La Riserva Naturale Orientata Bosco di Santo Pietro

La Riserva Naturale Orientata Bosco di Santo Pietro

Una lunga e rinfrancante passeggiata nella seconda area verde più grande di Sicilia

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Sacchetti Bicolore Provenzale rosso
Ovalina Pasquale in legno
Cuore velluto da appendere in 2 misure
Museo Regionale della Ceramica di Caltagirone
Cuore vimini Bianco e Rosso  intrecciato fascetta
Cuore in vimini traforato   in 2 misure
Gallina Contenitore terracotta  decorata
Gallo e gallina in terracotta smaltata e decorata
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Nei pressi di Santo Pietro, minuscolo borgo a circa 20 chilometri da Caltagirone, su un grande altopiano sabbioso solcato da valloni, si estende la Riserva Naturale Orientata Bosco di Santo Pietro. La riserva è adagiata su un'area caratterizzata da vaste pianure, alcune colline, le vallate dei torrenti Terrana, Ficuzza e Ogliastro e gli altipiani di Molara, Centosalme, Piano Chiazzina, Stella, Chiesa e Lupo. Dal punto di vista strettamente geologico, il terreno è costituito da argille grigio-azzurre coperte da sabbie che custodiscono fossili risalenti a 1,8 milioni di anni fa (Pleistocene inferiore) e sabbie fini quarzose. La Riserva è stata istituita nel 1999 e ricopre una superficie di 6559,38 ettari che ricadono prevalentemente nel comune di Caltagirone e per una piccola parte in quello di Mazzarone ed è la seconda per estensione in Sicilia dopo il bosco di Ficuzza, nel palermitano.

E' divisa in due aree: la zona A 'Area di riserva' vera e propria che copre 2582,5 ettari e la zona B 'Area di preriserva' di 3976,876 ettari. Il bosco confina, inoltre con la Sughereta di Niscemi con la quale un tempo formava la più grande foresta di querce della Sicilia centrale, che si estendeva dall'entroterra calatino sino alle zone costiere della città di Gela e Scoglitti, per circa 30.000 ettari. Si tratta comunque, ancora oggi, di una delle aree verdi più rigogliose ed estese del calatino, con una vegetazione estremamente varia dalla quale ogni tanto sbuca una sorgente d'acqua, piccole cascatelle e rivoli d'acqua su cui sono state realizzate diverse fontane. Il territorio racchiude anche interessanti testimonianze antropiche legate all’agricoltura tradizionale, in cui particolare rilevanza assumono i mulini, come il Poli, il Ramione e degli Archi. Sul Piano Chiesa, è localizzato il borgo Santo Pietro, costituito da case residenziali e di villeggiatura. L'area ospita inoltre, la Stazione Sperimentale di Granicoltura per la Sicilia, il Museo della Macchia Mediterranea, il Centro di Recupero Testuggini e, in Contrada Renelle, la base operativa dell'associazione di volontariato naturalistica 'Il Ramarro', che si spende per la salvaguardia del territorio. Sono presenti anche due chiese: Santa Maria di Betlemme, di origine medioevale, e Santa Maria dell'Idria, degli inizi del secolo scorso.

Se si vuole passare un fine settimana immersi nella natura, si può fare un po' decidere di fare trekking sui sentieri del Bosco di Santo Pietro. La primavera e l'autunno sono del resto, le stagioni ideali per fare una passeggiata in questa zona e ammirare le splendide fioriture che la bella stagione è capace di regalarci o i mille colori che la natura assume in autunno. Partendo dal bosco di Santo Pietro e, dopo aver attraversato un'area rimboschita a pino ed eucalipto, si giunge alle vallette dette fontana del Cacciatore e della Molara, le zone più belle del bosco. Qui si percorre una sorta d'anello all'interno del quale si può ammirare quello che rimane della sughereta della Molara.

La flora - Il Bosco di Santo Pietro ospita una grande varietà di speci vegetali, oltre 300, fra cui alcune rare. Si possono distinguere tre habitat principali: la sughereta, la lecceta e la gariga. Gran parte delle querce da sughero presenti un tempo oggi sono scomparse tanto che, secondo un censimento effettuato dal Fondo Siciliano per la Natura, ne rimangono una cinquantina di esemplari oltre ad alcuni carrubi di oltre tre metri di circonferenza e alcune roverelle. Nella contrada Molara, ancora oggi fa bella mostra di sé un esemplare di Quercus suber che raggiunge i 6,2 metri. Nelle contrade Molara, Coste Stella, Coste Chiazzina e Vaccarizzo, per alcune decine di ettari, s'estende un bosco di lecci. Il sottobosco della riserva è ricco di specie arbustive come il corbezzolo, l’erica arborea, il biancospino, il mirto, la fillirea e il citiso. Nella gariga si trovano formazioni arbustive come il rosmarino, il timo, l'erica, il lentisco e la palma nana. Sono presenti anche delle aree coltivate a viti, cereali e olivi.

La fauna - Tra le fronde degli alberi si rifugiano circa 96 specie di uccelli fra stanziali, svernanti, migratori e occasionali. Tra i rapaci ricordiamo: il gheppio, il grillaio, la poiana e l’allocco e, durante il periodo di passo, tra gli altri, anche l’aquila minore e il biancone. Inoltre, il bosco ospita una specie rara, il picchio rosso maggiore, numerosi passeriformi e il gruccione, un migratore molto colorato che nidifica in pochissime altre aree della Sicilia.

Lungo i corsi d’acqua troviamo le garzette, gli aironi cinerini e i martin pescatori. Il sottobosco è popolato da diversi rettili come la testuggine terrestre, il biacco, la vipera, la biscia dal collare, il geco comune e il ramarro occidentale.
Fra gli anfibi troviamo la raganella italiana, il rospo comune e la rana verde. Tra i mammiferi ci si può imbattere invece, nel coniglio selvatico, nella lepre, nella volpe, nella donnola, nel topo selvatico, nel gatto selvatico e nell'istrice.

2 settembre 2016
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