A Caltagirone una donna affetta da influenza A, ha partorito due gemelli

Continua intanto la campagna di vaccinazione: in Sicilia oltre 20.000 le persone vaccinate

Una donna di 30 anni, all'ottavo mese di gravidanza, affetta da influenza A, è ricoverata con la prognosi riservata all'Ismett di Palermo, dopo avere dato alla luce due gemelli nell'ospedale di Caltagirone, nel Catanese. I due bambini, che pesano 2,2 e 1,8 chilogrammi stanno bene ma per precauzione sono stati trasferiti nel reparto di terapia intensiva della neonatologia dell'ospedale di Ragusa.
La notizia, riportata dal quotidiano La Sicilia, è stata confermata dall'Azienda sanitaria provinciale di Catania. La donna ricoverata all'Ismett di Palermo ha una broncopolmonite bilaterale con più focolai e una pleurite. Era stata ricoverata nel reparto Malattie infettive del 'Gravina' mercoledì scorso dopo cinque giorni trascorsi a casa per curare una broncopolmonite. Il quadro clinico si è aggravato per una grave insufficienza respiratoria e la paziente è stata fatta partorire in anticipo. La donna è stata trasferita d'urgenza a Palermo dove il tampone per la presenza del virus A/H1N1 ha dato esito positivo.
 A Caltagirone nei giorni scorsi è morta, per complicazioni da influenza A, una donna di 38 anni affetta da gravi patologie pregresse.

Oltre 20.000 siciliani già vaccinati - La Sicilia è la regione del Centro-Sud che ha effettuato il maggior numero di vaccinazioni contro l'influenza A, con 20.808 dosi già somministrate. Il dato, aggiornato all'8 novembre, è ricavato dal bilancio settimanale epidemiologico diffuso dall'Istituto superiore della Sanità. La Sicilia è al terzo posto nella classifica nazionale dietro la Lombardia (35.550 vaccinazioni) e l'Emilia Romagna (35.093). Il totale dei vaccinati in Italia non supera le 150.000 unità, il che significa che circa il 15% dei vaccinati in Italia si registra in Sicilia.
"E' la conferma che la nostra organizzazione, messa a punto con grande scrupolosità sulla base delle indicazioni ministeriali, sta dando risultati eccellenti - dice l'assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo -. Abbiamo messo in piedi una rete molto efficace e la risposta dei dipartimenti di prevenzione delle Asp è stata molto positiva. Questi dati nazionali confermano che la sanità siciliana è in grado di dare risposte di efficienza e che spesso i problemi sono legati soprattutto a deficit organizzativi. È inevitabile che di fronte a una grande domanda di vaccinazione da parte della popolazione possa anche verificarsi qualche piccolo disservizio ma stiamo ulteriormente potenziando i servizi per superare qualunque disagio".
Entrando nel dettaglio, si nota che tra i vaccinati ci sono più di 9.000 tra operatori sanitari e rappresentanti delle forze dell'ordine o di servizi pubblici essenziali che erano inseriti nella prima categoria di persone a cui è stato distribuito il vaccino. Quasi 11.000 i vaccinati portatori di almeno una delle condizioni di rischio di età compresa tra i 6 mesi e i 65 anni; circa 600 le donne in avanzato stato di gravidanza o che hanno partorito da poco.
I dati statistici confermano anche che la Sicilia è una delle regioni, in percentuale, che ha fatto registrare meno casi ospedalizzati: soltanto 327 nel periodo che va dall'ultima settimana di luglio alla prima di novembre.
Sul sito dell'assessorato (www.regione.sicilia.it/sanita) è presente inoltre una sezione dedicata all'influenza A con tutte le informazioni utili relative alla prevenzione e alla vaccinazione, con l'elenco completo di tutti i centri vaccinali della Sicilia.

