La Festa del Mastro di Campo

La Festa del Mastro di Campo

A Mezzojuso la fantasiosa pantomima della più bella storia d'amore del Carnevale siciliano

Il Carnevale, anche in Sicilia, è una ricorrenza molto sentita. Rispetto alle altre regioni Italiane però, nell’Isola a tre punte il periodo che precede la Quaresima viene declinato in numerose espressioni ed esperienze strane e pittoresche. Sicuramente, tra le più appassionanti bisogna annoverare la rocambolesca messa in scena del Mastru di Campu, tra le manifestazioni carnascialesche più significativa di tutta la Sicilia.
Questa si svolge l'ultima domenica di Carnevale a Mezzojuso, ameno paesino dell'entroterra palermitano, adagiato su una boscosa montagna dal nome Brinja (dall'albanese "costola"), sul declivio orientale della Rocca Busambra.

In questa edizione, i visitatori che ogni anno accorrono alla tradizionale pantomima assisteranno ad una rappresentazione inedita, infatti, a raccontare la vicenda amorosa fra l'intrepido Mastro di Campo e la sua bella Regina saranno i bambini della scuola elementare locale.

Alla rappresentazione - che si svolge per le strade principali e sulla pubblica piazza del paese - vi partecipano un centinaio di personaggi abbigliati in costumi d'epoca, che impersonano il Re e la Regina, il Barone e la Baronessa, il Segretario, i Maghi, gli Ingegneri, il Tamburinaio, il Comandante dell'artiglieria, ed il personaggio principale del "Mastro di Campo", che lotta contro il Re.
La pantomima trae origine da un fatto veramente accaduto nel '400, quando la vedova di Martino il Giovane, Bianca di Navarra, rifiutò di cedere la reggenza dell'isola a Bernardo Cabrera, conte di Modica e gran giustiziere del Regno. Bernardo Cabrera, diede quindi l'assalto al castello di Solanto, presso Palermo, dove si era rifugiata la regina.
Il racconto tratto dal fatto storico, avrebbe nel tempo subìto delle sostanziali modificazioni dettate dalla fantasia, come quella - fondamentale - che vuole la bella Regina innamorata del Mastro di Campo (in realtà Bianca di Navarra, non voleva proprio sapere nulla di cedere alle lusinghe del Cabrera).

L’eroe (che in piazza arriva a cavallo) indossa una maschera di cera rossa con il naso adunco ed il labbro inferiore prominente, una camicia bianca piena di nastri colorati, pantaloni e mantello rosso. Seguendo il ritmo marziale di un grosso tamburo, egli si dimena e si agita, impugnando una piccola spada.
Nella pantomima il Mastro di Campo, posto alla testa di una piccola armata, marcia verso il castello reale (un palco di legno costruito in Piazza Umberto I) per prendere con sé la Regina. Mentre il Re si prepara alla difesa e le truppe si combattono tra loro, al Mastro di Campo, inerpicato su di una scala viene inferta una ferita - in conseguenza della quale fa la caratteristica "caduta". Il Mastro di Campo alla fine vince la sfida e conquista il cuore della regina.


Foto di zarta (Panoramio)

Altra fantasiosa variante subìta dalla rappresentazione nel corso dei secoli è l’inserimento di Giuseppe Garibaldi come "guest star" insieme, ovviamente, ai Garibaldini.
Sembra che questa particolare "aggiunta" anacronistica abbia avuto origine alla fine dell'800, quando apparve un figurante vestito appunto da Garibaldi. Tale evento scosse lo spirito patriottico degli spettatori, che applaudirono tanto fragorosamente alla novità, da far sì che nelle edizioni successive si riproponesse sempre la figura dell’Eroe dei due mondi.
Altri caratteristici personaggi della pantomima sono gli alleati del Mastro di Campo, i briganti ed i guerriglieri che vogliono sovvertire l'ordine reale e il "Diavolo Pecoraio", un figurante rivestito di pelli di pecora che rappresenta il reale avversario dell'eroe della pantomima.

Durante la grande messa in scena sono molti i figuranti che elargiscono al sempre numeroso pubblico confetti, pane, salsiccia, formaggio, fichi secchi, finocchi, e tanto, tanto, tanto vino.
Alla fine tutte le maschere scendono dal palco-castello e si cominciano a diffondere le note martellanti delle danze della Tubiana, che si rifanno a un antico ballo di Carnevale tipicamente siciliano.
Assistere, o meglio, partecipare alla Festa del Mastru di Campu è un’esperienza sinceramente divertente, un’occasione per vedere e toccare con mano come una piccola comunità, nello specifico caso quella di Mezzojuso, riesce a divertirsi e a divertire con una bella storia d’amore che ogni anno si ripete sempre uguale e sempre diversa.

Per ulteriori informazioni: www.prolocomezzojuso.it

6 febbraio 2018
Condividi:
vaso Ø 36 cm.  alberello
Calla Spray x 18 H 90
Caltagirone città della ceramica

Caltagirone città della ceramica

Agriturismo e turismo rurale
proposto da Villa D'Andrea
Cod. CA24
vaso Ø 24 cm.  alberello
Villa Patti

Villa Patti

Agriturismo e turismo rurale
proposto da Villa D'Andrea
Ti potrebbe interessare anche
A Chiaramonte Gulfi Salsiccia e Carnevale
A Chiaramonte Gulfi Salsiccia e Carnevale
A Chiaramonte Gulfi Salsiccia e Carnevale
Coriandoli, scherzi, carri allegorici ma anche tanta buona salsiccia tutta da gustare
Enogastronomico
Il Carnevale di Saponara
Il Carnevale di Saponara
Il Carnevale di Saponara
In attesa della ''Sfilata dell'Orso e della Corte Principesca''
Carnevalesco
Il Carnevale di Avola e le sue maschere tradizionali
Il Carnevale di Avola e le sue maschere tradizionali
Il Carnevale di Avola e le sue maschere tradizionali
Mentre Re Carnevale viene bruciato in piazza la gente balla sotto una pioggia di coriandoli
Carnevalesco
A Sciacca il Carnevale più famoso di Sicilia
A Sciacca il Carnevale più famoso di Sicilia
A Sciacca il Carnevale più famoso di Sicilia
Carri allegorici accompagnati da centinaia di gruppi in costume in un vortice di musica e balli
Carnevalesco
Ad Acireale il più bel Carnevale di Sicilia
Ad Acireale il più bel Carnevale di Sicilia
Ad Acireale il più bel Carnevale di Sicilia
Per le strade della città barocca, carri allegorici, gruppi in maschera e...
Carnevalesco
Vedi tutti gli itinerari

Aziende consigliate