''Tornare indietro sarebbe micidiale''

Raffaele Lombardo sicuro della bontà del suo nuovo, terzo governo. Nominati 28 ''super burocrati''

AGGIORNAMENTO
Il presidente della regione siciliana, Raffaele Lombardo, ha assegnato le deleghe ai nuovi assessori. A Pier Carmelo Russo vanno la delega all'Energia e ai Servizi di pubblica utilità, a Nicola Leanza è stata assegnata la delega alla Famiglia e alle Politiche sociali e del Lavoro, a Caterina Chinnici le Autonomie Locali e la Funzione pubblica, a Luigi Gentile le Infrastrutture e la Mobilità, a Mario Centorrino l'Istruzione e la Formazione professionale, a Titti Bufardeci le Risorse agricole e alimentari, a Massimo Russo la Salute, a Roberto Di Mauro il Territorio e Ambiente e a Nino Strano il Turismo, Sport e Spettacolo. E ancora: a Marco Venturi le Attività produttive, a Gaetano Armao i Beni Culturali, a Michele Cimino l'Economia e la vice Presidenza. L'assegnazione delle deleghe è conseguenza della riforma dell'amministrazione regionale che ha ridisegnato gli assessorati assegnando nuove competenze. Lombardo ha comunicato per telefono l'incarico a Pier Carmelo Russo, assente alla riunione della giunta.
"Il mio governo - ha detto Lombardo - poggia sul consenso di tre pilastri importanti: il Mpa, il gruppo Sicilia e Alleanza per l'Italia. Ho anche acquisito la disponibilità del Pd a votare le grandi riforme. Adesso andremo avanti con un lavoro impegnativo e non replicherò più agli insulti"."Tutti i direttori sono invitati a tagliare gli sprechi" , ha aggiunto Lombardo, rivolgendosi ai dirigenti generali. Lombardo ha passato in rassegna i 28 dipartimenti, sottolineando ufficio per ufficio quali sono le cose da fare e i problemi che i dirigenti dovranno risolvere. Il governatore ha auspicato, per esempio, un intervento deciso nei confronti di "enti divora risorse, pieni di personale e con zero risultati". "Dieci-undici consorzi di bonifica - ha sostenuto Lombardo - sono troppi".
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E' nato, quindi, il terzo governo Lombardo. I nomi ci sono tutti e si attende adesso solo l'assegnazione delle deleghe ai nuovi assessori, mentre già sono stati nominati i 28 dirigenti che guideranno i dipartimenti scaturiti dalla riforma dell'amministrazione.
Anche questa volta Lombardo sembra soddisfatto e sicuro di se. Esattamente come nelle due volte precedenti. Entrano dei nuovi ("due tecnici di indiscutibile competenza"), vanno via alcuni pezzi (quei "lealisti" colpevoli di non aver votato il Dpef).
E a chi domanda al governatore cosa farebbe se il premier Silvio Berlusconi gli chiedesse di tornare indietro dopo avere escluso, dalla nuova compagine governativa, i due assessori del Pdl "leale", Mario Milone e Antonino Beninati, nominando i due tecnici "di sinistra", Mario Centorrino e Pier Carmelo Russo, Lombardo risponde: "Andare avanti è già difficile, tornare indietro sarebbe micidiale". "La vecchia maggioranza ha avuto un atteggiamento ostruzionistico - ha proseguito - che si è spinto fino al voto contrario al documento di programmazione economica e finanziaria. Era una mozione di sfiducia contro il governo e loro l'hanno votata insieme al Pd. Io all'indomani dell'11 novembre ho cercato il presidente del Consiglio e gli ho fatto sapere come stavano le cose". "Quella del ribaltone (circostanza che viene rimproverata a Lombardo da più parti politiche, ndr) è una balla - ha detto Lombardo -. Entrano in giunta due tecnici: uno fino a ieri capo della burocrazia regionale, l'altro consulente di questo governo. Per chi votino nel segreto dell'urna io non l'ho mai chiesto. La nuova giunta conta su una base parlamentare che fa capo al gruppo del Pdl Sicilia, ad Alleanza per l'Italia e al Movimento per l'autonomia".
Il governo, ha aggiunto il presidente della Regione, s'impegnerà su grandi riforme, "poche ma importanti per la Sicilia. E' un governo strettamente connesso con una riforma che potremmo definire una rivoluzione circa gli assessorati e i dipartimenti, che non è che si riducono soltanto ma si organizzano con un'omogeneità che prima non c'era".

