A Vittoria (RG) le proteste del sindaco e di un assessore contro le politiche regionali e nazionali

Il sindaco dorme in piazza, l'assessore all'Agricoltura fa lo sciopero della fame

Il sindaco del Comune di Vittoria (RG), Francesco Aiello, sabato 25 settembre, ha iniziato a dormire in una tenda in piazza del Popolo, mentre l'assessore comunale all'Agricoltura Giovanni Formica, ha iniziato, sempre lo stesso giorno, lo sciopero della fame in un chiosco di legno davanti al mercato ortofrutticolo di contrada Fanello.

Proteste che diventano l'emblema del disagio provocato dalla politica nazionale rivolta alle regioni. 
Entrambi protestano contro i governi regionale e nazionale, per motivi diversi. Il sindaco contesta i tagli ai trasferimenti finanziari, l'assessore denuncia il disinteresse verso la crisi del comparto agricolo.

"Da oggi l'Amministrazione comunale di Vittoria - scrive il sindaco Francesco Aiello in una lettera inviata sabato a tutti i sindaci della provincia di Ragusa e al prefetto Sandro Calvosa - intraprende una azione di protesta con un presidio permanente in piazza del Popolo". "Dopo avere falcidiato il nostro bilancio - continua Aiello - con tagli duplicati rispetto alla media nazionale, ora arriva questa incredibile e illegittima decisione di bloccare i finanziamenti che ci spettano per legge". Il sindaco, così sabato scorso, ha fatto montare una tenda in piazza dove ha trascorso la sua prima notte. "Non possiamo tollerare - scrive Aiello ai sindaci iblei che invita a scendere in campo - il mancato accreditamento di somme indispensabili per il funzionamento essenziale delle nostre città e per il pagamento dei dipendenti".

L'assessore Formica, che ha già trascorso 5 notti nel chiosco di legno, e che oggi affronta il terzo giorno di sciopero della fame, ha detto: "Il comparto agricolo è stretto nella morsa mortale degli alti costi di gestione e della concorrenza sleale dei prodotti extracomunitari. Sono in bilico centomila posti di lavoro. Da qui non mi muovo e chiedo l'adesione degli operatori della fascia trasformata e di tutti gli addetti ai lavori. Il sistema non regge più. Dobbiamo tornare alla lotta di piazza. Non sospenderò la protesta fino a quando non otterrò segnali concreti da parte del governo. In questi anni abbiamo assistito a troppi rinvii e all’adozione di soluzioni palliative per risolvere i problemi del comparto. Occorrono riforme radicali in grado di garantire il futuro di più di centomila persone che lavorano con l’orticoltura".

28 settembre 2004
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