Ciane, il fiume dei papiri

Ciane, il fiume dei papiri

Un avventuroso itinerario in barca o a piedi lungo il mitico fiume Ciane

La mitologia greco-romana narra che Persefone, figlia di Zeus e Demetra, dea della vegetazione e dell'agricoltura, fu rapita sulle sponde del lago di Pergusa, mentre stava raccogliendo dei fiori, dal dio degli inferi Ade, che si era invaghito di lei. A cercare di difenderla in ogni modo provò la ninfa Ciane che si aggrappò disperatamente al cocchio di Ade  per trattenerlo. Il dio incollerito, la percosse col suo scettro trasformandola in una doppia sorgente dalle acque color turchino (cyanos in Greco vuol dire appunto turchino). Il giovane Anapo, innamorato della ninfa, non si rassegnò e, volendo rimanere il più vicino possibile alla sua amata, si fece trasformare anch'egli in fiume per ricongiungersi con lei al termine del suo percorso e per versarsi nel Porto Grande di Siracusa.

L'itinerario di questa settimana ci porterà in un luogo incantato dove la natura selvaggia si fonde con il mito, un luogo tanto bello e particolare da sembrare irreale. Seguiteci presso le sponde del fiume Ciane, un breve fiume le cui acque sgorgano dalle sorgenti di testa Pisima e Pisimotta per scorrere poi lentamente in pianura e sfociare, dopo circa otto chilometri, nel golfo di Siracusa. Il corso d'acqua ricade nel territorio della Riserva Naturale Fiume Ciane e Saline di Siracusa e attrae l'attenzione dei botanici perchè ospita l'unica stazione autoctona di papiro (Cyperus papyrus), una pianta acquatica, importata qui dall'Egitto o introdotta dagli Arabi, i cui robusti fusti s'innalzano dall'acqua anche per 4- 5 metri e svettano con una grande chioma espansa, ricadente in minutissimi fili e spighe. Anticamente il papiro veniva utilizzato dagli Egiziani per la scrittura che però, non tramandarono questa tecnica che si estinse con loro. Nel '700 il siracusano Francesco Landolina la riportò in auge, recidendo lo stelo e sezionando il midollo in strisce sottilissime, per poi incollare fra loro con il loro stesso succo i delicati foglietti.



La riserva si sviluppa per circa 316 ettari in un'area pianeggiante di natura essenzialmente calcarenitica, circondata da rilievi alti circa 20-30 metri sul livello del mare. I terreni affioranti sono in massima parte sedimenti di origine marina di età quaternaria ad eccezione di Cozzo Pantano dove affiorano calcari di età miocenica. Anticamente tutta la zona circostante al fiume era occupata dalle paludi Lisimelie che dopo le opere di bonifica hanno ceduto il posto a fertili terreni agricoli. Lungo le sponde è presente una ricca vegetazione ripariale di cui fanno parte numerose specie ormai rare in Sicilia. Oltre al papiro ricordiamo le cannucce di palude, il giaggiolo acquatico, la lisca lacustre, il gramignone natante, il sedano d'acqua e il crescione. Nelle zone in cui l'acqua ristagna troviamo zigoli, carici, garofanini minori, salcerelle e romici, mentre sul suolo grandi esemplari di pioppi e salici. Il fiume è il luogo ideale per la sosta e lo svernamento degli uccelli, oltre che come zona di nidificazione. Qui si sono ambientati il cavaliere d'Italia, le folaghe, la gallinella d'acqua, il tarabusino, il porciglione. Ma la Riserva del Ciane e delle Saline di Siracusa riveste una notevole importanza anche per la migrazione e lo svernamento di numerosi uccelli acquatici.

Il fiume Ciane si può percorrere via terra o per via fluviale. Via terra percorrendo per alcuni chilometri la strada provinciale Siracusa-Canicattini Bagni. Superando il capoluogo di circa 4 chilometri ci si imbatte nell'indicazione che introduce sulla strada che porta alla sorgente del fiume Ciane. Per via fluviale invece bisogna incamminarsi da Siracusa verso Avola e, a circa due chilometri dal capoluogo, dopo essere passati sull'Anapo e sul Ciane, sulla sinistra si può accedere al luogo in cui sono custodite le barche che portano il turista a visitare il corso del fiume Ciane con i suoi rigogliosi papiri.

IN BARCA -  Il Ciane si può risalire in barca per un tratto di circa due chilometri, dalla foce verso la sorgente. Nel 1776 il pittore e architetto francese Jean-Pierre Houël descrisse così la sua passeggiata in barca sul fiume: Le sue acque hanno una grande profondità e formano all’inizio un bacino di una larghezza di 30 piedi. Sono di una notevole trasparenza. (…) In barca su quest’acqua tranquilla e così trasparente che sfugge alla vista, si è tentati di credere che è sostenuta in aria per incantesimo, e si gode lo spettacolo di tutte queste famiglie acquatiche (i pesci) che giocano, che passeggiano, o lottano nel fondo delle acque. Possiamo vederle nascondersi sotto le piante che sembrano composte da un tessuto di delicatissima seta”. 



Il punto di imbarco è il Ponte Grande (km 407 della statale 115) alla periferia sud di Siracusa. L'escursione dura un’ora circa, andata e ritorno, ed è possibile effettuarla tutti i giorni, a partire dal mese di marzo, dalle 9.30/17.00. Lasciato il Ponte Grande, la barca discende il Canale Mammaiabica raggiungendo la foce comune ai fiumi Anapo e Ciane. L'imbarcazione scivola tra eucalipti su una sponda e agrumeti sull'altra, mentre sullo sfondo si può scorgere maestoso l’Etna e, vicino alle rive, iniziano a mostrarsi i papiri, prima in gruppi isolati, poi sempre più alti e fitti, un po’ piegati per il peso del ciuffo di crini spioventi. Qui, sugli alti eucalipti hanno trovato il loro rifugio i cormorani, mentre i gabbiani sfidano il vento librandosi in volo e le folaghe scappano sul pelo d'acqua, per il rumore del motore della barca. Giunti al bacino di pompaggio si supera una chiusa con un lieve salto d’acqua. La barca procede ancora per un centinaio di metri sfilando fra i ciuffi dei papiri sino a quando il fiume si restringe, poi torna indietro. Abbigliamento: vestirsi a strato di cipolla con giacca a vento o giubbotto impermeabile, maglia di ricambio, pile e berretto. Indossare scarpe da trekking e portarsi anche una protezione solare.

A PIEDI - Raggiungiamo la Fonte Ciane, in auto da Siracusa, percorrendo la strada per Canicattini fino al Ponte Anapo e poi seguiamo le indicazioni in luogo. Il percorso ha una lunghezza di circa 5,5 chilometri, andata e ritorno, e può essere affrontato da tutti, durante tutto l'anno a patto che non abbia piovuto molto nei giorni precedenti all'escursione. Attraversiamo un boschetto di eucalipti muovendoci parallelamente al corso del fiume, dove cespugli di papiri affollano le sponde, lasciando libero qualche specchio d'acqua dove si affollano folaghe e gallinelle. Procediamo per circa tre chilometri sino al bacino di pompaggio, dove un ponticello permette l'attraversamento da una sponda all'altra. Camminando in silenzio si sorprendono diverse specie di uccelli acquatici. Si può anche fare una breve diramazione fino alla Testa Pisimotta, da cui sgorga un’altra fonte. Abbigliamento: seguire le stesse indicazioni date per l'escursione in barca. Munirsi di binocolo.

28 giugno 2016
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