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"L'app siciliana è illegale" e Samsung la cancella dallo Store

Il ventenne di Enna, Andrea Giarrizzo, avrebbe violato i termini e non solo...

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"YouTube Downloader" è stata cancellata dallo store di Samsung per violazione dei termini di servizio, mentre sul Play Store doveva ancora arrivare. Nei giorni scorsi l’applicazione inventata dal ventenne di Enna, Andrea Giarrizzo che consentiva di scaricare gratuitamente video da YouTube, aveva avuto una grossa eco mediatica scatenando sin da subito i dubbi e le perplessità nel mondo dei programmatori informatici.
I termini di YouTube, come noto di proprietà di Google, non permettono di scaricare i video, anche se questa è una pratica molto diffusa tra gli utenti, tanto che esistevano già delle applicazioni simili in commercio. Ecco perchè Samsung l'ha eliminata dal suo negozio digitale di applicazioni.

Nel frattempo, però, Giarrizzo si era aggiudicato i 100mila euro in palio del concorso Smart Apps Challange messi in palio proprio di Samsung (LEGGI), guadagnando 240 euro al giorno con gli introiti pubblicitari.
La notizia del premio, però, ha scatenato una vera e propria risonanza dei mezzi d’informazione, tanto che l'app ha da poco toccato il milione di download, raggiungendo i primi posti in classifica negli Stati Uniti e in India. E' stato proprio il grande clamore che ha spinto l’azienda di Mountain View ad attivare le consuete procedure di verifica. Insomma, sono bastate poche ore perché i filtri incrociati della rete smascherassero il "furbacchione" siciliano, che adesso sarà costretto ad apportare le dovute modifiche per non incorrere nelle violazioni di Tos (Termini e condizioni di servizio).

Secondo la comunità dei programmatori informatici, il ragazzo avrebbe utilizzato un codice gratuito e liberamente disponibile nel mondo open source. Così la tanto sbandierata invenzione non esisterebbe in quanto Giarrizzo ha utilizzato degli algoritmi di pubblico dominio creati da altri senza citarne la fonte. Una delle basi del mondo open source, infatti, è l’utilizzo libero dei comandi citandone l’autore e, in caso di ulteriori modifiche, si è tenuti a rilasciare il codice con le stesse modalità. [Fonte: Lasiciliaweb.it]

22 novembre 2012
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