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Il Parco Archeologico di Segesta

La città fondata dai profughi scampati alla guerra di Troia, guidati dal mitico eroe Enea

Il Parco Archeologico di Segesta
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A circa 40 km da Trapani, in territorio di Calatafimi Segesta, si sviluppa il Parco Archeologico di Segesta, un autentico scrigno a cielo aperto che conserva tesori di inestimabile valore come un dei templi dorici più famosi del mondo per stato di conservazione.

L'antica Segesta sorge in una splendida posizione, tra dolci colline dal colore rosso bruno che contrastano con le varie tonalità di verde del paesaggio circostante. Secondo lo storico Tucidide a fondarla furono gli Elimi, antico popolo che abitava la Sicilia occidentale, che a suo dire, discendevano dai profughi scampati alla guerra di Troia, giunti in questi luoghi guidati dal mitico Enea.

Una veduta primaverile di Segesta

Prima di approdare nel Lazio e fondare Roma infatti, il principe troiano lasciò qui una cospicua colonia di suoi concittadini, tra i quali il vecchio padre Anchise. Segesta sarebbe stata fondata appunto da Aceste (che ne fu anche il primo re), figlio della nobile troiana Egesta e del dio fluviale Crimiso.

Varie campagne di scavi hanno recentemente riportato alla luce una vera e propria cittadella, ricca di edifici pubblici e privati, che era una delle più ellenizzate del mediterraneo.

Il Tempio dorico del Parco Archeologico di Segesta

Pillole di storia - Come abbiamo già detto, Segesta fu fondata molto probabilmente dagli Elimi. Non si conosce la data di fondazione ma si sa che nel IV sec. la città era già abitata ed era già uno dei principali centri ellenizzati del bacino del mediterraneo.

Nel V secolo per sconfiggere l'acerrima rivale Selinunte, che spesso violava il suo territorio, Segesta inizialmente chiese aiuto ad Atene che fu lieta di intervenire e poi a Cartagine, tradizionale alleata delle città elimo- puniche, mentre Selinunte si rivolse a Siracusa, ad Agrigento e a Gela. Nel 409 a.C. i Cartaginesi, giunti in Sicilia, rasero al suolo Selinunte ed Himera.

Segesta venne a sua volta distrutta dal siracusano Agatocle nel 307 a.C, che dopo una feroce repressione, cambiò il suo nome in 'Diceopoli' (città giusta). Nel 276 a.C. la città si consegnò alla potente armata di Pirro, ritornando sotto l'influenza punica alla dipartita dell'epirota.

La valle e il tempio di Segesta in un dipinto di Thomas Cole (1844)

Dal 260 a.C. rinacque con i Romani che, in nome delle comuni origini troiane, la difesero dai tentativi di conquista troiana, garantendole lo stato di 'città libera', esentandola dal pagamento di tributi e dandole una certa autonomia politica e di controllo territoriale. Fu nel 104 a.C. che da Segesta iniziarono le rivolte degli schiavi in Sicilia, le cosiddette guerre servili, soffocate nel sangue dai Romani nel 99 a.C. Segesta fu distrutta dai Vandali nel V secolo, dopodichè non si hanno più molte notizie storiche certe.

Si presume che dopo la cacciata degli Arabi, i Normanni vi abbiano costruito un castello. Se ne perse poi quasi il nome fino al 1574, quando lo storico domenicano Tommaso Fazello, artefice dell'identificazione di diverse città antiche della Sicilia, ne localizzò il sito.

Le tappe del nostro itinerario

Itinerario

Acropoli

Acropoli

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Tempio dorico

Tempio dorico

Tempio di Segesta
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Teatro Greco di Segesta
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9 giugno 2017
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