Acquisti in città

Offerte, affari del giorno, imprese e professionisti, tutti della tua città

vai a Shopping
vai a Magazine
Negli abissi di Lipari, il relitto maledetto

Negli abissi di Lipari, il relitto maledetto

Nel 300 a.C. il tragico naufragio di una nave carica di anfore e ceramiche

Contenuti Sponsorizzati
Ristorante a Caltagirone
Visualizza mappa itinerario
  • Hai una struttura ricettiva o un'attività turistica che vuoi rendere visibile? Fallo ora gratuitamente - CLICCA QUI
  • Stai cercando un diving center a Lipari? CLICCA QUI

Le immersioni subacquee sui relitti di solito sono esperienze affascinanti e misteriose. Un atmosfera suggestiva avvolge questi giganti dormienti sui fondali marini da secoli e, a volte, persino da millenni.

Aggirandosi tra le lamiere arrugginite o il fasciame fatiscente, si può immaginare quelle imbarcazioni solcare i mari e le paure o gli entusiasmi dei marinai che le popolavano. I relitti, muti testimoni di un glorioso passato, sono insomma capsule del tempo dove tutto si è fermato all'istante in cui è avvenuto il naufragio e costituiscono la testimonianza archeologica di un preciso momento storico.

Da questi libri sommersi si possono trarre preziose informazioni circa la costruzione delle navi e la vita in mare, sullo sviluppo di una civiltà e del commercio in quell'epoca lontana. Nel corso dei secoli e millenni si ha notizia di oltre 200 navi naufragate nei mari siciliani.

Alcune si sono  semplicemente arenate sui bassi fondali, altre si sono schiantate sugli scogli o colate a picco, in mare aperto, in seguito a incidente o mal tempo. In ogni caso solo una cinquantina sono state ritrovate.

Sul versante orientale della splendida isola di Lipari, e precisamente nella Secca di Capistello, nel 300 a.C., una nave si inabissò con il suo prezioso carico di anfore, dopo aver urtato la sommità della secca e rovesciato il carico su un'area di oltre 1200 metri quadrati.

E’ probabile che la nave provenisse da una delle colonie greche della baia di Napoli e si dirigesse, via Eolie, ad uno dei centri punici della Sicilia occidentale, come Lilybaeum (Marsala), o forse verso l’Africa settentrionale e che il naufragio sia avvenuto mentre cercava di doppiare l’estremità meridionale di Lipari.

Il relitto è adagiato, a circa 200 metri dalla secca, su un fondale in ripidissimo pendio, 45°, che scende fino a circa 102 metri di profondità e proprio questo elemento rende molto pericoloso il fatto di volerlo raggiungere senza le giuste attrezzature.

Il sito maledetto - La tragica storia di questo relitto iniziò proprio con la sua scoperta, nel 1966, da parte di due giovani sportivi tedeschi, uno dei quali, spintosi troppo in profondità per seguire la distesa delle anfore, lungo il pendio, sarebbe annegato.

Anche successivamente ci furono vittime tra le bande di saccheggiatori o sportivi isolati che si immersero in queste acque. Indagini archeologiche serie furono iniziate dai tedeschi dell’Istituto Archeologico germanico di Roma ma furono sospese subito, anche questa volta per un tragico incidente che causò la morte di due archeologi.

Tre sub si erano immersi e scesi in profondità e in acque sempre più buie. Scesero, forse senza rendersene conto, oltre i 60 metri, entrando in uno stato confusionale. Secondo il racconto del sopravvissuto, due di loro iniziarono a strappasi a vicenda maschere ed erogatori, il terzo riuscì a risalire e far scattare l'allarme, ma purtroppo, per i due compagni, non ci fu nulla da fare.

Tutta questa serie di tragici incidenti fece guadagnare al sito il sinistro appellativo di 'relitto maledetto'.

A distanza di 10 anni, nel 1976, furono gli americani dell'Institute of Nautical Archaeology (AINA) a riprovare l'esplorazione del relitto, avvalendosi, per l'epoca, di imponenti mezzi navali e tecnologici, mezzi utilizzati per le ricerche petrolifere e che, mai, sino a quel momento, erano stati impiegati nel campo dell'archeologia sottomarina.

Tra questi una campana batiscopica, una camera di decompressione, telefono e televisione a circuito chiuso e addirittura un minisommergibile. L'impiego delle nuove tecnologie permise, nel 1978, l'esplorazione completa del relitto.

Il relitto - Si tratta, come abbiamo già detto, di una nave del 300 a.C., con fasciame semplice e senza alcun rivestimento in piombo. Lo scafo era dotato di due ancore con ceppi in piombo, uno dei quali è stato recuperato insieme a pesi per reti da pesca, alcune barre in piombo e ad un lingotto di stagno di circa 10 kg di peso.