Il consiglio dei pediatri: "vaccini anti pneumococco ai bambini" - Vaccinate i bambini contro lo pneumococco, per evitare la sovrapposizione di polmoniti alla nuova influenza A. E' il consiglio di Giuseppe Mele, presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), che ne ha parlato ieri a Roma a margine del 'Bridging to the Future - Pneumococcal Conjugate Vaccine Summit'.
"Lo scienziato americano Keith Klugman - ha riferito Mele all'Adnkronos Salute - ha scoperto che durante la pandemia di Spagnola del 1918 la maggior parte dei morti è stata causata da polmoniti batteriche, provocate soprattutto dallo pneumococco. Per evitare problemi in questo senso, la vaccinazione antipneumococcica oggi va fatta e se in alcune Regioni ancora non c'è questa offerta attiva è il momento di rivedere i piani vaccinali, perché la nuova influenza potrebbe creare problemi in questo senso. La vaccinazione riduce invece i rischi di sovrapposizione".
Keith Klugman, della divisione di Malattie infettive alla Emory University (Usa), intervenendo al summit capitolino, ha sottolineato che la pandemia di Spagnola (1918-1919) fu in realtà una 'superinfezione', cioè una malattia respiratoria causata da batteri in grado di attaccare i pazienti già debilitati pesantemente dal virus influenzale. E il batterio 'indiziato' numero uno è lo Streptococcus pneumoniae (pneumococco). Nel mondo ha ucciso oltre 50 milioni di persone, 400 mila solo in Italia. "Nel 1918 non erano disponibili né vaccini né trattamenti farmacologici efficaci - ha spiegato l'infettivologo - mentre oggi gran parte della popolazione è coperta da vaccini contro lo pneumococco, che causa polmoniti, meningiti e altri gravi disturbi. In un'era di antibiotici e di vaccini probabilmente quella stessa pandemia farebbe molti meno morti". La ricerca, fa notare Klugman, apre scenari nuovi anche per quanto riguarda l'influenza A. Quando sarà terminata la nuova pandemia influenzale si potrà dire con sicurezza se i Paesi che vaccinano i bambini contro lo pneumococco, avranno meno morti causati dal virus A/H1N1.
Intanto, fra influenza A e stagionale, l'inverno che si avvicina non sarà facile. "Questo inverno ai 4-5 milioni di casi annuali di influenza, si aggiungeranno quelli del virus H1N1, che porteranno a raddoppiare o addirittura a triplicare il numero delle persone costrette a letto". E l'infezione correlata da temere è "senz’altro la polmonite", ha annunciato Fabrizio Pregliasco, infettivologo dell’università di Milano. "Si dà il caso - ha spiegato l'esperto in una nota in occasione del summit - che proprio la polmonite può insorgere come complicanza dell’influenza. Si calcola, infatti, che tra tutti i casi di polmonite ben il 70% sia costituito da polmoniti secondarie, cioè da infiammazioni che insorgono come conseguenza di un’altra infezione. E nel quadro delle polmoniti secondarie, nel 95% dei casi responsabile di quest’infezione primaria è lo pneumococco. E' quel famoso batterio molto difficile da 'combattere' perché resistente agli antibiotici, con cui è facile perdere una battaglia, ma è possibile vincere la guerra grazie al vaccino".
Come sarà possibile difendersi, una volta contratta l’influenza stagionale o la 'suina', dunque, dal rischio di ammalarsi ulteriormente di polmonite? "La risposta è sempre una sola: vaccinandosi sia contro l’influenza che contro lo pneumococco", assicura Pregliasco.

46enne morto in Germania dopo il vaccino anti A/H1N1 - Un uomo di 46 anni è morto in Germania il giorno dopo essersi fatto vaccinare contro l'influenza A. Per capire se c'è una relazione diretta tra il decesso e la vaccinazione "abbiamo disposto un'autopsia", ha annunciato alla 'Westdeutsche Zeitung' Wolf-Tilmann Baumert, portavoce del procuratore di Wuppertal, nel NordReno Westfalia.
L'uomo è stato ritrovato morto dai colleghi nella sede della sua azienda. Si tratta ora di stabilire se il decesso sia in qualche modo collegabile alla vaccinazione. Verrà anche verificato se vi sia stata un'eventuale reazione allergica: "Una reazione allergica acuta è da escludere perché in quel caso l'uomo sarebbe morto prima", ha intanto anticipato la portavoce dell'amministrazione municipale di Wuppertal, Martina Eckermann, citata dal Rheinische Post.

