Da Scopello a San Vito Lo Capo

Da Scopello a San Vito Lo Capo

Trekking nel sentiero costiero più battuto della Riserva Naturale dello Zingaro

All'estremità occidentale della costa tirrenica siciliana, tra Castellammare del Golfo e Scopello, si estende la Riserva Naturale dello Zingaro, un angolo di paradiso che si specchia in un mare di un blu intenso tra fondali limpidi, calette solitarie e paesaggi mozzafiato. Per la precisione, l'area protetta si estende per circa 1700 ettari tra la parte Occidentale del Golfo di Castellammare e la penisola di San Vito lo Capo e il suo territorio presenta una spiccata diversità di ambienti di grande interesse naturalistico e paesaggistico.
La Riserva è divenuta nel tempo un po' il simbolo del rispetto e della conservazione della natura in Sicilia poiché è stata in assoluto la prima riserva naturale ad essere istituita dalla Regione Siciliana con la legge n.98 del 1981. Qui, la presenza umana è sempre stata una costante. Da cacciatore a raccoglitore l'uomo ha sviluppato l'attività agricola trasformando il paesaggio e arricchendolo di mandorli, carrubbi, viti e olivi e frassini da cui si estrae la manna. La pianta più diffusa è comunque, la Palma nana da cui gli artigiani locali ricavano corde, scope e ceste.

La Riserva dello Zingaro è attraversata da una serie di trazzere e mulattiere che possono essere percorse dai visitatori che desiderano esplorarla sia d'estate che d'inverno. L'itinerario di questa settimana ci porterà appunto a percorrere un sentiero che da Scopello conduce a San Vito Lo Capo. Si tratta del sentiero più battuto della riserva, lungo 6,2 km, solo andata, i cui tempi di percorrenza si aggirano intorno alle due ore e 15 minuti, escluso soste. Durante le ore centrali dei mesi caldi, tuttavia, è meglio evitare di fare trekkinng, sarebbe meglio partire di buon'ora o nel tardo pomeriggio, con una buona scorta d'acqua e sostare, di tanto in tanto, nelle splendide calette che si incontano durante il pecorso, magari per fare un bagno.

PERCORSO - Galleria - Punta Capreria - Cala del Varo - C.da Zingaro - Cala Marinella - Torre dell'Uzzo - Tonnarella dell'Uzzo - Ingresso Nord.
Partiamo dunque, dall'ingresso sud della riserva, a qualche chilometro dalla Tonnara di Scopello, interessante testimonianza di archeologia industriale. Lasciamo la macchina in un ampio posteggio, in prossimità della biglietteria, e imbocchiamo il tracciato di quella che, negli anni '70, stava per diventare una strada litoranea. Dopo aver attraversato una breve galleria scavata nella roccia, ci avviamo per un sentiero che si snoda tra lievi saliscendi verso l'indicazione Capreria. Chi lo desidera può anche seguire il sentiero, a destra, e scendere verso l'area attrezzata per fare, magari, un pic nic. Tornando all'indicazione Capreria continuiamo lungo il sentiero principale dal quale possiamo ammirare gli spettacolari scorci panoramici della costa e del mare. Superiamo, sulla destra, una piccola casetta rurale e imbocchiamo, sulla sinistra, il sentiero che porta al vicino centro visitatori  dove possiamo ammirare cesti e panieri realizzati localmente dalle abili mani di esperti artigiani con palme nane, ampelodesma e rametti di olivastro.

Continuiamo il nostro cammino, imboccando a destra, la breve diramazione che porta al museo naturalistico e poi a Cala Capreria, una delle splendide calette che si incontrano sul percorso. Qui, le acque azzurrissime lasciano intravedere gli splendidi fondali dagli scogli biancastri. Tornando sul sentiero principale, ci muoviamo in un'area caratterizzata da una rada vegetazione erbacea, puntellata qua e là, dall'ampelodesma e dalla palma nana. Superiamo Punta di Capreria Grande e aggirata la curva a sinistra, restiamo stupefatti dallo splendido panorama che si apre dinanzi ai nostri occhi. In basso possiamo ammirare Cala Varo con le sue grotte raggiungibili solo in motoscafo, seguita da un tratto di costa chiusa dal profilo di Pizzo Candela. Di fronte Cala Varo, abbarbicata su una roccia a strapiombo sul mare, scorgiamo il Museo della Manna, che anticamente veniva qui raccolta e lavorata mentre, superata Punta Leone, un gruppo di casette rurali fa capolino tra gli alberi.

Proseguiamo sino al sentiero che, sulla destra, scende verso Cala Disa, che con la sua acqua verdina e mai agitata è, in assoluto, la più grande caletta della riserva dello Zingaro. Il suo nome deriva dal fatto che qui la vegetazione è costituita, quasi del tutto, da ampelodesma, 'ddisa' in siciliano. Un pò più avanti ci imbattiamo nella diramazione per Cala Berretta ma preferiamo procedere sul sentiero principale costeggiato da una florida vegetazione costituita da un boschetto di palme nane e da un  uliveto abbandonato. Giungiamo al bivio di Cala Marinella dove si trova un'ampia casa formata da più corpi addossati e proseguendo l'innesto del sentiero che, sulla sinistra, sale verso la località Sughera e il borgo Cusenza. Dall'alto dominiamo la bella Cala Torre dell'Uzzo, con suo mare cristallino e i fondali ricchi di fauna.

Scendiamo per un sentiero stretto tra due pareti rocciose sino a imbatterci nell'enorme antro della Grotta preistorica dell'Uzzo, animata dal volo frenetico di numerosi rondoni e altri volatili. Qui sono stati ritrovati numerosi frammenti di vasi, selci e ossidiana oltre a scheletri umani e animali. Propio davanti alla grotta si trova il Museo alla Civiltà Contadina. A questo punto ci troviamo di fronte ad una biforcazione, una che scende verso Cala Torre dell'Uzzo e che permette di arrivare sino alla Tonnarella dell'Uzzo, l'altra che permette di proseguire per il sentiero principale. Attraversiamo una zona arida e un'area attrezzata per poi giungere sino alla Tonnarella dell'Uzzo e al Museo delle Attività Marinare. Non si può non scendere alla bellissima Cala Tonnarella Dell'Uzzo, con la sua spiaggetta di ciottoli e l'acqua talmente cristallina da lasciar intravedere molti pesci anche vicini alla riva. Ripreso il sentiero principale in breve si arriva alla strada sterrata e all'ingresso nord della riserva.

- www.riservazingaro.it

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8 luglio 2016
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