A non voler sentire parlare di "ribaltoni" c'è anche Gianfranco Micciché, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e uno dei promotori del Lombardo Ter in Sicilia. "Ma dov'é il ribaltone? Capisco l'acrimonia, il dover spendersi in dichiarazioni di parte, capisco il nervosismo che in taluni diventa odio politico. Ma é tutto un ciarlare, fa tutto parte di quella politica parolaia, nella quale, lo ammetto, anch'io talvolta mi ritrovo invischiato e che però rimane soltanto sterile polemica, buona solo a riempire le pagine dei giornali", ha scritto Miccichè sul suo blog. "In questo post - aggiunge - voglio cessare questa stupida guerra all'ultima dichiarazione, dove non c'é mai un vincitore, in cui sembra che tutti abbiano ragione, dove a perdere sono solo i siciliani, in cui ad aver torto sono soltanto loro".
Micciché spiega che "Lombardo forma un nuovo Governo, con assessori che fanno riferimento alle aree politiche che ci vogliono stare e con dei tecnici, alcuni dei quali pare abbiano delle simpatie per il Pd; ma un tecnico viene scelto per le sue competenze, non per le sue simpatie politiche, e non si può pensare di chiedere a un insigne economista o ad uno stimato dirigente per chi ha votato alle ultime elezioni, prima di chiedergli di mettere al servizio del Governo quelle competenze; e comunque oggi leggo le dichiarazioni di Lupo, Segreterio regionale Pd, il quale afferma di non aver dato nessuna indicazione". "Questi - conclude - sono fatti incontrovertibili, che incontrovertibilmente dicono non esserci stato nessun ribaltone, ma solo la ferma volontà di andare avanti e di fare quelle riforme di cui la Sicilia ha bisogno (riforma burocratica e accelerazione della spesa, prima di tutto)".

Le opposizioni al nuovo governo sono tante.
Secondo i coordinatori regionali del Pdl, Giuseppe Castiglione e Domenico Nania, "con la nascita della terza giunta regionale in diciotto mesi [...] il quadro è sempre più chiaro: chi ha perso le elezioni oggi si trova alla guida della Regione. Grazie alle scelte del presidente Lombardo, quindi, chi perde vince e chi vince perde".
Contro il Lombardo-ter anche Saverio Romano, responsabile nazionale organizzazione Udc e segretario del partito in Sicilia. "All'insegna del più autentico e bieco trasformismo, unica sua cifra, Raffaele Lombardo vara il terzo governo e manda un messaggio molto chiaro agli elettori siciliani: il vostro voto non ha alcun valore perchè sono io a decidere con chi governare dal momento che l'unica cosa che conta non sono le gravi emergenze economiche e sociali o un programma che combatta la recessione in atto e la disoccupazione crescente ma il fatto che io possa continuare a fare il presidente della Regione. Tutto il resto è secondario. Non è vero che la Sicilia ha il governo che si merita. La Sicilia merita di meglio".
Per il segretario regionale di Prc Luca Cangemi: "È nato il governo Lombardo- Miccichè-Pd, il Partito democratico ha definito un organico rapporto di potere con settori della peggiore destra. L'ipocrisia con la quale i dirigenti del PD stanno, maldestramente, cercando di coprire questa evidente realtà rappresenta un ulteriore elemento di degrado. La clamorosa presenza dell'assessore Armao e dei suoi conflitti di interesse aggiunge al quadro un altro tocco di berlusconismo". "Rinnoviamo la richiesta di porre termine a questa disgraziata legislatura - conclude Cangemi - e di riconsegnare la parola alle donne ed agli uomini della nostra terra e rivolgiamo un forte appello a quanti in Sicilia non si rassegnano per la costruzione di un vasto fronte di opposizione politica e sociale".
Anche per Fabio Giambrone, commissario regionale siciliano di Italia dei Valori, si deve tornare alle urne. "È doveroso ridare la parola ai siciliani attraverso il voto per una scelta democratica. Questo governo non ha più una maggioranza, tanto meno si può accettare un rimpasto ogni tre mesi per beghe assolutamente interne. Il fallimento è da tempo in atto non si prolunghi un'agonia che danneggia la Sicilia ed i siciliani".
Per Leoluca Orlando, portavoce nazionale di Idv, "di fronte al fallimento della coalizione che ha eletto Lombardo, ha sempre detto e, dopo questa ennesima beffa, ripete con forza che l'unica risposta corretta sarebbe stata ed è il ritorno agli elettori".

