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"In Sicilia si spendono miliardi per una diga e poi la gente muore senza acqua"

Ignazio Corrao (M5s) ha sottoposto al Parlamento europeo la grave situazione idrica siciliana: "Dietro la privatizzazione c'è la mafia"

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"In Sicilia si sono spesi 500 miliardi di lire per la diga di Blufi, rimasta incompiuta e per la quale servirebbero altri 155 milioni di euro per attivarla, ma si fa morire un pensionato di crepacuore perché i gestori del servizio idrico gli tagliano l'acqua".
Con queste parole l'eurodeputato siciliano Ignazio Corrao, capo delegazione del Movimento 5 stelle, ha posto all'attenzione del Parlamento europeo il caso del pensionato agrigentino morto di infarto pochi giorni addietro, mentre gli operai del gestore del servizio idrico gli tagliavano la fornitura d'acqua in casa (LEGGI).

La vicenda viene ricostruita sul blog di Beppe Grillo: "L'altro giorno è successo che un pensionato sia morto d'infarto (Salvatore Tafuro, 68 anni) mentre gli stavano staccando l'acqua. La sua colpa era quella di non essere riuscito a pagare gli ultimi 150 euro di una rateizzazione per cui i monatti della Girgenti acqua Spa, si sono presentati a staccare il contatore e non hanno voluto sentire ragioni, nonostante le vivaci proteste dell'uomo. Non è colpa loro, ma della logica che fa di un bene pubblico e di un servizio universale di base un affare esclusivamente privato, a costi crescenti ed efficienza in calo per l'utente (la Girgenti garantisce l'erogazione solo per alcune ore e in determinati giorni), ma a profitti in crescendo per i gestori. Se non paghi è esattamente come se non avessi onorato la rata dell'auto".

Il deputato alcamese è intervenuto l’altro ieri sera in seduta plenaria a Bruxelles per affrontare il tema del mancato approvvigionamento idrico, denunciando sprechi e malaffare che in Sicilia e Sardegna si sono radicati con il sistema mafioso. "In Sicilia la gestione mafiosa delle risorse idriche è uno dei più antichi esperimenti di privatizzazione - ha spiegato Corrao - e la mafia è la prima organizzazione a essersi resa conto del potenziale economico dell'affare. L'Europa deve sapere anche che in Sicilia si muore per infarto perché i gestori privati del servizio idrico vengono in casa a tagliarti l'acqua perché indietro con le bollette, mentre a monte, politici, burocrati amministratori e privati si ingrassano di corruzione e malaffare dato che la rete idrica è un colabrodo e le dighe non sono mai state collaudate. Manca l'acqua  a Caltanissetta, Niscemi, diversi comuni dell'ennese, Trapani, e ancora Palermo, stessa situazione in Sardegna, nei comuni della Gallura, mentre a San Teodoro esce acqua rossa dai rubinetti pagata come potabile". [Fonte: Lasiciliaweb.it]

14 novembre 2014
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