Giarre la città risparmiata dal furore dell'Etna

Giarre la città risparmiata dal furore dell'Etna

Un viaggio che va dal neoclassico al barocco e arriva allo stile floreale

ph. Alqasar - CC BY 3.0

Sulla costa orientale della Sicilia, tra il vulcano più alto d'Europa e l'azzurro del mar Ionio, sorge Giarre la città dell'hinterland etneo risparmiata dalle colate laviche che, nei secoli, hanno distrutto gli altri paesini della zona. Nel 1928 ad esempio, una colata investì la vicina Mascali arrestandosi alle porte della frazione giarrese di Santa Maria la Strada.

Giarre si trova a circa 80 metri s.l.m., in una posizione ventilata e panoramica, che permette l'osservazione della caldera di collasso della Valle del Bove, nella quale vanno a confluire la maggior parte delle colate laviche del versante orientale del vulcano. Privo di sbocchi al mare, il territorio comunale, che ricade in parte all'interno del Parco dell'Etna, è adagiato tra la fertile piana costiera e le prime propaggini del vulcano tra i 15 e i 600 metri s.l.m.

Il territorio è attraversato dal torrente Macchia che s'insinua in un'ampia frattura di origine sismica, nei territori di Santa Venerina e Acireale, a nord-ovest di Giarre. Queste faglie hanno dato origine, in passato, a vari terremoti che hanno devastato diverse contrade. Da ricordare i sismi del 1865 e del 1911, che danneggiarono gravemente le frazioni di Macchia e quelli del 1952 e del 1971.

Giarre si trova a metà strada tra Catania e Taormina, in una posizione favorevole per quanto riguarda le vie di comunicazione ed il turismo e, in passato ha formato un'importante polo urbano con la vicina Riposto, con cui fu unita durante il periodo fascista, assumendo il nome di Jonia.

Una veduta di Giarre nel 1725 dipinta da Giovanni Tuccari, pittore messinese di scuola barocca.

Pillole di storia - Si dice che nel territorio di Giarre anticamente sorgesse la città di Kallipolis, fondata dai calcidesi nel VII secolo a.C. e distrutta nel 403 a.C. da Dionisio I. In realtà non esiste alcuna fonte storico-archeologica che documenti la posizione precisa di Kallipolis, ma è opinione diffusa che corrisponda alla odierna Giarre.

La città attuale nacque nel XVI secolo come borgata della Contea di Mascali, grazie all'interesse del vescovo conte Nicola Maria Caracciolo che risolvette il problema delle terre della contea, costituite da boschi e paludi da bonificare, mediante lo strumento dell'enfiteusi.

Acesi e messinesi investirono in queste terre i loro capitali e in un secolo i grandi possedimenti incolti furono trasformati in vigneti ricchi di vino, facendo diventare Giarre un centro di benessere.

In seguito al tragico terremoto che sconvolse la Val di Noto nel 1693 e allo spostamento dell'antica via Consolare verso il mare, la città si sviluppò ulteriormente diventando punto di passaggio obbligato per i viaggiatori che si spostavano tra Catania e Messina.

Una data significativa nella storia di questa città è il 1815 in cui, dopo numerosi tentativi, ottenne l'autonomia da Mascali insieme ai borghi di Riposto, Torre Archirafi, Macchia, San Giovanni Montebello, Dagala del Re, Sant'Alfio, Milo e ad altri centri minori che successivamente divennero autonomi.

Durante il fascismo i due comuni di Giarre e Riposto vennero riuniti e assunsero prima il nome di Giarre-Riposto e poi di Jonia o Ionia e successivamente  furono ridivisi.

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3 novembre 2016
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