Morgantina, piccola Pompei

Morgantina, piccola Pompei

La Dea, gli Acroliti, il Tesoro e "Barbablù" finalmente insieme al Museo di Aidone

All'estremo limite orientale dei monti Erei, in posizione strategica sul monte Cittadella (578 m s.l.m.) e in territorio di Aidone (EN), sorge Morgantina, uno dei siti archeologici più ricchi di fascino che la storia della Sicilia greco-romana ricordi. In un ambiente naturale solitario e perfettamente conservato, il sito è pianeggiante e circondato da colline a strapiombo che lo rendono difficilmente espugnabile. Posto a sbarramento della valle del Simeto e dei suoi tributari, Morgantina controlla infatti, una vastissima zona delimitata dalle Madonie e dall'Etna a nord, dal mar Ionio a est, dagli Erei meridionali a sud e a ovest. La città fu fondata, secondo la leggenda, nel X secolo a.C da Morges, re dei Morgeti e distrutta nel 459 da Ducezio, capo del movimento d'indipendenza siciliana contro i Greci, gravitò poi nell'orbita di Siracusa raggiungendo nel 300 a.C. grande prosperità. Gli scavi archeologici iniziarono soltanto nel 1955, finanziati da Re Gustavo Adolfo di Svezia, sovrano molto appassionato di archeologia, e portarono alla luce preziose monete, statuette e frammenti architettonici di grande valore. Dopo la missione svedese si avvicendarono le Università americane di Princeton e della Virginia, tuttora attiva sul sito grazie ad una convenzione con la Soprintendenza di Enna.
L'area Archeologica di Morgantina è balzata, negli ultimi anni, agli onori della cronaca perchè qui furono trovati, durante scavi clandestini, e trafugati importantissimi reperti archeologici come la famosa Venere, gli Acroliti di Demetra e Kore e gli splendidi argenti di Morgantina. Dopo un lungo contenzioso legale tra l'Italia e gli Usa finalmente questi capolavori sono tornati a casa e hanno trovato la loro giusta collocazione nel Museo Archeologico di Aidone, che si presume (e si spera) diventerà nei prossimi anni uno dei poli culturali più importanti del Mediterraneo.

Pillole di storia - Le prime tracce umane nella zona risalgono alla prima età del bronzo (2100 -1600 a.C.), epoca in cui un villaggio di capanne circolari e rettangolari occupò il colle di Cittadella. A cominciare dal XIV secolo a.C. sino al XI secolo a.C i Siculi raggiunsero ad ondate successive la Sicilia orientale, cacciando gli indigeni nella parte occidentale. Leggenda vuole che proprio sul monte Cittadella un gruppo di Morgeti, guidato dal mitico re Morges, fondò nel X secolo a.C. Morgantina, occupando per più di 300 anni il luogo, integrandosi con le altre popolazioni affini dell'interno e prosperando grazie allo sfruttamento agricolo della vasta pianura del Gornalunga. Verso la metà del VI sec. a.C i Greci giunsero a Morgantina e impararono a convivere pacificamente con i precedenti abitanti. La cittadella fu distrutta da Ippocrate, tiranno di Gela e successivamente dal condottiero siculo Ducezio e dopo probabilmente abbandonata. Nel 396 a.C. Il sito fu conquistato da Dionisio I, tiranno di Siracusa, ma la polis mal sopportava il giogo siracusano tanto che nel 392 a.C. ospitò l'esercito punico guidato da Magone. Intorno al 340 a.C. Timoleonte prese il potere e ricostruì la città sul pianoro di Serra Orlando mentre il massimo splendore fu raggiunto nel III secolo a.C. durante il lungo regno di Gerone II (275-215 a.C.) quando il centro arrivò a contare circa 10.000 abitanti. Durante la prima guerra punica, Morgantina fu alleata prima dei Romani, poi dei Cartaginesi, diventando la base operativa della lega siculo-punica. La città non si arrese neanche dopo la caduta di Siracusa nel 212 a.C. e fu assediata e distrutta nel 211 a.C., da Marco Cornelio Cethego che la consegnò all'ispanico Moerico e ai suoi mercenari ispanici quale premio per avere permesso al Console Claudio Marcello la conquista di Siracusa, difesa dalle macchine belliche progettate Archimede. [La dea di Morgantina]

Le tappe del nostro itinerario

Itinerario

Area archeologica

Area archeologica

Area archeologica di Morgantina
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Museo Archeologico di Aidone

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9 giugno 2017
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