Un viaggio dentro la natura. Alla Cascata di Catafurco

Un viaggio dentro la natura. Alla Cascata di Catafurco

Un itinerario naturalistico alla scoperta della ''Marmitta dei Giganti''

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Chi avesse voglia di un itinerario naturalistico che gli permetta di stare a stretto contatto con la natura e di  immergersi, per qualche ora, in una delle zone più belle ed incontaminate della Sicilia ci dovrebbe seguire all'interno della zona  del Parco dei Nebrodi, 85.687 ettari incontaminati di bosco. Qui, sulle alture che sovrastano il Comune di Galati Mamertino (piccolo centro nebrodense di poco più di 3.000 abitanti), è situato uno degli angoli più suggestivi e caratteristici della zona. Si tratta della cascata del Catafurco, un luogo di inestimabile bellezza naturalistica, creato dall'impetuosa discesa delle acque del torrente San Basilio, in una scenografia di rocce e alte pareti che si stagliano al cielo e sembrano incontrarsi l'una con l'altra.

Per arrivare alla cascata bisogna percorrere una valle fluviale, attraversando tipici villaggi di pastori, passando piccole sorgenti montane, per finire sulle rive di un laghetto ai piedi di una cascata.
Il percorso può essere così organizzato: da Messina, si percorre l'autostrada A20 Messina-Palermo fino all'uscita obbligatoria di Sant'Agata di Militello, quindi, seguendo le indicazioni per Messina lungo la SS. 113, si entra nel paese medesimo. Da qui, si seguono le indicazioni per Alcara Li Fusi, oltrepassando il paese e proseguendo verso Portella Gazzana, per poi voltare sulla destra per Borgo San Basilio. Si segue la strada che in salita esce dal borgo, fino a che s'incontra il bivio per Santa Lucia. Percorsi ancora cento metri, sulla destra comincia lo sterrato.

Adesso è consigliabile lasciare il mezzo e proseguire a piedi. Da qui inizia l'itinerario naturalistico (da trekking) vero e proprio che è  lungo circa sette km percorribili più o meno in  un'ora e mezzo, un percorso di media difficoltà.
Arrivati a Contrada Molisa s'incontra un tipico e raro villaggio di pastori sopravvissuto al tempo ed in parte ancora utilizzato. Gli uomini, infatti, spesso qui trovano riparo nei cosiddetti "pagghiari" (pagliai), in ottime condizioni. Intorno, sono numerosi i cavalli e i bovini al pascolo. Dopo il villaggio, continuando a camminare sulla "trazzera" a sinistra, si ha una decisa salita.
Percorrendo il viottolo per circa 2,5 km, sulla sinistra si incontra un abbevertoio con una sorgente d'acqua potabile. Qui si può approfittare per fare una breve sosta, riposarsi e rinfrescarsi un po'.

Proseguendo il cammino ancora per circa 1 km, sulla destra  partono dei sentieri che scendono all'interno della gola del torrente San Basilio, zigzagando tra rocce calcaree di età mesozoica. Qui il corso del fiume San Basilio è stato profondamente inciso, nel corso dei secoli, dal movimento vorticoso delle acque che hanno scavato e fuso le rocce, creando una suggestiva cavità chiamata "Marmitta dei giganti".
Si rimane stupiti nell'osservare i risultati dell'attività erosiva dell'acqua combinata alla dissoluzione chimica delle rocce calcaree giallo oro. In questo modo si è formata la gola ed oggi il corso d'acqua  scorre incassato tra le rocce.
Sul greto (parte del letto del fiume che rimane asciutto durante il periodo di magra ed è ricoperto di ciottoli e ghiaia), si percorrono circa 150 m risalendo la sponda sinistra fino a incontrare un piccolo e incantevole laghetto, ai cui piedi cascano fragorosamente, da un'ampia e liscia parete a strapiombo, alta una trentina di metri,  le acque del torrente.
Eccoci arrivati finalmente alla spettacolare cascata di Catafurco. Attenzione alla bassa temperatura delle acque del lago, anche durante l'estate.

Il nostro percorso si conclude qui. Per ritornare al punto di partenza si può rifare lo stesso percorso dell'andata in senso inverso. Oltre che a piedi l'escursione si può effettuare con la mountain bike.

www.parcodeinebrodi.it

13 gennaio 2017
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