Al Summit Fao kit 'anti-virus' per delegati e giornalisti - La Fao sta distribuendo un kit per la prevenzione dell'influenza A a delegati e giornalisti accreditati al vertice mondiale per la sicurezza alimentare in programma da lunedì a mercoledì a Roma. Il summit - al quale sono attese almeno cinquemila persone, fra cui Papa Benedetto XVI e 60 capi di Stato e di Governo, inclusi il leader libico Muammar Gheddafi - sarà un'occasione per discutere delle strategie più efficaci per incrementare la produzione agricola ed eliminare la fame nel mondo.
Due mascherine, sei confezioni monouso di amuchina, due termometri 'usa e getta', e un foglio informativo in inglese sul virus H1N1, i sintomi che provoca negli individui che ne sono colpiti, e le precauzioni da usare per evitare il contagio: questo il materiale che viene distribuito dall'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di alimentazione e agricoltura. Si tratta di una iniziativa nata ''nel contesto della pandemia'', ha spiegato Cedric Dumont, il responsabile dello staff medico della Fao. "Abbiamo deciso di distribuire il kit per il numero di casi di influenza A in tutto il mondo, Italia inclusa, e considerando che si riuniranno per il vertice almeno cinquemila persone: volevamo offrire loro alcuni strumenti e istruzioni, nel caso vengano colpite dall'influenza, o semplicemente per prevenzione, volevamo promuovere l'adozione di misure igieniche da adottare durante la conferenza", ha aggiunto. "Nessun allarmismo, solo informazioni per gente in arrivo da tutto il mondo, che magari potrebbe non sapere cosa fare, una iniziativa che si propone di mantenere un profilo basso", aggiunge Dumont: a confermarlo, nessun potenziamento della struttura medica che normalmente segue il personale in forza alla Fao. "Nessun timore particolare per l'Italia, lo avremmo fatto in qualunque altro posto, a New York o a Delhi", precisa Dumont, aggiungendo che è "la prima volta che un summit così affollato si svolge nello scenario di una pandemia. Non avevamo mai dovuto affrontare una situazione di questo genere".

Gli ultimi numeri - Secondo quanto riferisce l'ultimo bollettino diffuso dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), il virus pandemico ha raggiunto ormai 206 Paesi nel mondo, causando almeno 6.260 morti. L'Oms indica poi in oltre 503.536 i casi accertati di H1N1 nel pianeta, ricordando però che si tratta di un numero "significativamente più basso" rispetto alla realtà, dal momento che molti Paesi non registrano più i singoli casi. "La stagione influenzale, iniziata insolitamente presto nell'emisfero Nord, mostra già i primi segni di picco in alcune parti del Nord America", e l'attività virale "sta crescendo in Europa e Asia Centro-orientale", sottolinea l'Oms.
In particolare, nel vecchio continente "la trasmissione dell'influenza continua a intensificarsi", prosegue l'agenzia delle Nazioni Unite, e alcune malattie respiratorie di elevata intensità circolano insieme al virus pandemico "in Olanda, Italia e ancor più nell'Europa del nord". Proprio nel Bel Paese sono 167 i casi più gravi, che richiedono cioè cure di alta specializzazione e assistenza respiratoria. Mentre sono, per ora, 44 le vittime accertate. E' salito invece a 329 il numero complessivo delle persone ricoverate in ospedale per complicanze, secondo le segnalazioni delle Regioni al ministero del Welfare: "una quota pari allo 0,01% delle persone che hanno contratto l'influenza A dall'inizio della pandemia", precisa lo stesso ministero nel bollettino, aggiornato alle 17.00 di ieri (venerdì 13 novembre).
Per quanto riguarda le vaccinazioni "in base a dati parziali pervenuti all'Istituto superiore di sanità - si legge nel bollettino - sono state vaccinate, ad oggi, circa 150.000 persone, sulla base della pianificazione della campagna prevista da ciascuna Regione". Intanto continua la distribuzione dei vaccini alle Regioni. Giovedì è cominciata la quarta distribuzione. A oggi è stata già completata in 16 tra Regioni e Province Autonome e si prevede di concluderla nella giornata di domenica.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, La Siciliaweb.it, Adnkronos Salute]

 

 

14 novembre 2009
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