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A Gela l'Eni volta pagina

La raffineria siciliana pronta a diventare all'avanguardia nel processo d'abbattimento dell'inquinamento

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La seconda raffineria d'Italia, quella di Gela (CL), dopo quella veneta di Marghera, si pone all'avanguardia nel processo di miglioramento delle proprie prestazioni ambientali.
Entro il prossimo anno, allo scadere del 2005, la Raffineria siciliana della Agip Petroli intende raggiungere la certificazione Emas (Eco Management and Audit Scheme), un regolamento promosso dall'Unione Europea in cui la gestione delle tematiche ambientali non si basa sul solo rispetto dei limiti imposti dalle leggi (comunque obbligatori), ma anche su un piano di miglioramento continuo delle prestazioni degli impianti.

Questo piano viene certificato ogni anno da una società esterna accreditata (nel caso della Raffineria di Gela è la Dnv) e poi sottoposto all'Arpa (Agenzia regionale prevenzione e ambiente)  ed al Ministero dell'Ambiente per avere così la registrazione della dichiarazione ambientale.
Attraverso la certificazione Emas la città interessata avrà una pubblicazione che rende noto gli obiettivi raggiunti dalla politica e dalle iniziative ambientali adottate dall'Azienda.
In questa maniera si avrà la garanzia di controlli sull'ambiente ogni anno con le rispettive comunicazione  ai cittadini.

Il raggiungimento della certificazione Emas è un traguardo importante per Gela, città in cui dalle denunce degli ambientalisti sono scaturiti numerosi processi per reati ambientali contro i vertici della raffineria.
Ricordiamo la più recente, quando tra novembre 2003 e gennaio 2004 gli impianti sono rimasti chiusi a seguito del sequestro dei serbatoi da parte della magistratura per perdite che hanno inquinato le falde sotterranee.

Dopo dialoghi infiniti tra le parti sociali e la più volte minacciata chiusura della raffineria, l'Eni ha deciso di voltare pagina, seguendo modelli di gestione ambientale all'avanguardia e di investire tra il 2004 ed il 2007 ben 115 milioni di euro nell'ammodernamento degli impianti.
L'intervento più consistente sarà realizzato entro il secondo semestre del 2005 e riguarderà un impianto di trattamento delle acque di falda provenienti dai pozzi di emungimento (ossia il drenaggio delle falde acquifere).
Tutti i serbatoi della Raffineria avranno doppio fondo mentre lo Snox, il grande impianto di abbattimento dei fumi (è il secondo nel mondo dopo quello di Copenaghen), entro quest'anno con una spesa di 2 milioni di euro, vedrà convogliati per l'abbattimento tutti i fumi degli impianti industriali. Attualmente li abbatte per il 90% .

Fra gli investimenti ambientali della raffineria di Gela c'è anche il progetto Iride, progetto che riguarda nuove regole comportamentali dell'Eni fondate sull'eccellenza, la cooperazione, lo sviluppo sostenibile, la centralità della persona, l'attenzione al cliente.
"In Italia e a Gela vogliamo puntare al massimo della tecnologia - ha detto il direttore generale dell'Eni - ma è fondamenta le avere un rapporto con il territorio senza il quale non possiamo fare la nostra attività. La sensibilità ambientale inoltre è oggi la strategia vincente per stare nel mercato".

30 giugno 2004
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