Amos Gitai ospite di CinemadaMare, a Erice

Amos Gitai ospite di CinemadaMare, a Erice

Il regista israeliano ha incontrato durante un workshop i giovani filmakers della rassegna

«I film migliori iniziano quando torno a casa perché è lì che rifletto su quello che ho girato». Così il regista israeliano Amos Gitai, durante un workshop con i giovani filmakers di CinemadaMare, presso il teatro "Gebel Hamed" di Erice.
Ospite del raduno cinematografico internazionale, Gitai ha risposto alle domande dei ragazzi, che martedì sera in piazza San Giuliano in una proiezione pubblica hanno visto il film "Free Zone". Da questa pellicola del 2005 è partita la discussione tra il regista e i giovani filmakers. «Come molti dei miei film - ha detto Gitai - anche l'idea di girare 'Free Zone' è iniziata in maniera casuale: c'era il mio autista palestinese che mi diceva che non aveva lavoro e che doveva andare in Giordania, e per farlo doveva attraversare il confine, la 'free zone'; da qui l'idea di girare questo film», che si svolge con il sottofondo della canzone tradizionale pasquale di Chava Alberstein, "Had Gadia", considerata una canzone di protesta politica contro l'occupazione israeliana dei territori palestinesi.
Gitai ha poi parlato di globalizzazione, e di come essa ha creato nel mondo grandi agglomerati urbani dove l'umanità è stata dislocata, dopo essere stata spostata da un posto all'altro, a causa di guerre e povertà. E di Mediterraneo: «In questa parte del mondo è nata la civiltà. Qui - ha aggiunto - da sempre culture diverse si sono incontrate e hanno convissuto. Ora stiamo assistendo alla distruzione di quest'area». Il regista si è detto altresì preoccupato per il crescente nazionalismo che sta maturando in diversi Paesi europei interessati dall'emergenza profughi, e a alla domanda sul ruolo che il cinema può avere nelle nostre società, ha risposto che può contribuire a distruggere le frontiere, quelle vecchie e quelle che stanno nuovamente per essere innalzate, perché permette alle persone di guardare oltre i muri.
Il regista israeliano ha poi ricordato l'attrice francese, Jeanne Moreau, scomparsa domenica scorsa, all'età di 89 anni. Una delle interpreti più amate e richieste dai cineasti migliori dagli anni Cinquanta in poi. Tra cui lo stesso Gitai. «E' stata un'attrice grandissima», ha detto.

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3 agosto 2017
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