La Sughereta di Niscemi

La Sughereta di Niscemi

Il più importante relitto di foresta primaria a sughera e leccio della Sicilia

Su un altopiano a circa 330 metri s.l.m., Niscemi sorge tra la parte terminale dei Monti Erei e le pendici degli Iblei, con un fantastico panorama che si apre sulla vallata del fiume Maroglio e la Piana di Gela. Fondata nel 1626 dal principe di Butera Giuseppe Branciforti, il nuovo centro abitato fu ricostruito, dopo il terribile terremoto del 1693, in prossimità del bosco di contrada Castellana. Qui il 21 maggio 1599, come racconta la leggenda, il pastore Andrea Armao trovò un bue inginocchiato presso una sorgente d'acqua su cui galleggiava un'immagine della Madonna. Nel luogo in seguito, venne costruito un Santuario che rappresentò il centro del piccolo nucleo di abitazioni che attualmente, nonostante si trovi in periferia, ricopre una notevole importanza simbolica per gli abitanti. Nella zona sudorientale del territorio di Niscemi si estende invece, la caratteristica sughereta, il più importante relitto di foresta primaria a sughera e leccio della Sicilia centro-meridionale. Visitare la sughereta significa intraprendere un'esplorazione suggestiva in un bosco d'altri tempi che mostra come dovevano essere i querceti degli ambienti caldi e secchi in Sicilia fino a qualche secolo fa. Inoltre le querce della sughereta sono veramente maestose (molte superano i cinque metri di circonferenza e i quindici di altezza) e forse le più grandi d'Italia.

La Riserva Naturale Orientata - Fu istituita il 25 luglio1997 e comprende un'area di circa 2.939,37 ettari, di cui 1179, 36 in zona A di riserva propriamente detta e 1760,01 ettari in zona B di preriserva nelle quali sono consentite alcune attività umane. Il bosco ricade interamente in territorio di Niscemi e principalmente nelle contrade di Arcia, Ulmo, Polo e Pisciotto, nell'ultima delle quali perdurano ancora condizioni di integrità con fitto sottobosco, liane ed esemplari arborei plurisecolari. Un tempo Niscemi era circondata da un'estesa e rigogliosa vegetazione e i boschi costituivano una grande risorsa per l'economia locale e la lavorazione del sughero che coinvolgeva buona parte della popolazione. Accanto alle forme arboree, sughere e lecci, oggi spiccano tutto un insieme di alberelli ed arbusti come la quercia di Palestina, il corbezzolo, la palma nana, il mirto, il lentisco, le eriche, la ginestra spinosa, il citiso, il pungitopo, la dittinella, lo spazzaforno, la ginestrella, i cisti, per proseguire poi con centinaia di specie erbacee, talora di estremo interesse scientifico, come le tante orchidee selvatiche, le iridacee e le liliacee, nonché alcuni popolamenti circoscritti di felci. La pianta simbolo della riserva è però, senza ombra di dubbio, la quercia da sughero che presenta alberi dalle notevoli dimensioni.

Nella Vallata del Pisciotto domina sul paesaggio circostante la quercia mosaica, una vecchia pianta dalla circonferenza del tronco di circa sei metri. Nel bosco inoltre, trovano il loro habitat naturale diverse specie di funghi come il porcino nero e il porcino giallo molto ricercati dai buon gustai, frequenti le mazze di tamburo, il bianco farinaccio (amanita ovoidea) ed i prataioli. Per quanto riguarda la fauna trovano il loro habitat naturale diverse specie animali anche se l'antropizzazione, il degrado e l'indiscriminata attività venatoria hanno causato la scomparsa di varie specie. Una tra queste è ad esempio la martora, mentre rarissimo è divenuto il gatto selvatico e in calo l'istrice. Abbastanza comune invece, il coniglio, il riccio, la donnola, la volpe, il ghiro e il topo quercino. Per la mancanza di predatori inoltre, sta aumentando la popolazione di ratti, arvicole e toporagni. Varia e abbondante l'avifauna, con molte specie di uccelli che scelgono le fronde di questi alberi per nidificare, come ad esempio la poiana, il colombaccio, il cuculo, la ghiandaia, la cornacchia grigia, il barbagianni e il gruccione, l'upupa.

Raramente si vede anche qualche esemplare di picchio rosso maggiore e di torcicollo. Un tempo questi luoghi erano abitati anche dalla testuggine comune 'scurzara', che oggi si è estinta, anche se sono in corso progetti di reintroduzione. Per quanto riguarda gli invertebrati figurano varie specie di insetti tra cui splendide farfalle come la bella polissena che deposita le sue larve sull'aristolochia, pianticella velenosa del sottobosco, il silvano azzurro, mentre grosse falene sono legate alle querce ed ai cisti come la gastropacha quercifolia, grossa farfalla notturna che si mimetizza assumendo le sembianze di una foglia secca di quercia. Molto numerosi anche i coleotteri che vanno dai giganteschi cerambici (cerambix e macrotoma) ad esemplari minori come il myrmecophilus, un grillo talmente minuscolo da essere considerato il più piccolo d'Europa.

La quercia da sughero - La sughera è una quercia sempreverde simile al leccio che cresce sui suoli silicei, in condizioni climatiche secche ed aride. L'albero raggiunge altezze comprese tra i cinque e i quindici metri ed è molto longeva. Le sue foglie hanno forma ovale-lanceolata, spinose ai margini, di colore verde scuro sopra e biancastre sotto. Il frutto è costituito da una ghianda dalla forma allungata, protetto per metà da una cupola squamata. La sua corteccia, spessa e rugosa, ogni nove-dodici anni viene asportata dando luogo alla raccolta del sughero, poi utilizzato per la produzione, di tappi, di suole di scarpe, pannelli isolanti e molto altro.

1 giugno 2016
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