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A Palermo, a Palazzo Sant'Elia, una mostra dell'anarchico, anacronistico e kitsch David Bowes

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David Bowes
"PALERMO ISPANICA"
Mostra a cura di Ida Parlavecchio
Palazzo Sant'Elia - Palermo
Fino al 14 settembre 2008

Lo hanno definito anacronista e kitsch. Certo alla sua pittura non mancano poesia, ironia ed erudizione. Cantore moderno dell'Arcadia, mescola l'Oriente al barocco siciliano, il teatro popolare alla Grecia classica...
[di Helga Marsala - Exibart.com, 30 giugno 2008]

David Bowes (Boston, 1957; vive a Newton) è un personaggio dai contorni letterari. Modi eleganti, animo gentile e flemma da intellettuale post-romantico, l'artista ha vissuto fra la tranquilla cittadina del Massachusetts, l'esplosiva New York degli anni '80 e le grandi capitali d'Europa. A Manhattan, nel milieu culturale dell'East Village, frequentava gente come Keith Haring, Andy Warhol, Basquiat, Nan Goldin, Lou Reed e Jim Jarmusch.
Fu allora che la gallerista Annina Nosei mise gli occhi sui suoi dipinti: giovanissimo, si ritrovò nella prestigiosa scuderia ed ebbe presto una prima occasione di soggiorno in Italia. Era il 1983 e da lì sarebbero nate le lunghe permanenze a Roma e a Napoli, e le collaborazioni con Lucio Amelio e Gian Enzo Sperone.
A Palermo Bowes è arrivato lo scorso gennaio e ci è rimasto cinque mesi. L'occasione era la realizzazione di una personale curata di Ida Parlavecchio, evento collaterale alla mostra "España". Prodotto interamente in loco, il nuovo ciclo di dipinti s'intitola "Palermo Ispanica" e include un grande pezzo realizzato con Alessando Bazan e alcuni suoi studenti d'Accademia.

Non è facile apprezzare la pittura di David Bowes, almeno a un primo sguardo: l'effetto è spiazzante, perfino respingente. Ci trovi dentro l'anacronismo, il naïf, il surrealismo, il pop, l'Arcadia, la Transavanguardia, la Commedia dell'Arte, Bosch, Goya, l'India, l'antica Grecia: citazioni come se piovesse, colori sgargianti, intrecci di stili, ambientazioni agresti, simbolismi, orientalismi, classicismi e decorativismi.
La sua Palermo è proiettata all'indietro, città guardata e conosciuta oggi ma trasportata in un folklore secentesco ancora scorto tra i vicoli, i palazzi, le piazze del centro storico. Si tratta quasi di intercettare fantasmi, residui di un passato con-fuso con la sua stessa tradizione iconografica e sovrapposto al presente. Le tele sciorinano brevi narrazioni a tinte piatte, siparietti delicati in cui dame, signorotti, carrozze e cavalli descrivono l'idillio di una società bucolica, festosa, recuperata con nostalgico incanto.

Se non fosse profondamente poetica, emotiva e intellettuale, la pittura di Bowes potrebbe sembrare un delirio antistorico annegato nel kitsch. Ma la scommessa di questo eccentrico pittore bostoniano sta tutta nella costruzione di un passato eterno, srotolato in ogni direzione: un tempo impuro poiché contaminato, ma profondamente genuino in quanto popolare. L'immediatezza del bello decorativo e la piacevolezza del dettaglio pittoresco incontrano la forza dell'archetipo e del mito, le avventure dei cantastorie, il teatro dei pupi, le cortigiane giapponesi, le vacche sacre, Arlecchino, i santi, i guerrieri e i pastorelli in amore. Si moltiplicano le figure, contraddicendosi dentro teatrini allegri e indecifrabili.
David Bowes è un anarchico. Annullate gerarchie di simboli e impalcature ermeneutiche, si diverte a dipingere il caos calmo in cui la sua immaginazione affonda luoghi, ricordi, cose, volti, idiomi. Così, con somma delicatezza, pratica una pittura semplice, illustrativa, rassicurante come un proverbio o un luogo comune, ancorché indisciplinata. Una pittura intima, soprattutto: come quella affettuosamente condivisa con una banda di giovani amici palermitani.

INFO
Orario mostra: da martedì a giovedì e domenica ore 10-13 e 17-20
Ingresso: intero € 7; ridotto € 5
Palazzo Sant'Elia
Via Maqueda, 81 (centro storico) - Palermo
Tel. +39 09187630898
provinciapa@libero.it
www.provincia.palermo.it

2 luglio 2008
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