Al Qaeda contro i ''crociati''

Il messaggio audio dei sequestratori di Sergio Cicala e Philomene Kabouree

"Noi proseguiremo sulla via del Jihad e ci sforzeremo in ogni modo per ottenere la liberazione dei nostri fratelli detenuti nelle vostre carceri".
E' con queste parole che si conclude il messaggio audio di Salah Abu Mohammed, responsabile mediatico di Al Qaeda nel Maghreb islamico, nel quale rivendica la paternità del sequestro di due turisti italiani avvenuto due settimane fa in Mauritania.
Nella registrazione, della durata di due minuti, il terrorista nord africano si rivolge direttamente alle famiglie dei due italiani rapiti e all'opinione pubblica del nostro Paese avanzando le proprie richieste. "Noi diciamo alle famiglie dei rapiti e all'opinione pubblica in generale, se volete la sicurezza per i due prigionieri dovete fare pressioni sul vostro governo e chiedere che esaudisca le legittime richieste dei mujahidin - afferma - E ricordiamo ai crociati e ai loro cittadini che la loro sicurezza è condizionata alla nostra sicurezza e a quella dei nostri fratelli musulmani. Noi proseguiremo sulla via del Jihad e ci sforzeremo in ogni modo per ottenere la liberazione dei nostri fratelli detenuti nelle vostre carceri".

L'esponente di Al Qaeda ricorda invece, nella parte iniziale della registrazione recapitata alla Tv satellitare 'Al Arabiya', le dinamiche del sequestro. "Con il permesso di Allah un gruppo di eroici mujahidin ha eseguito la notte del 18 dicembre del 2009 alle sette di sera il sequestro di un italiano e di sua moglie nei pressi della città di Kobni in Mauritania. La questione riguarda Cicala Sergio e la moglie che ha la cittadinanza italiana Kabure Philoman Auilgba".
Per quanto riguarda il motivo del sequestro, i terroristi sostengono di averlo eseguito "nel momento in cui il governo Berlusconi continua a commettere i suoi crimini contro l'Islam in Iraq e Afghanistan. E nel momento in cui il governo italiano prosegue, appoggiato dal suo popolo, a sostenere la nuova guerra crociata occupando le nostre terre e violando i nostri luoghi sacri".

Come già detto ieri (LEGGI) sul sito di 'Al Arabiya' è anche stata pubblicata la foto dei due turisti italiani seduti per terra in mezzo al deserto, con alle spalle cinque uomini a volto coperto e armati. Il volto della donna, originaria del Burkina Faso, è stato oscurato come richiede la sharia, che vieta di mostrare immagini femminili. Al fianco della donna appare chiaramente il marito, Sergio Cicala: l'uomo con la barba bianca incolta, indossa una tuta e ha in mano il passaporto italiano.
"E' evidente che anche se solo per una volta noi decidessimo di trattare, avremmo legittimato delle organizzazioni terroristiche. Si tratta di gruppi che non conosciamo, conosciamo una rivendicazione che e' verosimile ma stiamo verificando". Così, in un'intervista a Sky Tg24, il ministro per gli Esteri Franco Frattini commenta la rivendicazione di Al Qaeda. "Non abbiamo avuto contatti diretti con alcun emissario" ha poi aggiunto il titolare della Farnesina, ricordando che "i tempi sono imprevedibili" e che "manteniamo il silenzio stampa perché dare indicazioni su trattative metteremmo a rischio la vita dei nostri ostaggi". "Se raccontassi quali sono le nostre idee sulla trattativa metterei a rischio i nostri connazionali ed è l'ultima cosa che voglio fare - ha precisato il titolare della Farnesina - Quando si mantiene il silenzio stampa e si prendono iniziative a tutto campo, questo paga". Secondo il capo della diplomazia italiana, la zona dove sono stati rapiti Sergio Cicala e la moglie è "la più pericolosa di tutta l'Africa sahariana", è "fuori di un controllo pieno e totale" e vi operano tribù e cellule di al Qaida. "Non ci sarà assolutamente alcun cambiamento sulla politica estera. Siamo legati a una coalizione internazionale" ha poi aggiunto il ministro rispondendo ad una domanda sulla rivendicazione diffusa da al Qaeda del rapimento in cui si parla di risposta all'impegno italiano in Iraq ed in Afghanistan. Quanto ai rapporti con le autorità della Mauritania, Frattini ha spiegato che "collaborano molto. Io mi recherò in Mauritania all'inizio di gennaio per avere dei contatti ai massimi livelli".

"Dopo questa rivendicazione di Al Qaeda, posso solo dire che la vicenda dei coniuigi Cicala si complica sempre di più", ha commentato all'Adnkronos Gaetano La Fata, sindaco di Carini (Palermo), il comune in cui viveva la coppia rapita. Dopo avere saputo della foto che ritrae i due coniugi circondati dai terroristi, il sindaco di Carini si dice "molto preoccupato". "Mi auguro - ha detto ancora - che si seguano tutte le strade per arrivare alla liberazione di Sergio e della moglie che non c'entrano assolutamente nulla con quello che stanno vivendo loro malgrado". La Fata ha concluso: "Forse viaggiando attraverso la Mauritania non si sono resi conto del grave pericolo che stavano correndo".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Aki, Ansa]

- Pressione psicologica e propaganda: questi gli obiettivi della foto con gli ostaggi di G. Olimpo (Corriere.it)

 

 

 

29 dicembre 2009
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