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Paradiso tropicale nel cuore di Palermo

Accanto alla splendida Villa Giulia, un autentico museo naturale a cielo aperto

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Orto Botanico di Palermo, foto di Delfino Sisto Legnani - courtesy OMA (Manifesta 12 Palermo)

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Più di due secoli di storia in cui ha attratto studiosi, naturalisti, viaggiatori, curiosi in cerca di piante esotiche, in cui ha ispirato artisti e ha promosso in Italia, in Europa e in tutto il bacino del Mediterraneo la diffusione di innumerevoli specie vegetali, molte delle quali di origine subtropicale e tropicale.

Il Calidarium dell'Orto Botanico di Palermo

Stiamo parlando dell'Orto Botanico dell'Università di Palermo, il più ricco giardino botanico d'Italia e tra i primi d'Europa che ospita una collezione scientifica, composta da più di 12.000 specie vegetali raccolte nei diversi orti o nelle antiche serre di vetro e acciaio. Un autentico museo naturale a cielo aperto, adornato da numerose statue e bassorilievi, che occupa circa 10 ettari di terreno nel cuore del centro di Palermo, in via Lincoln, accanto alla splendida Villa Giulia.

Ceiba speciosa, Orto botanico di Palermo - ph Andrea Pavanello
Ceiba speciosa, Orto botanico di Palermo - ph di Andrea Pavanello - Opera propria, CC BY-SA 3.0 it

Tra la seconda metà dell'800 e i primi decenni del '900 fu considerato il punto di riferimento dei grandi orti botanici del Nord Europa, soprattutto dell'Orto Botanico di Berlino, proprio per il clima eternamente mite della Sicilia. Per questo qui furono trasferite numerose specie sconosciute o classificate della flora esotica e tropicale.

L'ingresso del Giardino d'inverno dell'Orto botanico di Palermo

La peculiarità di questo giardino botanico è rappresentata dalla grande ricchezza di specie ospitate, alcune delle quali provenienti dall'Asia e dall'Africa, altre che sorprendono per le notevoli dimensioni raggiunte grazie al clima mite siciliano, dimensioni paragonabili agli esemplari cresciuti nei luoghi d'origine.

Un esempio è il gigantesco Ficus magnolioides, uno degli alberi più grandi d'Italia, la cui folta e lussureggiante chioma riesce a proiettarsi su una superficie di circa 1200 metri quadrati.

Radici laocoontiche del Ficus macrophylla - ph tato grasso
Radici laocoontiche del Ficus macrophylla - ph tato grasso - Opera propria, CC BY-SA 2.5

Particolare l'albero bottiglia (Chorisia speciosa), pianta diffusasi a scopo ornamentale proprio grazie all'Orto Botanico di Palermo oppure l'Albero del Sapone (Sapindus mukorossi), i cui frutti in Asia orientale e Himalaya vengono utilizzati come detergente perchè, sfregati sotto l’acqua, danno la sensazione di una piccola saponetta naturale.

Fiore dui Ceiba speciosa, pianta nota come "falso kapok"

A questi si aggunge la pianta del caffè, le piante carnivore e i grandi cactus, le palme oltre che un altro gigante verde, il monumentale esemplare di 'Sangue di drago' (Dracacena draco) che è adagiato nelle vicinanze di una splendida vasca dove cresce il papiro, all'interno di un grazioso boschetto di bambù.

Ninfea nella fontana centrale dell'Orto Botanico di Palermo

Nell'Acquarium si possono ammirare invece, splendide piante acquatiche come le ninfee e il fior di loto (Nelumbo nucifera), mentre rilevante è la collezione di Cicadacee, veri fossili provenienti dall'Australia. L'Orto Botanico ospita inoltre, attività che non si fermano alla sola divulgazione scientifica come eventi, mostre d’arte e scientifiche, concerti e mercati di piante rare.

PILLOLE DI STORIA

L'ingresso dell'Orto botanico nel XIX secolo, incisione

L'Orto Botanico di Palermo fu fondato negli ultimi decenni del XVII secolo, epoca in cui, nel regno di Napoli e di Sicilia, iniziò una fase storica caratterizzata da numerose riforme e aperture nel segno della cultura europea illuminista.

Nel 1779, con la fondazione della Regia Accademia degli Studi di Palermo, l'attuale Università, e con l’istituzione della cattedra di Storia Naturale e Botanica, l’Accademia ottenne dal Senato cittadino un piccolo appezzamento di terra sul Baluardo di Porta Carini che doveva servire per la coltivazione delle piante medicinali, utili all’insegnamento.

Il Ginnasio dell'Orto Botanico di Palermo. Stampa tratta da una copertina de "La Settimana Illustrata" del 1867.

A partire dal 1781, l’Orto ebbe sede su quel baluardo dove prima si conservava la polveriera pubblica, successivamente, per motivi di spazio, fu trasferito nel piano di S. Erasmo, su una piccola porzione delle terre della Vigna del Gallo, possedute dal duca Ignazio Vanni d’Archirafi, accanto alla Villa Giulia, sorta nel 1777.

Fior di loto nella fontana centrale dell'Orto Botanico di Palermo

Nel dicembre del 1795, con la conclusione dei lavori, cominciati appena sei anni prima, fu solennemente inaugurato. Si estendeva su uno spazio di soli 12.000 metri quadrati circa e vi si accedeva dallo Stradone di Sant’Antonino, l’attuale via Lincoln, al Piano di Sant’Erasmo e che lo separava dalla Villa Giulia.

Un esemplare di Lithops salicola del genere di "piante succulente" appartenente alla famiglia delle Aizoaceae

Successivamente, completati i lavori del Ginnasio, fu possibile accedere all’Orto dall’attuale ingresso sul fronte del nuovo complesso monumentale. Del progetto si occuparono i più importanti architetti del tempo fra cui il francese Lèon Duforny che si trovava in Sicilia per studiare i monumenti greci. Fu proprio lui a progettare l'area del Viale Centrale e del Viale delle Palme, oltre a gran parte degli edifici monumentali tra cui il Gymnasium e i due padiglioni laterali, il Tepidarium e il Calidarium.

Il Gymnasium dell'Orto Botanico di Palermo

L'Orto botanico di Palermo ospita diverse 'collezioni' vegetali. A differenza di un qualsiasi giardino però queste sono disposte non solo seguendo criteri estetici ma anche criteri scientifici. Circa 100 mila metri quadrati che possono essere suddivisi in diversi settori, alcuni risalenti alla fondazione, altri creati in seguito.
L'Orto botanico di oggi è insomma è il risultato di una lunga e faticosa opera di arricchimento delle varie collezioni.

www.ortobotanico.unipa.it

I sistemi, le strutture, i percorsi...

Itinerario

Gymnasium, Calidarium e Tepidarium

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6 marzo 2019
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