilia Patrimonio dell'Umanità
La Sicilia Patrimonio dell'Umanità
Viaggio attraverso i sette siti siciliani che l'Unesco ha inserito nella World Heritage List
Artistico/storico
L'Area Archeologica delle Cave di Cusa
L'Area Archeologica delle Cave di Cusa
L'Area Archeologica delle Cave di Cusa
Dove si estrasse parte del materiale per edificare i grandi templi di Selinunte
Archeologico
Quella villa romana nel sottosuolo di Castellana Sicula
Quella villa romana nel sottosuolo di Castellana Sicula
Quella villa romana nel sottosuolo di Castellana Sicula
Nel Parco delle meraviglie, una costruzione rustica di età imperiale dotata anche di terme
Archeologico
I weekend de Le Vie dei Tesori
I weekend de Le Vie dei Tesori
I weekend de Le Vie dei Tesori
Il grande Festival della cultura si allarga e da Palermo arriva fino a Messina, Agrigento, Siracusa e Caltanissetta
Artistico/storico
Tyndaris, tra storia e leggenda
Tyndaris, tra storia e leggenda
Tyndaris, tra storia e leggenda
Un importante santuario mariano, un parco archeologico e i laghetti di Marinello
Archeologico
La Villa Romana del Tellaro
La Villa Romana del Tellaro
La Villa Romana del Tellaro
Tra Noto e Pachino un tassello archeologico della storia siciliana nel Basso Impero
Artistico/storico
La secca di Capo Graziano a Filicudi
La secca di Capo Graziano a Filicudi
La secca di Capo Graziano a Filicudi
Un itinerario nell'area archeologica sottomarina più bella delle Eolie
Archeologico
Vedi tutti gli itinerari

Aziende consigliate