E intanto si sono piazzati i "super burocrati" - La giunta regionale, presieduta da Raffaele Lombardo, ha nominato i 28 super burocrati che guideranno i nuovi dipartimenti scaturiti dalla riforma dell'amministrazione regionale, che scatta dal primo gennaio.
Enzo Emanuele è il nuovo segretario della Presidenza della Regione, e subentra a Pier Camillo Russo, appena nominato assessore nel nuovo governo Lombardo. "Anche la squadra dei dirigenti - ha detto il presidente Lombardo - è di eccellente valore, ci sono ora tutte le condizioni per avviare il cammino delle riforme che si presenta difficile ma che ci vedrà impegnati al massimo delle nostre energie".
Saranno probabilmente assegnate oggi le deleghe agli assessori del nuovo governo appena formato. La giunta, riunita ieri sera, ha concluso i lavori dopo la nomina dei dirigenti generali che guideranno i nuovi dipartimenti regionali.
Ecco l'elenco dei dirigenti generali nominati dalla giunta del presidente Raffaele Lombardo nell'ambito della riforma dell'amministrazione regionale: alla Segreteria generale Enzo Emanuele; al dipartimento Programmazione Felice Bonanno; al dipartimento Uffici di Bruxelles e affari extraregionali Francesco Attaguile; al dipartimento Protezione Civile Pietro Lo Monaco; all'Ufficio legislativo e legale Romeo Palma.
Per quanto riguarda i dipartimenti dell'assessorato regionale delle Autonomie locali e della Funzione pubblica, questi sono i dirigenti generali per dipartimento: dipartimento Funzione pubblica e personale Giovanni Bologna; dipartimento Autonomie locali Luciana Giammanco; dipartimento di Interventi strutturali per l'agricoltura Rosa Barresi; dipartimento Interventi infrastrutturali per l'agricoltura Salvatore Barbagallo; dipartimento Interventi per la pesca Giammaria Sparma; al dipartimento Azienda regionale foreste demaniali Rino Giglioni. Per l'assessorato regionale alle Attività produttive al dipartimento delle Attività produttive industria va Nicola Vernuccio. Al dipartimento dei Beni culturali e dell'identità siciliana Gesualdo Campo; al dipartimento del Bilancio e del tesoro ad interim Enzo Emanuele; al dipartimento delle Finanze e credito Salvo Taormina; al dipartimento regionale dell'Energia Rossana Interlandi; al dipartimento dell'Acqua e dei rifiuti Sebastiano Delle Nogare. E ancora, al dipartimento per la Pianificazione strategica sanità Maurizio Guizzardi; al dipartimento per le Attività sanitarie e osservatorio epidemiologico Mario Zappia; al dipartimento dell'Ambiente Sergio Gelardi, che ad interim ricoprirà l'incarico di dirigente generale del dipartimento dell'Urbanistica; al comando del Corpo forestale della Regione siciliana va Pietro Tolomeo, mentre al dipartimento del Turismo, dello sport e dello spettacolo Marco Salerno. Alessandra Russo va al dipertimento Lavoro; Rino Lo Nigro resta all'Agenzia per l'impiego; Vincenzo Falgares alle Infrastrutture; Patrizia Monterosso al dipartimento istruzione e formazione professionale;
La giunta inoltre ha nominato a capo dell'ufficio Audit Ludovico Benfante, Salvo Cocina come Enery manager, Ignazio Tozzo direttore del Fondo pensioni, Franco Di Chiara a capo dell'Eas, Maurizio Cimino dell'Esa, mentre alla guida dell'ufficio speciale per l'integrazione sociosanitaria va Lucia Borsellino.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Ansa.it, La Siciliaweb.it]

 

 

 

30 dicembre 2009
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