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Ambiente in pericolo: alle Galapagos in un anno sono morte 15 mila iguane

03 luglio 2002


Ricordate il disastro della petroliera Jessica che nel gennaio del 2001 si incagliò e perse 600 mila litri di combustibile nei pressi dell'arcipelago delle Galapagos?


Nature ha pubblicato i dati di uno studio sulle conseguenze dell'incidente che si sono rivelate anche molto più gravi del previsto.

Nella popolazione delle iguane non si era mai visto un tasso di mortalità così elevato: in 15.000 non sono sopravvissute. E anche l'ecosistema della zona risulta compromesso molto più di quanto si era ipotizzato in un primo momento. Parliamo di un disastro ecologico di cui soltanto adesso si conosce la gravità: la sventura della petroliera Jessica.

Il 19 gennaio dell'anno scorso quella vecchia "carretta del mare" si incagliò al largo delle coste delle Isole Galapagos e perse il suo carico di veleno: 600 mila litri di combustibile che si estesero nel giro di poche ore per centinaia di chilometri di mare alterando l'equilibrio ambientale di una delle aeree più belle e incontaminate dal pianeta.

Inizialmente perfino gli ecologisti pensarono che l'ecosistema unico delle Galapagos potesse recuperare in tempi accettabili i danni subìti con il disastro della Jessica. Ora si sa per certo che non è così: la rivista scientifica "Nature" ha pubblicato l'esito di uno studio dell'Università di Princeton secondo il quale più di 15 mila iguane marine sono morte negli undici mesi successivi al disastro.
In una delle colonie di iguane che vivono sulle isole la popolazione si è ridotta del 62%.

Lo studio ha potuto accertare che soltanto nell'isola Genovesa, a un centinaio di chilometri dal punto dell'incidente, il numero delle iguane sembra essersi mantenuto stabile.

Anche nelle zone in cui è arrivata una piccola quantità di olio la moria di iguane è abbastanza elevata: perché anche minuscole quantità di carburante possono aver provocato problemi intestinali tali da portare gli animali alla morte.

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03 luglio 2002
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