Anche una ricercatrice di Palermo nel team U28 dell'Università Milano-Bicocca

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Il futuro della medicina - dalla nanomedicina alle scienze omiche - è nella "Casa della ricerca"

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Nanofarmaci, proteomica, metabolomica: il futuro della medicina è nella "Casa della ricerca". Nell'edificio U28, a Monza, i ricercatori di diverse aree disciplinari lavorano fianco a fianco per mettere a punto nuove tecniche di ricerca. Inaugurato due anni fa, l'U28 è nato come ambiente di ricerca basato sul modello della open science in cui la presenza di tecnologie è combinata con la presenza di competenze. Qui, i ricercatori lavorano su più fronti: dalla nanomedicina alle scienze omiche, considerate fondamentali per la medicina di precisione. Tra le attività su cui sono attualmente impegnati i gruppi di ricerca, ci sono nuovi progetti per la nanomedicina, la realizzazione di tessuti umani partendo da una stampante 3D e l'implementazione di una nuova tecnica di imaging per individuare le alterazioni molecolari alla base di alcune patologie.
Nel team di ricercatori anche la palermitana Laura Russo, specializzata in medicina rigenerativa e nanomedicina e che oggi ha focalizza la sua ricerca sui biomateriali intelligenti 3D nello studio sul microambiente cellulare e sui biomateriali stampati in 3D nell’applicazione biomedica.

I designer di nanoparticelle - In U28 lavorano dei veri e propri designer di nanoparticelle: sono i ricercatori di nanomedicina dei dipartimenti di Medicina e Chirurgia, Biotecnologie e Bioscienze, Fisica e Scienza dei Materiali. La interdisciplinarità della competenze permette di condurre progetti di ricerca integrati per la creazione di nuovi nano-dispositivi medici diagnostici o terapeutici, finalizzati alla loro traslazione alla clinica. Attualmente le ricerche sono incentrate soprattutto sulla terapia dei tumori e delle malattie del sistema nervoso centrale. Nel caso dei tumori la ricerca è indirizzata verso creazione di nuovi dispositivi per terapia genica, immunologica e per ablazione termica (ipertermia); nel caso delle malattie del sistema nervoso centrale per la terapia della SLA e della malattia di Alzheimer.

Diagnosi più precise con l'imaging-molecolare - Il gruppo di ricerca di proteomica sta studiando una nuova tecnica di imaging-molecolare mediante spettrometria di massa per migliorare la diagnosi del tumore della tiroide e del rene. L'imaging mediante spettrometria di massa permette di ottenere una rappresentazione visiva spaziale della composizione molecolare di un campione biologico, complementare a quella morfologica. Le due immagini, ottica e molecolare, sono sovrapponibili e ciò facilita il trasferimento dei risultati della ricerca in applicazioni cliniche. Attualmente, in Italia ci sono solo due centri ad avere questa tecnologia.

La stampante 3D che riproduce tessuti umani - Sempre in U28, un altro gruppo di ricerca, sta lavorando alla realizzazione di modelli tridimensionali di tessuti sani e patologici, ricreando un microambiente cellulare personalizzato. Il grande obiettivo, che potrebbe essere centrato tra alcuni anni, è la possibilità di produrre organi funzionali. Attualmente è possibile biostampare porzioni di organo e porzioni di tessuto contenenti al loro interno le differenti componenti cellulari. I ricercatori stanno lavorando per "convincere" linee cellulari differenti a funzionare nel modo giusto, ricostruendo un microambiente che sia il più vicino possibile a quello dell'organo o del tessuto naturale. Il 3D bioprinting richiede un team di ricerca multidisciplinare, in cui le competenze su fisiologia, cellule e materiali siano ben integrate. Si parte dagli organi e dalle loro caratteristiche, passando per le funzionalità e i componenti cellulari, e si finisce con il disegno di materiali che, insieme alle cellule, verranno biostampati.

- www.unimib.it

27 giugno 2018
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