''Sono Saddam Hussein al Majd, presidente della Repubblica d'Iraq''

L'ex dittatore di Baghdad davanti al Tribunale speciale iracheno

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''Sono Saddam Hussein al Majd, presidente della Repubblica d'Iraq''. ''Buongiorno, avrei delle domande''. ''Mi interrogate oggi?''.
Dimagrito, con un gessato scuro, con i capelli un po' lunghi e ingrigiti, e la barba. Saddam Hussein, l'ex dittatore che per trentacinque anni ha comandato, terrorizzato e regnato il popolo iracheno, è comparso così e dicendo queste parole, stamane, davanti al Tribunale speciale iracheno (TSI).

Saddam, nervoso ma in buona salute, ha chiesto ''Mi interrogate oggi?'', e con il disprezzo per una corte della quale i suoi avvocati hanno denunciato l'illegalità, si è seduto, davanti al giudice in piedi.
Compare oggi davanti al un tribunale speciale iracheno per la formalizzazione dell'incriminazione, il primo passo dell'istruttoria del processo. Con Saddam, compariranno anche undici gerarchi del defunto regime, consegnati ieri dalla Forza multinazionale agli iracheni per la ''custodia legale''.

Un alto responsabile americano della forza multinazionale ha detto che la sovranità giuridica su Saddam "è passata agli iracheni alle 10.15 di oggi".
Domani, secondo la stessa fonte, Saddam e gli altri undici compariranno davanti a un giudice che comunicherà loro i reati contestati.

Il 67enne ex dittatore iracheno (e gli altri detenuti eccellenti resteranno fisicamente in custodia degli americani, per motivi di sicurezza) è accusato di crimini contro l'umanità e genocidio dei curdi, della guerra contro l'Iran del 1980-88 e dell'invasione del Kuwait del 1990, reati punibili con la pena di morte, che il governo ad interim ha deciso di reintrodurre.
 
Il primo ministro iracheno Iyad Allawi ha affermato che il suo Paese dispone di ''enormi quantità di documenti che accusano Saddam Hussein''- ''Organizzazioni internazionali hanno promesso di fornire documenti supplementari'', ha detto Allawi alla televisione 'Al Iraqiya', l'emittente messa in piedi dalla Coalizione guidata dagli Stati Uniti. Il premier ha giustificato il mantenimento in carcere del deposto presidente sotto custodia e guardia delle forze della Coalizione con considerazioni di sicurezza: ''Vogliamo evitare di essere un giorno accusati di aver permesso il suo assassinio in prigione, poiché ci sono molte persone che vogliono attentare alla sua vita'', ha dichiarato. Egli ha ribadito che Saddam ha diritto a un ''processo equo'', senza precisare però se avvocati stranieri saranno autorizzati a partecipare alla sua difesa. D'altra parte, Allawi ha precisato che il trasferimento dei poteri agli iracheni lunedì, con due giorni d'anticipo sulla data prevista, è avvenuto su sua richiesta.

Saddam gli altri 11 gerarchi sotto processo
Ecco la lista che comprende l'ex dittatore iracheno Saddam Hussein e gli 11 ex dirigenti dell’ex regime iracheno, che si presenteranno davanti ai giudici del Tribunale speciale per la formalizzazione dei capi d’accusa.
Ieri gli imputati sono passati formalmente in "custodia legale" del governo iracheno, ma verranno processati fra molti mesi, probabilmente dopo le elezioni nazionali previste entro il 31 gennaio 2005.

1 - Saddam Hussein; ex presidente; arrestato il 13 dicembre 2003.

2 - Ali Hasan al Majid, meglio conosciuto come Alì il Chimico per il suo ruolo negli attacchi con armi non convenzionali contro i curdi; numero cinque nella lista dei ricercati dall’esercito Usa; catturato il 21 agosto 2003.

3 - Aziz Saleh al Numan; presidente del comando regionale di Baghdad del partito Baath; numero otto dei ricercati; arrestato il 22 maggio 2003.

4 - Barzan Ibrahim al Hassan al Tikriti; consigliere presidenziale e fratellastro di Saddam; numero 38 nella lista dei most wanted; organizzatore presunto di un gruppo di società prestanome e fondi fittizzi per la gestione dei soldi dell’ex dittatore; catturato il 16 aprile 2003.

5 - Kamal Mustafa Abdullah al Tikriti, segretario della Guardia Repubblicana (il corpo scelto di Saddam) e genero del Rais, era decimo nella lista dei ricercati. Arrestato il 17 maggio 2003.

6 - Muhammed Hamza Al Zubaydi, membro in pensione del Consiglio del comando rivoluzionario, è stato uno dei leader della repressione della ribellione sciita del 1991, scoppiata dopo la sconfitta di Saddam nella prima Guerra del Golfo, e numero 9 nella lista di ricercati. Arrestato il 20 aprile 2003.

7 - Sabir Abdul Aziz al Douri, ex governatore di Baghdad e capo dell’intelligence durante la guerra del 1991. Non si conosce la data del suo arresto.

8 - Abid Hamid Mahmoud al Tikriti, segretario di Saddam e responsabile della sua scorta. Arrestato il 16 giugno 2003.

9 - Sultan Hashim Ahmad, ex ministro della Difesa e numero 27 nella lista. Arrestato il 19 settembre 2003.

10 - Taha Yassin Ramadan, ex vicepresidente e precedentemente ministro degli Esteri, era al ventesimo posto nella lista dei ricercati. Arrestato il 20 agosto 2003.

11 - Tareq Aziz, ex vicepremier e ministro degli Esteri, incontrò il Papa a Roma subito prima dell’inizio della guerra. Numero 25 nella lista di ricercati, è stato arrestato il 25 aprile 2003.

12 - Watban Ibrahim al Hasan al Tikriti, consigliere presidenziale e fratellastro di Saddam, fu arrestato il 13 aprile 2003.

1 luglio 2004
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