La Riserva Naturale Orientata della Timpa di Acireale

La Riserva Naturale Orientata della Timpa di Acireale

Un'oasi naturale che custodisce la storia geo-vulcanica siciliana

Ai piedi di Acireale, lungo un costone lavico che scende a strapiombo sul mare turchino, si trova la Timpa di Acireale. Il territorio, compreso lungo la costa che da Acque Grandi (a nord di Capomulini) conduce a Santa Maria degli Ammalati (frazione di Acireale), è caratterizzato da un promontorio di circa 80 metri di altezza a ridosso della costa di Acireale, ricoperto da una lussureggiante vegetazione costituita da edera, euforbia e carrubbi. L'area per il suo elevato valore naturalistico, geologico, faunistico e vegetativo è stata dichiarata Riserva Naturale Orientata nel 1999 e affidata alla gestione dell'Azienda Foreste Demaniali. Si tratta di un altopiano roccioso, stretto tra il mare e la SS. 114, che ha un'estensione totale di 225,34 ettari, distinti in zona A di riserva e zona B di pre-riserva. Insieme all'isola Lachea, la zona costituisce un laboratorio naturale a cielo aperto in cui è custodita la storia geo-vulcanica della Sicilia. La Riserva è caratterizzata da un massiccio formato a gradinate e faglie che sembra emergere dal mare, ma che in realtà ha avuto origine da una sovrapproduzione di strati avvenuti nelle varie epoche. Le pareti della Timpa sono molto ripide, con falesie che si stagliano contro il cielo raggiungendo altezze che vanno da poche decine di metri nella zona di Acque Grandi sino ai 120 metri, dalle cui sommità si godono scorci panoramici di grande suggestione.


La Fortezza del Tocco nel XVII secolo in un dipinto di Giacinto Platania

Di particolare rilevanza alcuni tratti a ridosso della fascia costiera, dove alti colonnati basaltici, che ricordano quelli presenti nelle Gole dell'Alcantara, si sono formati attraverso un processo di cristallizzazione delle lave a contatto con l'acqua. L'aspetto delle pareti colonnari è spettacolare e viene a nudo solo con frane ed erosioni che mettono allo scoperto grossi banchi lavici costituiti da rocce compatte. La forma colonnare delle rocce si ritrova anche nei fondali marini circostanti. La Timpa esibisce al suo pubblico di visitatori antiche grotte o caverne naturali, coste a strapiombo sul mare (Capomulini), coste a scarpata (Santa Maria la Scala) scogliera con insenature (Stazzo) e infine una pianura agrumicola (Santa Tecla).
Pur essendo inserita in un contesto fortemente antropizzato, come la costa orientale a nord di Catania, l'area è quasi incontaminata per via del percorso impervio che ne rende difficile la fruizione e l'accesso. Tuttavia chi volesse esplorare la Riserva potrebbe imboccare un sentiero seicentesco che parte dal borgo marinaro pittoresco e Santa Maria La Scale e che salendo attraversa a zig zag la parte centrale della Timpa. Il sentiero chiamato 'le chiazzette' porta ad un belvedere che si apre ad un panorama di incomparabile bellezza, caratterizzato da forti contrasti fra la scura vegetazione di macchia ed i cromatismi delle lave.

Lungo il sentiero ci si imbatte nella Fortezza del Tocco (o del 'tocco di cannone') progettata dall'ingegnere Camillo Camilliani e realizzata dall'ingegnere acese Vincenzo Geremia nel 1624. Nel XVII sec., durante la dominazione spagnola, la fortezza veniva utilizzata per avvertire del pericolo di incursioni piratesche gli abitanti di Acireale, facendo esplodere un colpo di cannone. Da qui, è possibile scendere fino al mare per immergersi nelle scure e fredde acque dello Jonio. A nord-est di Acireale, adagiata ai piedi della Timpa, si sviluppa invece, il borgo di Santa Tecla, un piccolo borgo di pescatori, oggi centro balneare e residenziale, rinomato per la gastronomia a base di pesce. Di fronte ad esso la Timpa digrada in una bassa costa che si conclude in una splendida spiaggia con ciottoli di pietra lavica. Da non perdere una visita alle nuove terme di Santa Venera, costruite nel 1873 con annessi parco e Grand Hotel des Bains. Aperte tutto l'anno, curano, attraverso le acque, sulfureo-salso-bromo-iodiche, affezioni dell'apparato respiratorio, genitale e dell'orecchio. Secondo la tradizione, nel luogo dove sorgono le terme, nel II sec. d.C., fu martirizzata la patrona di Acireale Santa Venera. I primi a sfruttare le acque termali provenienti dall'Etna furono i greci, poi i romani costruirono una struttura tuttora visibile in contrada Santa Venera al Pozzo.

