Anche a Palermo, Telefono Blu insieme ad Sos Consumatori, impegnati contro l'anatocismo

Le due associazioni per la tutela dei consumatori: ''Non abbiate timore a richiedere il rimborso''

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E' vietato il cosiddetto "anatocismo" sui mutui bancari: gli interessi dovuti dal cliente moroso non possono produrre per contratto ulteriori interessi. La Terza Sezione Civile ha così dato ragione ai consumatori estendendo il divieto di anatocismo - principio sancito dal codice civile in base al quale gli interessi scaduti non possono produrre ulteriori interessi - ai mutui bancari: in base al principio affermato dalla Suprema Corte, gli interessi scaduti per il mancato pagamento di una rata potranno produrre ulteriori interessi solo qualora la banca faccia causa al cliente sulla base di una convenzione stipulata successivamente alla scadenza del contratto.

Per una volta le banche hanno dovuto ammettere i loro illeciti nei confronti dei cittadini. L'anatocismo (sembra il nome di una strana pratica mistico-religiosa) è stata una pratica illegale e adesso le banche devono restituire quei soldi che si erano trattenuti dai loro clienti.
L'illegalità dell'anatocismo ha dato parecchio da fare a tutte le associazioni che tutelano i consumatori in tutta Italia. Anche a Palermo le associazioni Telefono Blu ed Sos Consumatori, hanno già avviato i primi ricorsi verso le banche dopo al sentenza della Cassazione.
In tre giorni sono stati oltre 4mila coloro i quali si sono collegati al sito di Sos Consumatori e hanno scaricato il modulo per richiedere il rimborso alle banche.
Dall'associazione calcolano che ciò significa che almeno in 10mila sono già in possesso dei moduli e che la prossima settimana gli utenti interessati potrebbero arrivare a circa 50mila.

Ma quanti stanno facendo ricorso? Difficile dirlo, perché ci sono ancora alcuni timori e voci infondate. L'associazione invita a non perdere tempo e a far giungere comunque i ricorsi (in aiuto anche il centralino nazionale 199.44.33.78 a cui lasciare indicazioni) perché solo in questo modo le banche saranno costrette ad una trattativa.
Telefono Blu infatti diffida chiunque tenti, in forma politica, a trovare accordi che siano esclusivi, come già avvenuto in altre occasioni. I consumatori/risparmiatori hanno tutti gli stessi diritti e questi devono essere onorati per tutti e non solo per alcuni.
Tanto è vero che l'associazione ha lanciato una proposta all'ABI (Associazioni Bancaria Italiana) e ai vari Istituti di Credito: consentire il recupero anche a rate e anche in tempi lunghi.
Per fare questo non c'è bisogno di tavoli ed incontri, basta un chiaro e trasparente gesto unilaterale, altrimenti le associazione si dicono pronte ad intervenire con i collegi legali presenti in ogni provincia d'Italia.

Chi sono i soggetti interessati equale l'iter d'affrontare
- La sentenza riguarda tutti i clienti bancari che hanno pagato interessi alla banca quando il proprio conto è andato in rosso. Tali interessi fino al 2000 erano calcolati ogni tre mesi, mentre quelli a favore dei risparmiatori  erano capitalizzati una volta l'anno (dal 2000 il problema è stato rimosso e le banche devono calcolare gli interessi attivi e passivi con la stessa periodicità).
- In primis occorre inviare una lettera raccomandata alla propria banca con la richiesta di rimborso delle somme indebitamente percepite fino al 22 aprile 2000 e relative alla citata ricapitalizzazione trimestrale, nonché alle altre spese collegate.
- A fronte di un esito negativo di questa richiesta si farà ricorso ai collegi legali dell'associazione e procedere attraverso il Giudice di Pace se la richiesta non supera i 2.500 euro, al Tribunale se è superiore.
- E' opportuno per cifre di grande rilevanza il ricorso ad una Consulenza tecnico contabile di parte sull'entità delle somme richieste, realizzata da un esperto di fiducia sulla base di tutti gli estratti conto bancari. Il giudice potrà far eseguire una consulenza tecnico contabile d'ufficio.
- Da questa procedura sono già evidenti le significative spese di onorari, di perizia e di contributo unificato che possono arrivare a 4000-5000 euro. La sentenza della Cassazione decisa a Sezioni unite dà una maggiore certezza dell’accoglimento del ricorso. Il giudice potrà però decidere una compensazione delle spese di lite. E' anche opportuno che il consumatore valuti attentamente il rapporto costi/benefici di un percorso giudiziario.

18 novembre 2004
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