1,5 miliardi per le infrastrutture siciliane

Il ministro Di Pietro ribadisce il suo ''momentaneo'' no al ponte, ma promette celerità per le altre opere

E' stato firmato a Palazzo d'Orleans, sede della Regione Sicilia, il protocollo d'intesa tra Ministero delle Infrastrutture, Regione siciliana, Comune di Palermo e Rfi per la realizzazione della variante nella costruzione del passante ferroviario di Palermo. A siglare il documento, il ministro Antonio Di Pietro, il presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, il sindaco di Palermo, Diego Cammarata e l'amministratore di Rete Ferroviaria italiana, Michele Mario Elia.
Al momento della firma, mentre i fotografi e le telecamere erano pronti a riprendere, un piccolo momento di imbarazzo. ''Prima fatemi leggere'', ha esordito il ministro e nella sala giunta di Palazzo d'Orleans è calato il silenzio. ''Si tratta di un errore di grammatica, c'è da correggere un accento'', ha detto sorridendo Cuffaro. ''D'altra parte si sa che io sono un italianista'', ha ribattuto il ministro. Dopo alcuni minuti è stata inserita una correzione al termine del contratto le parole ''ivi compreso'' e si è passati alla firma.

L'accordo sottoscritto individua il percorso e le relative scadenze per giungere all'inizio dei lavori, nei primi mesi del 2007, del passante ferroviario a doppio binario e del collegamento con l'aeroporto, così come previsto dall'Apq del 2001. La variante si è resa necessaria per limitare l'impatto ambientale dell'infrastruttura sulla città di Palermo. Dunque è stato previsto l'interramento parziale del tracciato, nel tratto Orleans-Belgio, per un totale di 7,5 km, con un incremento dei costi stimato in 125 milioni di euro.
Con la firma del protocollo d'intesa, Rfi si è impegnata a presentare, entro il prossimo 31 gennaio, la proposta di variante. Il Comune di Palermo, invece, dovrà farsi carico di predisporre, entro il 31 marzo, l'analisi costi-benefici sulla proposta avanzata da Rfi. Infine, sarà compito del ministero delle Infrastrutture agevolare l'ottenimento dei pareri e delle autorizzazioni per limitare al massimo i tempi di approvazione del progetto e di esecuzione dell'opera. La copertura finanziaria del maggior costo sarà assicurata con le risorse provenienti dai fondi che erano stati destinati alla realizzazione del ponte sullo Stretto o, in alternativa dalla Regione siciliana, con il Por 2007-2013.

''Settantadue miliardi di euro in 7 anni di interventi per infrastrutture in tutta Italia, di cui 7 per opere nelle regioni 'obiettivo 1' ed 'ex obiettivo 1', così suddivisi: 6 miliardi a Sicilia, Campania, Calabria e Puglia e un miliardo a Sardegna, Basilicata, Abruzzo e Molise. Solo alla Sicilia andrà un miliardo e mezzo. Le somme arriveranno nella prossima riunione del Cipe che completerà il finanziamento del Pon, programma operativo nazionale, e il cofinanziamento dei fondi europei''.
E' stato questo l'annuncio del ministro Di Pietro durante la firma del protocollo d'intesa.

''La scelta di finanziare i maggiori costi della variante rientra nella strategia del governo regionale di potenziare sia i sistemi di trasporto di massa, sia di migliorare le condizioni di vivibilità dei cittadini. Il completamento del passante ferroviario di Palermo rappresenta un'irrinunciabile infrastruttura per la mobilità interna della città, con evidenti ricadute positive in termini di decongestionamento del traffico e riduzione dell'inquinamento''. Il presidente della Regione Salvatore Cuffaro ha commentato così il protocollo d'intesa. ''Il collegamento con Punta Raisi - ha continua Cuffaro - è, inoltre, parte integrante dell'asse viario tra Messina, Catania e l'aeroporto di Palermo. Ecco perché abbiamo dato l'assenso ad utilizzare una parte delle risorse inizialmente destinate alla realizzazione del ponte sullo Stretto, pur senza rinunciare all'idea di costruirlo. Il 'nodo ferroviario' è infatti il naturale prolungamento di quel corridoio, voluto dall'Ue, che partendo da Berlino dovrà accorciare considerevolmente le distanze tra la Sicilia e l'Europa''. ''Ribadiamo quindi - ha concluso il governatore siciliano - la richiesta al governo nazionale di esprimere almeno la disponibilità che il Ponte si realizzi, anche senza stanziare risorse. E' infatti impensabile andare sui mercati internazionali a cercare investitori privati che finanzino l'opera, se da Roma non arrivasse il via libera''.

Il ritorno al capitolo Ponte da parte del presidente della Regione siciliana, ha trovato una risposta indiretta del ministro Di Pietro che ne ha parlato ai giornalisti: ''Quando la Sicilia troverà i soldi ne parliamo, la campagna elettorale è finita. Nel programma dell'Unione c'è scritto che il ponte non è una priorità rispetto alle altre cose che riteniamo più urgenti. Su mia proposta e insistenza si è trovato poi un punto di incontro. Abbiamo trovato una società concessionaria e una società appaltatrice e un contratto già fatto che genera obbligazioni per 282 mila milioni di euro. Il punto di incontro che abbiamo trovato è questo: io ti do i 60 milioni di euro previsti dal contratto per fare il progetto che devo approvare, non c'è scritto quando. Poi in futuro, se ci sto ancora io e ho fatto le altre infrastrutture prioritarie si decide cosa fare, se ci sono altri decideranno loro. Così non butto via i soldi, così come mi ha insegnato mia madre coi soldi della domenica''.
Il ministro ha colto l'occasione anche per parlare della situazione siciliana all'interno della Finanziaria: ''Abbiamo ascoltato la voce della Sicilia. Con le ultime modifiche che abbiamo fatto sono state inserite delle risorse importanti, forse mai come prima, per la realizzazione di infrastrutture''. ''Non bisogna solo chiedere - ha infine detto lanciando un appello agli amministratori regionali -, ma anche dare in modo equo, trasparente ed efficiente. Il mero assistenzialismo non paga. Facciamo in modo che le risposte finanziarie statali ed europee possano servire alla Sicilia per una vita migliore per tutti''.

14 dicembre 2006
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