Flora e fauna - La Timpa ospita alcune tipiche piante pioniere mediterranee. Fra gli arbusti si può osservare l'euforbia arborea, caratterizzata da arbusti di color rossiccio e dalla fioritura di mazzolini di colore giallo-verde. Alcune zone come quella di Santa Caterina, sono caratterizzate da una fitta vegetazione per la presenza di numerose sorgenti d'acqua che poi sfociano nello Jonio. I dirupi più impervi sono tappezzati da cuscini di edera e di vitalba, cespugli di capperi o piante di ficodindia. La macchia è costituita dal carrubo e dall'alaterno, dal lentisco, dalla ginestra e dal mirto mentre nella zone più impenetrabili, la fanno da padrone le lianose come la stracciabraghe e l'asparago pungente. I viottoli sono fiancheggiati da boschetti di ailanto e dal gelso da carta, specie esotiche introdotte dall'uomo. Le zone più basse invece, sono destinate all'agricoltura e sono in gran parte abbandonati.

Tra le specie animali presenti nidificano numerosi rapaci. Di giorno è possibile ammirare il volo del falco pellegrino, del gheppio e della poiana, mentre di notte sono molto comuni l'assiolo, il barbagianni e la civetta. Inoltre, hanno trovato il loro habitat nella riserva l'occhiocotto, tipico uccello mediterraneo caratterizzato da un cappuccio nero e dal piumaggio grigio biancastro, la capinera, la cinciallegra che sfrutta anche le macchie di ailanto e di gelso, mentre nelle zone meno antropizzate vive l'istrice. Sulle rive del mare, nei pressi delle calette cacciano il martin pescatore e il gabbiano, mentre in inverno sverna il cormorano. La Timpa di Acireale si trova lungo le principali rotte migratorie, è infatti possibile osservare il passaggio dello svasso maggiore, dell'airone cinerino e della garzetta. Con l'arrivo delle calde temperature giungono dall'Africa la rondine e l'upupa che depongono qui le loro uova. Molte specie come lo scricciolo, il merlo ed il passero solitario, invece, si incontrano tutto l'anno, soprattutto nelle zone in cui è presente la macchia mediterranea.

ESCURSIONI
Sentiero Chiazzette (Livello difficoltà medio) - Partendo dal quartiere 'Suffragio', imboccando l'antica 'Scala d'Aci' oggi chiamata le 'chiazzette' ci si imbatte nella fortezza del Tocco, posta all'inizio della discesa. Da qui si raggiunge facilmente il piccolo borgo marinaro di S.M. La Scala. Svoltando a destra si arriva alla spiaggia del Mulino, caratterizzata dalla presenza di vene d'acqua dolce sotto gli scogli e dalla sorgente del Miuccio. Qui le cascatelle d'acqua purissima sono un'ottima occasione per rinfrescarsi.
Percorso Acquegrandi (Livello difficoltà alto) - Dalla Strada nazionale per Catania, di Fronte la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, si prosegue verso sud dove si incontra la chiesetta di nostra Signora dell'Aiuto e si imbocca un sentiero che la fiancheggia. Lungo il sentiero è possibile ammirare un'antica opera muraria che funge da canale di irrigazione, poi si giunge ad uno spiazzo dal quale si possono ammirare in tutta la loro bellezza la Timpa di Don Masi e la spiaggia di Acquegrandi. Poi è possibile scendere a mare seguendo una mulattiera che attraversa la scarpata sino a raggiungere una lunga spiaggia di ciottoli di pietra lavica.
Percorso Acque del Ferro: Santa Caterina (Livello difficoltà medio) - Partendo dalle Terme nuove di Santa Caterina, vicino l'antica rupe di San Guglielmo, si imbocca la stradella via Acqua del Ferro e poi un sentiero a zig zag che attraversa la Timpa e che conduce ad una spiaggetta di scogli,dove sgorga la sorgente di acqua dolce denominata Acqua del Ferro, per la colorazione rossastra. A circa 100 metri a sud dalla sorgente, al livello del mare si osservano dei tufi rossastri di grande interesse scientifico.

Percorso Pietra Monaca (Livello di difficoltà medio-basso) - Partendo da Via Gangi o Pennisi si raggiunge la S.S. 114, si scende per via Pietra Monaca, che fiancheggia i giardini coltivati a limoni e si raggiunge un piccolo abitato dal quale si può accedere ai rudimentali terrazzamenti. Sotto 'Villa Lina' iniziano due sentieri: uno in direzione nord, senza sbocco ma con vista panoramica e l'altro, 'passo di jusu', che consente di raggiungere la spiaggia dove in mare è adagiato uno scoglio rassomigliante ad una monaca distesa, da cui il luogo ha preso il nome.

Info: Comune di Acireale ufficio informazioni turistiche – Tel. 095 895249

1 giugno 2016
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