''TA ATTIKA. Veder greco a Gela. Ceramiche attiche figurate dall'antica colonia''

Nell'anno dedicato all'archeologia tutto il mondo attico si ritrova a Gela

''TA ATTIKA. Veder greco a Gela. Ceramiche attiche figurate dall'antica colonia''
Palazzo Pignatelli Roviano di Gela (CL)
dal 15 febbraio al 7 aprile
La mostra sarà aperta tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18
costo del biglietto 3 euro


Arrivano da tutto il mondo i vasi della mostra ''TA ATTIKA. Veder greco a Gela. Ceramiche attiche figurate dall'antica colonia'', che si inaugurerà nella città del nisseno domani a Palazzo Pignatelli Roviano.
L'evento segna l'apertura ufficiale dell'anno dedicato in Sicilia all'archeologia, una tappa importante nella valorizzazione dell'enorme patrimonio locale e dei siti sparsi su tutta l' isola, coinvolti in un fitto calendario di eventi, in fase di definizione, che occuperà tutto il 2004. L'esposizione, dopo Gela, dove lo scorso ottobre è stata portata in superficie la prua di un relitto greco, approderà a Siracusa e a Rodi, nel rispetto del legame culturale che lega queste tre città. A Palazzo Pignatelli Roviano sono esposti oltre trecento vasi attici, sia a figure nere sia rosse, databili tra il VI e il V secolo a.C., ritrovati a Gela tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento.

Nell'occasione i musei dell'università di Harvard, di Tampa, di New Haven, di New York, di Copenhagen, di Basilea, di Monaco, di Berlino, di Amburgo, di Lipsia, di Vienna, di Kassel e l'Ashmoleum Museum di Oxford concederanno in prestito, per la prima volta, le ceramiche attiche provenienti da Gela per consentire la costruzione di un percorso espositivo ragionato, attraverso il quale potranno essere illustrate le preferenze dei coloni geloi nella scelta dei repertori iconografici, e riprodotte su vasi dalle forme eleganti create dalle officine ateniesi e destinati ai corredi defunti. Anche i musei siciliani di Palermo, Siracusa, Caltanissetta e Gela hanno concesso, in prestito, ceramiche. Il museo Archeologico di Gela partecipa all'organizzazione della mostra allestendone una sezione riguardante i contesti funerari provenienti dai centri del retroterra gelese.

Il percorso si articola su dieci sale, dove i reperti sono suddivisi per tema: il quadro generale delle importazioni di ceramiche attiche figurate a Gela, i ceramografi, le forme vascolari, la vita quotidiana, la divinita' e gli eroi, i miti e i personaggi fantastici, i vasi attici e i contesti di ritrovamento (corredi funerari dalla necropoli di Gela conservati nel museo archeologico regionale ''Paolo Orsi'' di Siracusa). Alcune vetrine sono dedicate agli ultimi ritrovamenti di ceramica attica figurata provenienti dall'Emporio greco arcaico in località Bosco Littorio. La seconda tappa della mostra sarà proprio il museo ''Paolo Orsi'' di Siracusa. La scelta è caduta su questa città perché lì si era trasferita, nel 485 a.C., la corte di Gelone, già tiranno di Gela. Pertanto, nella città aretusea sarà allestita una sezione della mostra nella quale saranno esposte le ceramiche attiche nel periodo della tirannide.
Come terza sede è stata scelta Rodi proprio perché da quest'isola provenivano i coloni fondatori di Gela. Nella sede museale del Castello, nei mesi di luglio e agosto 2004, l'esposizione, dal titolo ''Rodi e Gela tra i VII e il V secolo a.C.'', illustrerà, attraverso una selezione di materiali, i legami intercorsi tra la colonia siceliota e la madrepatria.

La mostra, finanziata da fondi P.O.R. 2000/2006, misura 2.02, azione D, è stata organizzata dalla Soprintendenza di Caltanissetta ed è curata dal soprintendente Rosalba Panvini, che si è avvalsa della consulenza dal professor Filippo Giudice, docente di archeologia classica dell'università di Catania, e della collaborazione di Marina Congiu, di Elvia e Giada Giudice e di Lavinia Sole. L'allestimento è stato curato dall'architetto Salvatore Rizzo con il supporto di Salvatore Scarlata. L'ottocentesco Palazzo Pignatelli Roviano è stato appena restaurato con i finanziamenti dell'assessorato regionale ai beni Culturali. Proprio in occasione della mostra saranno presentati gli interventi sull'importante complesso monumentale messo a disposizione dall'Opera Pia intestata all'omonima principessa gelese. ''La rassegna - spiega l'assessore regionale ai beni culturali Fabio Granata - apre ufficialmente l'anno che abbiamo voluto dedicare all'archeologia per ribadire ancora una volta l'impegno dell'amministrazione regionale in un settore capace di regalare ancora tante sorprese. Siamo inoltre orgogliosi di restituire la vera immagine di Gela, quella di terra d'origine di una civiltà raffinatissima e non della follia in cui l'ha cacciata la cattiva politica e una forma di modernità malata''.
 
Fonte: Ansa Beni Culturali Sicilia

14 febbraio 2004
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