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A Napoli i rifiuti bruciano ancora

Mentre Berlusconi annuncia la linea dura e il Capo dello Stato richiama la popolazione...

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Nonostante gli appelli, tra i quali quello del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, tra Napoli e provincia si continuano ad incendiare i cumuli di immondizia.
Oltre quaranta, la scorsa notte, sono stati gli interventi dei Vigili del Fuoco: più che cumuli, hanno raccontato alla centrale operativa, sono minidiscariche ognuna delle quali corrisponde ad almeno venti contenitori di rifiuti. Diversi i comuni interessati, soprattutto Casoria, Afragola, Giugliano. Coinvolta anche la periferia di Napoli, in particolare Secondigliano.

La situazione, insomma, resta estremamente difficile, nonostante che ieri, venerdì 30 maggio, il premier Silvio Berlusconi è tornato a Napoli, assicurando mano ferma per risolvere l'emergenza rifiuti.
Il governo ha ''un piano per risolvere'' in via definitiva l'emergenza dei rifiuti in Campania ''nel giro di tre anni''. Questa la rassicurazione del presidente del Consiglio da Napoli, che ha auspicato "per il decreto un viaggio celere in Parlamento con l'aiuto e il supporto dell'opposizione", un decreto sul quale "non esistono profili di incostituzionalità", secondo quanto espresso da "pareri di autorevoli costituzionalisti". Così dicendo Berlusconi ha fatto riferimento al documento di alcuni magistrati campani rispetto alla nascita della 'Superprocura' per i reati collegati allo smaltimento dei rifiuti.

Rispondendo ai giornalisti Berlusconi ha anche ricordato, a proposito di recenti avvisi di garanzia, "che qualcuno li ha definiti ad orologeria, perché giunti 4 mesi dopo la richiesta del gup e il giorno prima dell'entrata in vigore del decreto legge". Inoltre ha lamentato come tali misure abbiano "demotivato persone che si occupavano con passione del problema, ma per fortuna abbiamo Guido Bertolaso che è un uomo vero. Andremo avanti - ha assicurato - convinti che la nostra direzione sia giusta e doverosa". E, riferendosi all'ultima inchiesta della magistratura partenopea che ha toccato anche stretti collaboratori di Bertolaso, ha espresso l'auspicio che non si realizzino più "episodi come quelli dei giorni scorsi".

Da Napoli, insomma, il presidente del Consiglio ha difeso a spada tratta la scelta del suo governo per fronteggiare l'emergenza e ha ribadito che la 'Superprocura' serve. "Nel decreto legge - ha rimarcato - c'è la nascita di una 'Superprocura', perché si eviti che singoli magistrati locali possano rompere il circuito positivo, spezzando l'anello per risolvere la situazione rifiuti: è importante che ci sia un'unica responsabilità in grado di prendere decisioni""Troppe decisioni in passato sono rimaste sulla carta" ha sottolineato, spiegando che bisognerà recuperare il tempo sprecato e che "lo Stato tornerà finalmente a fare lo Stato" e non accetterà che decisioni assunte vengano ostacolate "da minoranze organizzate".

Quanto alla cava di Chiaiano, il Cavaliere ha detto: "Siamo sicuri che c'è l'idoneità e che quindi la decisione finale sarà che si possa utilizzare"."Le relazioni tecniche dimostrano che il sito di Chiaiano è idoneo ad ospitare una discarica e quindi si farà: chi si opporrà sarà perseguito". Ma i comitati in difesa delle cave di Chiaiano che protestano contro la discarica definiscono "irresponsabili" le parole del presidente del Consiglio, perché - spiegano - i carotaggi e gli accertamenti tecnici, nell'attesa del cui esito è stata siglata la tregua delle barricate, non sono ancora finiti; e si chiedono come faccia, allora, Berlusconi a fare tali valutazioni, "evidentemente vuole aizzare la piazza e gettare benzina sul fuoco". Ma - assicurano i comitati - "noi non risponderemo a queste provocazioni e continueranno a manifestare alla rotonda Titanic all'interno del presidio-festa". E anche la manifestazione in programma per domani, domenica 1 giugno, dove oltre ai comitati in difesa delle cave di Chiaiano e antidiscarica della Campania, parteciperanno i centri sociali da Bologna, i collettivi dalla Sapienza di Roma, i No tav e i No dal Molin, "come annunciato sarà pacifica" se "useranno la forza sarà contro gente inerme che festeggia alla sagra della ciliegia".

Riguardo ai termovalorizzatori, Berlusconi ha inoltre sottolineato che gli impianti "si devono fare assolutamente, anche se servono i tempi tecnici necessari per gli appalti. Fino a che non si arrivi a tale esito le soluzioni alternative sono solo quelle di realizzare nuove discariche e ricercare gli aiuti e la disponibilità di altre regioni italiane che si sono dichiarate pronte a ricevere rifiuti in quantità modiche".
Berlusconi ha poi confermato che quella sui rifiuti è da lui vissuta come un'emergenza prioritaria che richiederà la presenza fisica dei ministri competenti e sua personale a Napoli. "Garantisco - ha detto a chiare lettere - che sarò a Napoli una volta a settimana fino a che non sarà avviata la soluzione definitiva di questo problema che ha offuscato la nostra immagine nel mondo".

Come si accennava all'inizio, ieri anche il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, è tornato sul dramma dei rifiuti ed ha esortato a sostenere gli sforzi che si stanno facendo "per superare l'emergenza a Napoli e in Campania". Napolitano si è detto "molto angosciato: come capo dello Stato e come napoletano vivo questo problema davvero con grande sgomento", ha confessato. Quindi ha esortato tutti a "dare il loro contributo alla soluzione del problema. La cosa peggiore - ha detto - è lasciare accumulare i rifiuti nelle strade e nei paesi. Si può discutere su quale sia il modo migliore per smaltirli, ma la cosa peggiore è lasciarli a marcire in strada o addirittura fare la follia di incendiarli". Da qui la sua raccomandazione: "Non rinchiudetevi mai in una visione ristretta, del tipo 'smaltire l'immondizia va bene ma da un'altra parte', perché se tutti dicono così i rifiuti rimarranno nelle strade e sarà una catastrofe".

[Informazioni tratte da Adnkronos.com e Corriere.it]

- Il popolo pronto alla sfida "Berlusconi irresponsabile" di Conchita Sannino

 

 

 

 

 

31 maggio 2008
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