A Christmas Carol

Zemeckis regala ai più piccini (ma anche ai grandi) la ''perfetta fiaba natalizia'', rispettando totalmente Charles Dickens

Noi vi segnaliamo...
A CHRISTMAS CAROL
di Robert Zemeckis

È la viglia di Natale e in ogni famiglia fervono i preparativi. L'unico che sembra essere insensibile allo spirito del Natale è il vecchio Ebenezer Scrooge, un uomo ricchissimo, collerico e senza cuore. Anzi, l'approssimarsi della festività rende Scrooge anche più iracondo, soprattutto nei confronti di suo nipote Fred, passato in ufficio per gli auguri, e del suo fedele contabile Bob Cratchit, un uomo sempre allegro e gentile che, a causa del risibile stipendio che riceve, è costretto a tirare la cinghia anche a Natale. Tuttavia, durante la notte Scrooge riceverà le visite degli Spiriti del Natale passato, presente e futuro e, quando si sveglierà, la sua vita non sarà più la stessa...

Anno 2009
Nazione Usa
Produzione Jack Rapke, Steve Starkey, Robert Zemeckis per Imagemovers, Walt Disney Pictures
Distribuzione Walt Disney Studios Motion Pictures Italia
Durata 90'
Regia e Sceneggiatura Robert Zemeckis
Tratto da racconto "Il canto di Natale" di Charles Dickens
Con Jim Carrey, Colin Firth, Gary Oldman, Robin Wright Penn, Cary Elwes, Bob Hoskins, Daryl Sabara
Effetti Gentle Giant Studios Inc.
Genere Fantasy


In collaborazione con Filmtrailer.com

Chi ha incastrato Charles Dickens?
Chi ha incastrato Charles Dickens? In attesa di riprendere il suo Roger Rabbit, Robert Zemeckis mette le grinfie con motion-capture animation (quella di Polar Express e La leggenda di Beowulf, per intenderci) e 3D sul più celebre dei Racconti di Natale, A Christmas Carol, che apre le nostre Feste su grande schermo dopo aver rastrellato 30 milioni di dollari nel weekend d'apertura in America. "Abbiamo dato a questo classico il volto che Dickens aveva immaginato nella sua mente'', esulta Zemeckis, che riporta sotto l'albero il gotico-spettrale dato alle stampe nel 1843: già sullo schermo innumerevoli volte con una teoria di star, tra cui spiccano Topolino, Muppet, Murray, Caine e Finney, l'Ebenezer Scrooge versione 2009 - come pure i tre Spiriti del Natale Passato, Presente e Futuro - ha le sembianze di Jim Carrey, a cui sono state affiancate quelle di Gary Oldman, Colin Firth, Bob Hoskins e Robin Wright Penn.

"Non si tratta di un lavoro di voice-over, ma di performance completa" rivendica sul numero di dicembre della Rivista del Cinematografo Carrey, per nulla spaventato dalla moltiplicazione di personaggi: "Ne ho così tanti che mi frullano in testa, non è stato assolutamente un problema. E' una favola natalizia che inneggia al cambiamento: prenderne parte è un'autentica emozione", mentre Colin Firth smessi i panni eleganti del Single Man di Tom Ford si è trovato anche lui in "tutina di spandex ed elmetto da ciclista con le camere che ti puntano in faccia". Probabilmente, il pubblico si dividerà tra chi plauderà all'innovazione ibrida di live-action e animazione e chi, viceversa, mal digerirà l'upgrade iper-tecnologico della creatura dickensiana, di certo questo Canto di Natale promette brividi sulla schiena e unghie nei braccioli, soprattutto per i più piccini: "E' una storia di fantasmi, molto cinematografica, e sarebbe stato criminale sconvolgerla. Ma credo che se un bambino può comprendere la storia intellettualmente, nemmeno avrà problemi sotto il profilo emotivo", sottolinea Zemeckis, che sul piatto ha messo con la Disney 175 milioni di dollari di budget. Nostrana la ciliegina sulla torta: Andrea Bocelli canta sui titoli di coda God Bless Us Everyone, e il Natale anglo-americano veste (un po') tricolore. (Adnkronos)

"Jacob Marley era morto, tanto per cominciare..."
di Ilaria Falcone (www.nonsolocinema.com)

