La Grotta di Santa Ninfa

La Grotta di Santa Ninfa

Un ambiente suggestivo, di grande interesse speleologico e naturalistico

La Riserva Naturale Integrale "Grotta di Santa Ninfa", affidata in gestione a Legambiente, è stata istituita nel 1996 per la protezione e la valorizzazione di un suggestivo ambiente carsico, di elevato interesse speleologico, geomorfologico e naturalistico.
L'area della riserva, ricadente nei territori comunali di Santa Ninfa e di Gibellina, in provincia di Trapani, si trova su un altopiano di natura gessosa, caratterizzato dalla presenza di numerose cavità sotterranee.
La riserva naturale comprende la grotta di maggiore estensione ed interesse (zona A di protezione integrale) e parte del suo bacino di alimentazione, esteso per circa 150 ettari e denominato Biviere (zona B di preriserva).

La grotta - E' costituita da una cavità prevalentemente orizzontale, estesa per circa 1400 m, che rappresenta un ambiente di grande interesse speleologico per la presenza di un complesso sistema di meandri e gallerie, un tempo completamente invasi dall'acqua; il ramo superiore fossile é ormai asciutto, mentre in quello inferiore scorre ancora il corso d'acqua proveniente dal Biviere. La cavità termina in uno stretto sifone, non percorribile dall'uomo, che il torrente attraversa per riemergere a valle dell'ingresso della grotta, dando origine alla risorgenza.
La grotta è caratterizzata da splendide concrezioni, come cortine, stalattiti, infiorescenze parietali, pisoliti (perle di grotta).
L'elevato valore naturalistico della grotta di Santa Ninfa è legato inoltre alla presenza di una interessante fauna cavernicola, adattata a vivere in assenza di luce e in ambienti con elevato tasso di umidità.

Gli itinerari
La necropoli - Nell'area di riserva è inoltre presente una necropoli di origine protostorica, costituita da una trentina di nicchie scavate nei gessi di Monte Finestrelle, testimonianza della fiorente civiltà degli Elimi che dominava l'intero comprensorio.
Nelle vicinanze dell'area protetta si trova il Castello di Rampinzeri, antico feudo risalente al 1600, in cui è possibile ammirare l'antico frantoio e i resti di una cappella in stile neogotico.
Il Biviere: paesaggio e forme carsiche - Il paesaggio naturale dei gessi di Santa Ninfa, modellato nel corso del tempo dalle precipitazioni atmosferiche, é caratterizzato dalla presenza di fenomeni carsici sia sotterranei (grotte) che superficiali (doline, inghiottitoi, valli cieche); sugli affioramenti gessosi é possibile ammirare suggestive formazioni, costituite da solchi (karren) e vaschette di corrosione, che hanno modificato l'aspetto originario delle rocce.

Il torrente del Biviere - Alimenta la grotta e nasce su terreni argillosi alle pendici di M. Finestrelle (sito di una necropoli paleocristiana), scorre in una piccola forra in corrispondenza dell'affioramento gessoso e termina il suo corso superficiale in una grande valle cieca occupata da vigneti. Nelle ripide pareti di gesso che chiudono la valle é situato l'inghiottitoio, un imbuto naturale in cui si gettano le acque formando il piccolo fiume sotterraneo che attraversa la grotta.
Il Biviere: flora e fauna - Nell'area del Biviere, un tempo ricoperta in gran parte da boschi mediterranei, oggi dominano i coltivi e i rimboschimenti. Tuttavia sulle aree collinari e sulle pareti gessose sopravvivono ancora lembi di macchia mediterranea, caratterizzata dalle fioriture dell'euforbia arborea, del timo e delle orchidee selvatiche; nei valloni è presente una rigogliosa vegetazione ripariale, di grande interesse per l'elevata diversità della flora. Sono state ritrovate inoltre diverse specie endemiche, caratteristiche dei substrati gessosi.
La fauna comprende il riccio, l'endemico toporagno di Sicilia, il coniglio, l'istrice, la donnola, la volpe. Fra gli uccelli sono ben rappresentati la poiana e il piccolo gheppio, caratteristico per la posizione a "spirito santo" assunta durante la caccia, l'usignolo, la ghiandaia.
E' di grande interesse fra gli anfibi la presenza del discoglosso, simile ad una rana e vivente solo nel Mediterraneo occidentale.

La visita - La riserva ha la sua sede a Santa Ninfa (TP), aperta tutti i giorni per l'accoglienza dei visitatori. La sede dispone di una sala video e di una biblioteca naturalistica, in cui è possibile consultare e visionare materiale didattico e divulgativo sulla riserva e su tematiche ambientali.
L'ente gestore della riserva organizza visite guidate sia in grotta che nel territorio, attraverso i sentieri che permettono di scoprire gli aspetti più interessanti dell'area protetta (gli affioramenti di gesso e le forma carsiche, l'invaso Biviere, la grande conca in cui è situato l'inghiottitoio, la necropoli, il bosco). La prenotazione delle visite è obbligatoria, il servizio è gratuito.
Confinanti con l'area protetta sono il Museo agroforestale di Finestrelle, ricco di strumenti della civiltà contadina e di reperti archeologici provenienti dalla vicina necropoli, e l'area attrezzata. Gestiti dall'Ispettorato Dipartimentale delle Foreste di Trapani, sono entrambi sono aperti tutto il giorno dalle 9:00 alle 16:00.
La riserva é raggiungibile dall'autostrada Palermo-Mazara del Vallo, uscendo dallo svincolo di Salemi e seguendo la statale 188 in direzione Santa Ninfa.

Fonte: Legambiente

29 novembre 2017
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