Un paradiso tropicale nel cuore di Palermo

Un paradiso tropicale nel cuore di Palermo

Accanto alla splendida Villa Giulia, un autentico museo naturale a cielo aperto

Più di due secoli di storia in cui ha attratto studiosi, naturalisti, viaggiatori, curiosi in cerca di piante esotiche, in cui ha ispirato artisti e ha promosso in Italia, in Europa e in tutto il bacino del Mediterraneo la diffusione di innumerevoli specie vegetali, molte delle quali di origine subtropicale e tropicale.
Stiamo parlando dell'Orto Botanico dell'Università di Palermo, il più ricco giardino botanico d'Italia e tra i primi d'Europa che ospita una collezione scientifica, composta da più di 12.000 specie vegetali raccolte nei diversi orti o nelle antiche serre di vetro e acciaio. Un autentico museo naturale a cielo aperto, adornato da numerose statue e bassorilievi, che occupa circa 10 ettari di terreno nel cuore del centro di Palermo, in via Lincoln, accanto alla splendida Villa Giulia.

Tra la seconda metà dell'800 e i primi decenni del '900 fu considerato il punto di riferimento dei grandi orti botanici del Nord Europa, soprattutto dell'Orto Botanico di Berlino, proprio per il clima eternamente mite della Sicilia. Per questo qui furono trasferite numerose specie sconosciute o classificate della flora esotica e tropicale. La peculiarità di questo giardino botanico è rappresentata dalla grande ricchezza di specie ospitate, alcune delle quali provenienti dall'Asia e dall'Africa, altre che sorprendono per le notevoli dimensioni raggiunte grazie al clima mite siciliano, dimensioni paragonabili agli esemplari cresciuti nei luoghi d'origine. Un esempio è il gigantesco Ficus magnolioides, uno degli alberi più grandi d'Italia, la cui folta e lussureggiante chioma riesce a proiettarsi su una superficie di circa 1200 metri quadrati.

Particolare l'albero bottiglia (Chorisia speciosa), pianta diffusasi a scopo ornamentale proprio grazie all'Orto Botanico di Palermo oppure l'Albero del Sapone (Sapindus mukorossi), i cui frutti in Asia orientale e Himalaya vengono utilizzati come detergente perchè, sfregati sotto l’acqua, danno la sensazione di una piccola saponetta naturale. A questi si aggunge la pianta del caffè, le piante carnivore e i grandi cactus, le palme oltre che un altro gigante verde, il monumentale esemplare di 'Sangue di drago' (Dracacena draco) che è adagiato nelle vicinanze di una splendida vasca dove cresce il papiro, all'interno di un grazioso boschetto di bambù. Nell'Acquarium si possono ammirare invece, splendide piante acquatiche come le ninfee e il fior di loto (Nelumbo nucifera), mentre rilevante è la collezione di Cicadacee, veri fossili provenienti dall'Australia. L'Orto Botanico ospita inoltre, attività che non si fermano alla sola divulgazione scientifica come eventi, mostre d’arte e scientifiche, concerti e mercati di piante rare.

STRUTTURE E COLLEZIONI - L'Orto botanico di Palermo ospita diverse 'collezioni' vegetali. A differenza di un qualsiasi giardino però queste sono disposte non solo seguendo criteri estetici ma anche criteri scientifici. Circa 100 mila metri quadrati che possono essere suddivisi in diversi settori, alcuni risalenti alla fondazione, altri creati in seguito. L'Orto botanico di oggi è insomma è il risultato di una lunga e faticosa opera di arricchimento delle varie collezioni.
I più importanti settori, sia per l'estensione che per i contenuti, sono:

SETTORE LINNEANO - Qui le piante erano originariamente disposte seguendo il sistema di classificazione esposta da Carl von Linné nel 1753 in 'Species Plantarum'. Al centro del Sistema di Linneo si trova la Crociera, il piccolo e suggestivo piazzale formato dall'incrocio del Viale centrale con il Viale delle palme. Entrando dall'ingresso principale ci troviamo di fronte l'edificio in stile neoclassico del Gymnasium, con le sue due magnifiche sfingi poste ai lati della scalinata, progettato dall'architetto francesce Léon Dufourny, che in origine era la sede della Schola Regia Botanice, dell'Herbarium, della Biblioteca e della dimora del Direttore.