Al momento della campagna archeologica americana, parte del carico si trovava ancora nell'originaria posizione di stivaggio, con gruppi di anfore greco-italiche e puniche disposte verticalmente e pile di ceramica a vernice nera riposte negli interstizi. Tra queste ultime piatti, coppe, alcune kylikes dipinte con motivi vegetali e lucerne su alto piede.

Altre anfore erano fuori dallo scafo mimetizzate dalla prateria di posidonia. Le anfore, circa un centinaio, erano trattate internamente con resina ed, alcune, chiuse da un tappo di sughero, mentre altre recavano bolli, sulle anse, con nomi greci o abbbreviati simili a quelli ritrovati nei fondali di Ischia, Selinunte, Taranto e Gela, grazie ai quali è stato possibile fare una datazione precisa. Si è ipotizzato che alcune anfore contenessero 'garum', salsa di pesce di provenienza siciliana di cui gli antichi romani erano molto ghiotti.

Oggi si trovano al Museo Archeologico di Lipari 'Luigi Bernabò Brea'.

14 luglio 2017
Condividi:
Contenuti Sponsorizzati
Ristorante a Caltagirone
Ti potrebbe interessare anche
L'area archeologica di Himera
L'area archeologica di Himera
L'area archeologica di Himera
A due passi da Termini Imerese, la necropoli più grande della Magna Grecia
Archeologico
Nella mitica Valle dei Templi
Nella mitica Valle dei Templi
Nella mitica Valle dei Templi
Akragas, "la più bella tra le città dei mortali", fu un fiorente centro culturale
Artistico/storico
Il Parco Archeologico di Segesta
Il Parco Archeologico di Segesta
Il Parco Archeologico di Segesta
La città fondata dai profughi scampati alla guerra di Troia, guidati dal mitico eroe Enea
Archeologico
Nella Città delle Caverne
Nella Città delle Caverne
Nella Città delle Caverne
Viaggio alla Cava d'Ispica, dove i cristiani trovarono rifugio dalle persecuzioni romane
Archeologico
Al Castello di Eurialo
Al Castello di Eurialo
Al Castello di Eurialo
Fatto costruire da Dioniso il Vecchio, rese Siracusa inespugnabile agli attacchi nemici
Artistico/storico
Makella, signora della Valle dell'Eleuterio
Makella, signora della Valle dell'Eleuterio
Makella, signora della Valle dell'Eleuterio
Marineo (PA), un piccolo centro dove storia, cultura e arte si intrecciano mirabilmente
Artistico/storico
I castelli della provincia di Enna
I castelli della provincia di Enna
I castelli della provincia di Enna
Nel cuore della Sicilia anche il maniero italiano più vicino alle stelle
Artistico/storico
Latomie, prigioni di pietra
Latomie, prigioni di pietra
Latomie, prigioni di pietra
Qui furono imprigionati gli Ateniesi, sopravvissuti nel 413 a.C. al massacro dell'Asinaro
Archeologico
Morgantina, piccola Pompei
Morgantina, piccola Pompei
Morgantina, piccola Pompei
La Dea, gli Acroliti, il Tesoro e "Barbablù" finalmente insieme al Museo di Aidone
Archeologico
Alicudi, l'isola dai mille gradini
Alicudi, l'isola dai mille gradini
Alicudi, l'isola dai mille gradini
Viaggio in un mondo selvaggio e incantato dove non ci sono auto e neppure strade
Marino
Le spiagge del Siracusano
Le spiagge del Siracusano
Le spiagge del Siracusano
All'ombra di un variopinto ombrellone a godersi l'estate
Marino
Tindari, tra storia e leggenda
Tindari, tra storia e leggenda
Tindari, tra storia e leggenda
Un importante santuario mariano, un parco archeologico e i laghetti di Marinello
Archeologico
Salina, il giardino delle Eolie
Salina, il giardino delle Eolie
Salina, il giardino delle Eolie
Smeraldo del Mediterraneo dove fu girato "Il Postino", ultimo film di Massimo Troisi
Marino
Gela, potente colonia greca di Sicilia
Gela, potente colonia greca di Sicilia
Gela, potente colonia greca di Sicilia
Viaggio nella città fondata su consiglio dell'Oracolo di Delfi
Archeologico
Vedi tutti gli itinerari

Aziende consigliate

Tu piaci a Guidasicilia.
Guidasicilia piace a te?
= Hai già dato il MI PIACE
= Puoi dare ora il MI PIACE