Addio ad Alda Merini

''Sono una piccola ape furibonda. Mi piace cambiare colore. Mi piace cambiare di misura''

Le mie impronte digitali / prese in manicomio / hanno perseguitato le mie mani / come un rantolo che salisse la vena della vita, / quelle impronte digitali dannate / sono state registrate nel cielo / e vibrano insieme / ahimè / alle stelle dell'Orsa maggiore.


Foto di Giuliano Grittini

Si è spenta ieri, domenica 1 novembre 2009, a Milano la poetessa Alda Merini, all'età di 78 anni. Considerata una delle più grandi poetesse del Novecento, era ricoverata all'ospedale San Paolo di Milano, nel reparto di oncologia.
Alda Merini era nata a Milano il 21 marzo 1931. Ha esordito giovanissima, a soli sedici anni, sotto l'attenta guida di Angelo Romanò e Giacinto Spagnoletti. La sua prima raccolta di poesie, 'La presenza di Orfeo', uscita da Schwarz nel 1953 con una presentazione di Spagnoletti, ebbe un grande successo di critica. Si sono occupati di lei, fra gli altri, Oreste Macrì, David Maria Turoldo, Salvatore Quasimodo, Pier Paolo Pasolini, Carlo Batocchi, Maria Corti, Giovanni Raboni.
Successivamente furono pubblicati: 'Paura di Dio' (Scheiwiller 1955), 'Nozze romane' (Schwarz 1955), 'Tu sei Pietro' (Scheiwiller 1962). Le quattro raccolte di versi sono state riunite con il titolo 'La presenza di Orfeo' da Scheiwiller nel 1993.

Pensiero, io non ho più parole. / Ma cosa sei tu in sostanza? / qualcosa che lacrima a volte, / e a volte dà luce. / Pensiero,dove hai le radici? / Nella mia anima folle / o nel mio grembo distrutto? / Sei così ardito vorace, / consumi ogni distanza; / dimmi che io mi ritorca / come ha già fatto Orfeo / guardando la sua Euridice, / e così possa perderti / nell'antro della follia. [da "La Terra Santa"]

Dopo vent'anni di silenzio, dovuto alla malattia, sono apparse: 'La Terra Santa' (Scheiwiller 1984), 'Testamento' (Crocetti 1988), per Einaudi 'Vuoto d'amore' (1991), 'Ballate non pagate' (1995), 'Fiore di poesia (1951-1997)' (1998), 'Superba è la notte' (2000), 'Più bella della poesia è stata la mia vita' (2003 con videocassetta), 'Clinica dell'abbandono' (2004), per Frassinelli 'L'anima innamorata' (2000), 'Corpo d'amore', 'Un incontro con Gesù' (2001), 'Magnificat. Un incontro con Maria' (2002), 'La carne degli Angeli' (2003).
Nel 1996 Scheiwiller ha raccolto alcune plaquette ne 'La Terra Santa: Destinati a morire' (1980), 'La Terra Santa' (1983), 'Le satire della Ripa' (1983), 'Le rime impetuose' (1983), 'Fogli bianchi' (1987).

La verità è sempre quella, / la cattiveria degli uomini / che ti abbassa / e ti costruisce un santuario di odio / dietro la porta socchiusa. / Ma l'amore della povera gente / brilla più di una qualsiasi filosofia. / Un povero ti dà tutto / e non ti rinfaccia mai la tua vigliaccheria.
[da "Terra d'amore"]

Con 'L'altra verità. Diario di una diversa' (prima edizione Scheiwiller 1986, nuova edizione Rizzoli 1997) inizia la sua produzione in prosa, a cui sono seguiti 'Delirio amoroso' (il Melangolo 1989 e 1993), 'Il tormento delle figure' (il Melangolo 1990), 'Le parole di Alda Merini' (Stampa alternativa 1991), 'La pazza della porta accanto' (Bompiani 1995, Premio Latina 1995, finalista Premio Rapallo 1996), 'La vita facile' (Bompiani 1996), 'Lettere a un racconto. Prose lunghe e brevi' (Rizzoli 1998) e 'Il ladro Giuseppe. Racconti degli anni Sessanta' (Scheiwiller 1999). Vi si aggiungono 'Aforismi e magie' (Rizzoli 1999, BUR 2003), raccolta di aforismi, e l'antologia di poesie 'Folle, folle, folle d'amore per te. Poesie per giovani innamorati'. (Salani 2002).
Nel 1993 ha ricevuto il Premio Librex-Guggenheim 'Eugenio Montale' per la Poesia, nel 1996 il Premio Viareggio, nel 1997 il Premio Procida-Elsa Morante e nel 1999 il Premio della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Settore Poesia.

Le più belle poesie / si scrivono sopra le pietre / coi ginocchi piagati / e le menti aguzzate dal mistero. / Le più belle poesie si scrivono / davanti a un altare vuoto, / accerchiati da argenti / della divina follia. / Così, pazzo criminale qual sei / tu detti versi all’umanità, / i versi della riscossa / e le bibliche profezie / e sei fratello a Giona. / Ma nella Terra Promessa / dove germinano i pomi d’oro / e l’albero della conoscenza / Dio non è mai disceso né ti ha mai maledetto. / Ma tu sì, maledici / ora per ora il tuo canto / perché sei sceso nel limbo, / dove aspiri l’assenzio / di una sopravvivenza negata. [da "La Terra Santa" 1983]

 

 

2 novembre 2009
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