La Riserva Naturale di Sambughetti e Campanito

La Riserva Naturale di Sambughetti e Campanito

Il più grande "paradiso naturale" della provincia di Enna

Su una dorsale parallela a quella dei Nebrodi, tesa quasi a toccare le vicine Madonie, si sviluppa la grande Riserva Naturale Orientata dei Monti Sambughetti e Campanito (1.559 metri sopra il livello del mare e  1.514 m s.l.m.), in assoluto la più grande della provincia di Enna.
L'area protetta che si estende per ben 2.358,3 ettari (1,716 in zona A e 642,2 in zona B) ricade interamente in territorio di Cerami e Nicosia e venne istituita a protezione del relitto di una faggeta costituita in epoca glaciale e dei laghetti della contrada Campanito. Partendo da Enna, si può raggiungere la riserva attraverso la Statale 121. Uscendo da Leonforte bisogna svoltare a sinistra, seguire le indicazioni per Nicosia imboccando la Statale 117 e procedere sulla sinistra in direzione Mistretta. Dopo aver percorso circa 29 km, sulla sinistra inizia una strada sterrata con chiare indicazioni sui percorsi possibili da seguire.

Il valore naturalistico della Riserva di Sambughetti-Campanito è eccezionale per la varietà di ambienti e di biodiversità presenti e ospita non solo il bellissimo Bosco della Giumenta e la Sughereta di Monte Coniglio ma anche alcuni pascoli montani e diverse zone umide come i margi (luoghi dove le acque che scendono giù dalle cime si raccolgono in pozze), piccole paludi o laghetti (il più alto a oltre 1350 metri di altezza sul livello del mare). Il Bosco della Giumenta inizia dai 1.350-1.400 m s.l.m ed è un bosco molto suggestivo. A cagione dell'umidità infatti, i faggi presentano sui tronchi e sui rami una fitta copertura di muschi e licheni tra cui fanno capolino piccoli funghi. La vegetazione è molto fitta tanto da non permettere alla luce di filtrare nel sottobosco che si presenta proprio per questo motivo povero di vegetazione. Soltanto il ciclamino primaverile e il falso pepe montano, un esile arbusto sempreverde che comincia a fiorire in inverno riescono a sopravvivere in queste condizioni. Nelle zone in cui i vecchi faggi sono in decomposizione invece, la maggiore illuminazione consente lo sviluppo dell'agrifoglio, della rosa canina e del rovo. Vicino la faggeta c'è anche un fitto bosco di querce (cerro e roverella) dove s'insediano biancospini e prugnoli, castagni e aceri spesso ricoperti da licheni frondosi. I monti Sambuchetti e Campanito appartengono al sistema montuoso dei Nebrodi e con essi condividono molte affinità geologiche come per esempio i depositi del Flysh Mumidico, formato da detriti accumulatisi ad opera di correnti sottomarine e poi affiorate in fasi successive. Anche il paesaggio è quello dei Nebrodi con cime svettanti, pinnacoli quarzarenitici che sembrano quasi piramidi naturali tra il verde cupo dei boschi.

Molto spesso in inverno questi luoghi si ricoprono di neve anche per mesi interi, soprattutto sul versante Nord, e il paesaggio assume un aspetto nordico con i suoi laghi ghiacciati, gli alberi adornati dalla neve e un silenzio che si interrompe soltanto in primavera per il gocciolio dei ghiacci che si sciolgono durante il disgelo per andare ad alimentare i laghetti montani o scendere a valle. In estate invece, il paesaggio si arricchisce di mille colori e profumi e l'intera zona ai piedi del Campanito è rinverdita dalle verdi chiome dei pioppi che circondano i laghi, dalle macchie dei faggi misti agli agrifogli e dalle ricchissime distese erbose che forniscono ottimi pascoli per i bovini in alpeggio. La superficie dei laghi invece, si ricopre di lenticchie d'acqua, dei bianchi fiori del ranuncolo acquatico e delle larghe foglie del potamogeton. L'area ceramese di questi monti è caratterizzata dalla presenza della Suvarita di Monte Coniglio, una delle più elevate sugherete di Sicilia dove la sughera si spinge fino a circa 1.000 m. Nella sughereta si trovano il leccio, la roverella, la sugherella minore ed il cerro di Gussone. I boschi sono ricchi di funghi a cappello tra cui diversi mangerecci come l'agarico citrino, la mazza di tamburo, la famigliola buona (o 'chiodini'), il prataiolo e l'orecchione, mentre bisogna stare molto attenti alla lepiota crestata che è tossica. La fauna che popola questi luoghi è quella tipica dei boschi siciliani con la volpe, il gatto selvatico, la martora, la donnola. Una presenza eccezionale  è costituita dalla cincia bigia di Sicilia, uccellino endemico del territorio nebrodense. A circa 1.330 metri s.l.m., in contrada Campanito, ci sono veri e propri laghetti e piccoli stagni sulle cui rive troviamo i pioppi (neri e tremoli) e i salici (i Salix purpurea nel lago più grande formano un'isola).

Alcune zone della riserva sono antropizzate e la convivenza fra uomo e ambiente si realizza in maniera armoniosa. Sono infatti, state incrementate le attività economiche eco-compatibili, legate al turismo e al tempo libero. Le rocce della contrada San Martino ospitano un interessante acquedotto medievale, mentre dall'alto della cima di Rocca Campanito, raggiungibile mediante i resti di una antica scala araba o bizantina, si possono vedere i grandi cerchi di pietre che un tempo servivano per coprire i cumuli di neve utilizzati in estate dagli abitanti dei paesi a valle. Tra gli alberi, in un roccione scavato a mano si può ammirare la 'Grutta de' nivarula', la grotta dei nevaioli, che salivano in montagna per effettuare la faticosissima raccolta della neve.

INFO
Riserve Enna "Sambughetti - Campanito"

Tel. 0935 525111

23 novembre 2016
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