Accanto a questo si trovano due edifici minori disposti simmetricamente: il Calidarium e il Tepidarium, progettati dallo stesso Duforny e in seguito affrescati e decorati da artisti del calibro di Giuseppe Velasco, scultori come Gaspare Ferriolo e Vitale Tuccio e o stuccatore Domenico Danè. In fondo al viale centrale, si trova l'Aquarium, un grande vasca circolare composta da tre ampi bacini concentrici di diverse profondità, in cui prosperano numerose piante acquatiche. Poco distante possiamo ammirare il laghetto, un'altra ampia vasca in cui le piante sono disposte in modo informale. L'Orto si è, nel tempo, arricchito di un complesso di serre che attualmente ricoprono circa 1300 metri quadrati. La più antica di queste è la Serra Maria Carolina, dono della regina Maria Carolina d'Austria, nota anche come 'Giardino d'Inverno' perchè ospita piante tropicali e subtropicali che non sopportano rigori invernali.

SETTORE DI ENGLER - Noto anche come nuovo settore, comprende la parte meridionale dell'Orto, nel quale le piante sono disposte secondo la classificazione di Engler. Le specie sono ripartite in tre settori, rispettivamente dedicati alle gimnosperme, alle angiosperme dicotiledoni e alle angiosperme monocotiledoni.
Qui si trova il cosiddetto Erbarium Mediterraneum che ospita la collezione di flora exicatta, l'Erbario Siculo, l'Erbario Generale del Dipartimento di Scienze Botaniche e collezioni provenienti da  Portogallo, Spagna, Francia, Corsica, Sardegna, Grecia, Creta, Cipro, Algeria e Egitto. Negli ultimi anni, l’erbario si è anche dotato di un’idonea attrezzatura informatica finalizzata alla creazione del cosiddetto 'erbario digitale' e la creazione di una grande banca dati riguardante circa 90.000 campioni in essa conservati. Sempre in questo settore si trova la banca del germoplasma, sorta nel 1993, per la conservazione dei semi delle specie endemiche, rare o minacciate, poi sottoposti a prove di germinazione e di vitalità periodiche.

PILLOLE DI STORIA - L'Orto Botanico di Palermo fu fondato negli ultimi decenni del XVII secolo, epoca in cui, nel regno di Napoli e di Sicilia, iniziò una fase storica caratterizzata da numerose riforme e aperture nel segno della cultura europea illuminista. Nel 1779, con la fondazione della Regia Accademia degli Studi di Palermo, l'attuale Università, e con l’istituzione della cattedra di Storia Naturale e Botanica, l’Accademia ottenne dal Senato cittadino un piccolo appezzamento di terra sul Baluardo di Porta Carini che doveva servire per la coltivazione delle piante medicinali, utili all’insegnamento. A partire dal 1781, l’Orto ebbe sede su quel baluardo dove prima si conservava la polveriera pubblica, successivamente, per motivi di spazio, fu trasferito nel piano di S. Erasmo, su una piccola porzione delle terre della Vigna del Gallo, possedute dal duca Ignazio Vanni d’Archirafi, accanto alla Villa Giulia, sorta nel 1777.

Nel dicembre del 1795, con la conclusione dei lavori, cominciati appena sei anni prima, fu solennemente inaugurato. Si estendeva su uno spazio di soli 12.000 metri quadrati circa e vi si accedeva dallo Stradone di Sant’Antonino, l’attuale via Lincoln, al Piano di Sant’Erasmo e che lo separava dalla Villa Giulia. Successivamente, completati i lavori del Ginnasio, fu possibile accedere all’Orto dall’attuale ingresso sul fronte del nuovo complesso monumentale. Del progetto si occuparono i più importanti architetti del tempo fra cui il francese Lèon Duforny che si trovava in Sicilia per studiare i monumenti greci. Fu proprio lui a progettare l'area del Viale Centrale e del Viale delle Palme, oltre a gran parte degli edifici monumentali tra cui il Gymnasium e i due padiglioni laterali, il Tepidarium e il Calidarium.

INFO
Orto Botanico dell'Università
Via Lincoln, 2 - Palermo
Tel. 091 23891236
Prenotazione visite guidate: Tel. 091 23891249
Web: http://www.ortobotanico.unipa.it

1 agosto 2016
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