Quando, nel 1843, fu pubblicato "A Christmas Carol" di Charles Dickens, il racconto riscosse un successo enorme, diventando un romanzo di tradizione natalizia per milioni di persone. "Un canto di Natale" è, giustamente, ritenuta una delle migliori storie natalizie mai narrate; è un racconto che parla non solo del Natale, ma di redenzione, cambiamento, amore e generosità, con una profondità seria e diretta, che riesce a evocare l’atmosfera gioiosa del 25 Dicembre.
In quasi due secoli si è celebrato questo romanzo trasponendolo a teatro, sul grande e piccolo schermo. Il canto di Natale di Topolino (1984), S.O.S Fantasmi con Bill Murray (1988), Festa in casa Muppets (1992) con Michael Caine, sono solo alcune delle rappresentazioni fantastiche del capolavoro natalizio di Dickens.
Ora, la Disney ha messo nelle mani del regista e sceneggiatore Robert Zemeckis (la trilogia di Ritorno al futuro, Forrest Gump, Polar Express) la storia di Ebenezer Scrooge e della sua tormentata notte di Natale, con la visita del fantasma del suo vecchio socio, Jacob Marley, che gli annuncia la visita di tre fantasmi: lo spirito del Natale Passato, quello del Natale Presente e del Natale Futuro. Certo è che, con questa storia, Charles Dickens aveva immaginato un’avventura piena di colpi di scena e immagini meravigliose. Zemeckis è riuscito a catturare e innovare la forza visiva e cinematografica dell’opera scritta, esaltandone le immagini potenti, questo per merito della sua performance capture (attori in carne e ossa che indossano speciali tute collegate a telecamere che catturano ogni movimento del viso e del corpo, registrandolo in forma digitale) e con il RealD 3D, che gli ha permesso la perfezione del suo lavoro con immagini nitide, brillanti e realistiche, dando una profondità che fa stare al centro dell’azione.

A Christmas Carol di Zemeckis colpisce per la sua onesta fedeltà al testo e per la Londra del 1843. Il regista ha ricreato un universo antico, facendo rivivere la città di Dickens. E il pubblico viene trascinato per incanto per le strade di Whitechapel, la zona più povera di Londra, dove gli abitanti non possedevano un granchè, ma lo spirito del Natale li aveva spinti a festeggiare. Ed è una festa visiva: strade coperte della neve, ghirlande di agrifoglio appese alle porte di casa, i vicoli acciottolati affollati di venditori ambulanti e da persone in cerca di un regalo, le grida festose dei bambini, gli spazzacamini sui tetti, carrozze trainate da instancabili cavalli, cori di Natali che allietano i passanti. Ma come già detto, quello che affascina è anche la fedeltà al testo di Dickens, non una sbavatura di troppo, ma si percepisce una meticolosità e ammirazione per il testo, che viene trattato con una sacralità emotiva. Un contributo alla poetica fiabesca di A Christmas Carol in 3D è fornito brillantemente da un cast di professionisti e da una colonna sonora capace di sottolineare le emozioni di tutte le scene.

Ebenezer Scrooge è descritto da Dickesn come un vecchio, taccagno, spilorcio, avido, smanioso (ha messo da parte ogni affetto per il denaro)… e Jim Carrey ha gestito il ruolo espressivamente. Carrey ha anche dato movimento ai Fantasmi del Natale Passato, Presente e Futuro (la cui rappresentazione scenica oltre che fedele è ammaliante e vigorosa). Gary Oldman (Sirius Black di Harry Potter), bravissimo nel travestirsi, interpreta Bob Cratchit, segretario ottimista di Scrooge, il figlio Tiny Tim e il fantasma di Marley. Colin Firth (Coppa Volpi a Venezia per A single man) è l’ottimista supremo Fred, nipote del pessimista supremo Scrooge. Robin Wright Penn (già apparsa nei film di Zemeckis La leggenda di Beowulf e Forrest Gump) da vita a Belle, la bellissima giovane, che Scrooge sceglie di lasciare per non voltare la vita all’arricchimento; Robin interpreta anche Fan, sorella di Scrooge. Bob Hoskins (che aveva già lavorato con Zemeckis in Chi ha incastrato Roger Rabbit?) è Fezziwig e il vecchio Joe. A questi personaggi si infonde un’aurea di luce e sogni grazie alle musiche dinamiche e potenti che sanno entrare in scena maestosamente completando il quadro registico. La canzone God Bless Us Everyone (in italiano tradotta con Dio ci benedirà), che sono anche le parole con cui si chiude il racconto A Christmas Carol, è interpretata da Andrea Bocelli, in entrambe le versioni. Per la realizzazione delle musiche Zemeckis ha chiamato il compositore Alan Silvestri, con cui collabora da 25 anni.
A Christmas Carol è la perfetta fiaba natalizia, il vero film di Natale.

