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''Gli attacchi delle toghe non ci impressionano''

Berlusconi va avanti per la sua strada, mentre si prepara la piazza contro le leggi 'ad personam'

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"Non ci lasceremo impressionare dagli attacchi di certi magistrati". Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi  in una conferenza stampa ieri a Palazzo Chigi. "Nonostante il fango che si butta sul presidente del Consiglio e sui singoli ministri e i pettegolezzi senza fondamento, i sondaggi dicono che l'apprezzamento per il presidente del Consiglio e per il governo sale".
Berlusconi, oggi in Giappone dove la prossima settimana prenderà parte ai lavori del G8, si è soffermato sulle cosiddette "norme blocca-processi" oggetto di accese polemiche politiche in questi giorni. "Non voglio nessun vantaggio - ha sottolineato -. Non ho bisogno di norme per salvare i processi. Non ho bisogno di essere salvato, io mi salvo da solo". "Qui non si tratta di norme ad personam, che salvano una persona. Semmai - ha detto -, si tratta di norme salva tutti", precisando di non voler "più acuire la polemica al di là di quanto sia produttivo per tutti".

"Sono estremamente soddisfatto di questi due mesi. Il governo ha fatto un lavoro eccezionale - ha continuato il premier -. Mentre sulla stampa si vede un panorama completamente diverso". Io lavoro ma "sui giornali - ha attaccato - in questi mesi ho visto solo una vuota polemica politica, priva di contenuti e significati". "L'attenzione si concentra su fatti che nulla hanno a che vedere con il programma di governo e portano in primo piano l'attacco continuo di certa magistratura a chi deve governare scelto dal Paese, mentre si vuole sovvertire il voto popolare". Un tentativo, ha aggiunto Berlusconi, "riuscito nel 1994, ma che non riuscirà nel 2008".
"Abbiamo lavorato tanto e - ha ammesso - comunicato troppo poco". "Ogni settimana comunicheremo le cose che questo governo ha fatto", ha annunciato, mostrando ai giornalisti un piccolo manifesto dove sono segnati tutti gli impegni mantenuti.
A questo punto Berlusconi ha cominciato ad elencare quanto fatto fino ad ora dal suo governo: sull'emergenza spazzatura in Campania, Berlusconi ha anticipato: "Ipotizziamo che entro 15 giorni rimuoveremo tutti i rifiuti dalle strade"; riguardo alla Finanziaria, il premier ha detto "abbiamo fatto un lavoro innovativo che solo chi ha una forte cultura del lavoro e dell'impresa poteva fare".

Subito dopo il premier, ha preso la parola Mara Carfagna. Il ministro delle Pari opportunità, ricordando i provvedimenti sullo 'stalking' e contro la violenza sessuale, ha annunciato le "prossime misure del ministero: un pacchetto infanzia che introdurrà il Garante dell'infanzia, una figura necessaria nel panorama italiano per prevenire e contrastare gli abusi". Allo studio anche un provvedimento per "l'accesso paritario alle prestazioni sanitarie".

La norma 'salva-processi' rimane - "Andiamo avanti. La norma salva-processi rimane e riteniamo di approvare il testo così com'è venuto dal Senato". Parola del ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che ha replicato così ai giornalisti che in Transatlantico gli chiedevano se ci fosse l'ipotesi di uno stralcio. In precedenza, in una conferenza stampa insieme a Silvio Berlusconi, il Guardasigilli aveva voluto sottolineare "la coerenza dell'azione di governo portata avanti sul tema della giustizia con il programma elettorale", rivendicando il lavoro svolto dal suo dicastero in questi due mesi, con "un'azione di contrasto contro la mafia che non ha precedenti fino ad ora". Alfano ha inoltre auspicato l'approvazione in Parlamento del ddl sulle intercettazioni subito "dopo la pausa estiva".

Dunque, nonostante le polemiche, sulla blocca-processi la maggioranza è intenzionata a procedere. Il Partito democratico è tornato ad esprimere la propria contrarietà alla norma per voce della capogruppo al Senato, Anna Finocchiaro. "Se non è una norma ad personam, Berlusconi tolga il blocca-processi dal decreto - ha rimarcato Finocchiaro - Si tratta di una misura che getta nel caos i tribunali, è irrazionale sospendere i reati per i quali si inaspriscono le pene".
Intanto fervono i preparativi per la manifestazione dell'8 luglio a Roma. Antonio Di Pietro, durante una conferenza stampa per la presentazione dell'iniziativa, ha messo in chiaro che "non sarà il giorno della conta e a chi sta scongiurando che ci sia poca gente in piazza, dico che quello sarà il giorno per riflettere sull'uso strumentale delle istituzioni, senza nessuna conta". "Invito a non tifare - ha aggiunto - perché il proprio elettorato non partecipi. Ma invito al rispetto di tutti. Quella dell'8 sarà una manifestazione aperta in cui tutti potranno sentirsi a casa perché non è contro nessun partito".

E le adesioni crescono di ora in ora, dicono i promotori. In piazza ci saranno anche 'Sinistra Critica' e il 'Partito comunista dei lavoratori' di Marco Ferrando. La lista dei tanti che interverranno sul palco va, al momento, da Di Pietro a Sabina Guzzanti e Marco Travaglio, Andrea Camilleri, Rita Borsellino, Moni Ovadia, Beppe Giulietti, Lidia Ravera e anche Arturo Parisi, che ha confermato la sua presenza. Beppe Grillo, invece, si collegherà con piazza Navona in videoconferenza.
"Sarà la ripresa di una stagione di impegno civile contro le leggi vergogna in atto e quelle in arrivo", dice Pancho Pardi, e Paolo Flores d'Arcais spiega che la piattaforma della manifestazione si concentrerà sulla critica a due leggi: la norma 'blocca-processi' appunto e il provvedimento sulle intercettazioni. Ma Furio Colombo aggiunge anche l'indignazione per le impronte digitali ai Rom: "Con noi ci saranno anche i coordinamenti Rom contro una misura incivile. Io c'ero quando a scuola venivano gli ispettori a misurare il cranio ai bimbi ebrei e io avevo le stessa età dei bambini Rom che oggi si vuole sottoporre all'umiliazione delle impronte".

[Informazioni tratte da Adnkronos]

5 luglio 2008
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