La critica
"Un film che si vede con gioia ed anche un po' commuovendosi, apprezzando soprattutto, fra gli interpreti, il multiforme Jim Carrey, uno Scrooge quasi stregonesco, ma anche evanescente ed etereo nei fantasmi dei Natali."
Gian Luigi Rondi 'Il Tempo'

"Un punto altissimo nell'evoluzione tecnica del cinema. Il virtuosismo di Jim Carrey rimane intatto e visibile, ma niente di ciò che vive in quella tumultuosa notte sarebbe possibile senza la tecnica mista di Zemeckis. A sorpresa (i precedenti 'Polar Espress' e 'Beowulf' non erano affatto convincenti) uno spettacolo assolutamente da non perdere, trionfo della fantasia e dei terrori più inesplorati di quella che un tempo si definiva la magia del cinema."
Piera Detassis 'Panorama'

"Oltre gli stupori infantili - ma attenzione che i bambini piccoli si possono spaventare per il realismo - il film non apre la cassaforte della commozione, gioca quindi contro la sua stessa ragion d'essere. Resta un caleidoscopio di immagini, un oggetto misterioso e mirabile in cui attori bravi come il multiplo Jim Carrey e Colin Firth, Bob Hoskins (che aveva iniziato con Roger Rabbit), Gary Oldman, Robin Wright Penn, carbonizzati con tute sintetiche e computer, si lasciano scie digitali, mentre altrettanto inattendibile sarebbe l'attualizzazione dell'avidità bancaria di oggi a confronto col buon vecchio Dickens. E Bocelli sui titoli di coda, nulla può di più."
Maurizio Porro 'Corriere della Sera'

"E tuttavia è uno spavento a fin di bene: e forse necessario; considerato che i mostri dell'ignoranza e della cupidigia nascosti fra le vesti del Natale 1843 sono tuttora fra noi".
Alessandra Levantesi 'La Stampa'

"Sarà animazione, signori, ma tutto si sente come fossimo lì: il rumore di ogni singola giuntura del segaligno Scrooge, la penna d'oca sui libri, il legno che scricchiola, i morsi della fame e la cera delle candele che cade sul tappeto. Il ricco finanziere riceve la visita dei tre spiriti del Natale (passato, presente, futuro), ricorda i propri errori (siamo dalle parti dell'Eric di Ken Loach), incontra la morte, fronteggia se stesso (grazie al fatto che Carrey è anche due dei tre spiriti: questo è il Dickens più moderno e psicanalitico), urla e scappa: cade e infine piange. E se all'uomo senza cuore rivenisse voglia di attaccarsi a una carrozza per scivolare sulla strada ghiacciata come un bambino povero ma felice? E' il miglior 'Christmas Carol' visto al cinema. Bellissima edizione italiana. A Roberio Morville, Maura Vespini e Roberto Pedicini (Scrooge) scriviamo in anticipo: 'Grazie del regalo di Natale'."
Francesco Alò 'Il Messaggero'

"Robert Zemeckis riprende con fedeltà il 'Canto di Natale' di Dickens (1843) vulcanizzandolo in 3D: dopo i titoli, un avanzo di cucina è 'lanciato' in platea. E con la motion capture di 'Polar Express' e 'Beowulf': movimenti di attori veri 'catturati' in una loro immagine digitale, così sembrano falsi. Funziona per Gollum, meno nel replicare espressioni reali: la frenetica bravura di un plurimo Jim Carrey qui si intuisce soltanto. I meriti sono altri: un tocco Disney che sa di libro delle fiabe, effetti speciali che si spengono di fronte alla solitudine egoista e aver conservato brividi gotici che potrebbero sorprendere i nostri bimbi non abituati a buio e catene, tormenti e scheletri (ma la paura è fondamentale nella pedagogia narrativa di Dickens). Bocelli lo riconoscerete al volo, divertitevi a identificare le facce nel cast virtuale."
Alessio Guzzano 'City'

"I voli dal cielo alla terra e di nuovo al cielo di Scrooge non sono mai stati così realistici e mozzafiato in tutta la storia del cinema, grazie a uno sviluppo tecnologico del performance-capture impensabile ai tempi di Polar Express (...)"
Luca Barnabé 'Ciak'

4 dicembre 2009
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