Antiterrorismo Usa: tutto da cambiare

La famiglia dell'attentatore aveva avvisato la sicurezza nigeriana e quella statunitense

La famiglia di Umar Farouk Abdul Mutallab, il 23enne nigeriano che venerdì scorso ha tentato di far esplodere un aereo con 278 persone a bordo poco prima che atterrasse a Detroit, aveva avvisato forze di sicurezza nigeriane e anche l'ambasciata Usa della scomparsa del ragazzo, comunicando timori per un suo gesto estremo, ma non ha avuto nessuna risposta fino alla "notizia scioccante" del giorno di Natale.
Questo si legge in un comunicato diffuso dalla famiglia del terrorista ai media nigeriani.
Una dichiarazione in cui Umar Mutallab, ex presidente della First Bank of Nigeria e anche ex ministro dell'Economia, racconta che il 24 dicembre il figlio, di cui aveva denunciato da oltre due mesi la scomparsa, era rientrato per un giorno in Nigeria solo per imbarcarsi, evidentemente già con l'esplosivo nascosto addosso, per Amsterdam. "Speravamo che l'avrebbero trovato e riportato a casa - continua la dichiarazione della famiglia - e mentre aspettavamo il risultato delle loro indagini ci siamo svegliati con la notizia scioccante di quel giorno".
Ma la cosa che è destinata ad imbarazzare di più gli americani è il fatto che il padre del terrorista, non soddisfatto dalle risposte ottenute dalla polizia nigeriana, lo scorso novembre si era recato anche all'ambasciata americana ad Abuja per comunicare le sua preoccupazione per un figlio che mostrava convinzioni religiose sempre più... Anche per questi motivi la Casa Bianca ha deciso di rivedere i protocolli per i soggetti 'sotto osservazione'.

Si chiama TIDE (Terrorist Identities Datamart Environment) ed è la banca dati che dovrebbe raccogliere tutte le informazioni a disposizione del National Counterterrorism Center americano: ogni notte, alle 23, le informazioni selezionate in tutto il mondo dalle fonti dell'intelligence americano 'caricano' nuovi dati sulle possibili minacce alla sicurezza degli Usa e dell'Occidente. Proprio fra queste, qualche settimana fa, c'era anche la segnalazione fornita dal padre di Umar Farouk Abdulmutallab: ma il suo allarme circostanziato è andato perduto nel mare di informazioni arrivate al TIDE, evidenziando una delle gravi carenze dell'intelligence moderna, ovvero l'analisi - più che la raccolta - dei dati a disposizione.
Le segnalazioni immagazzinate nel TIDE, infatti, vengono girate a un altro database, il TSDB (Terrorist Screening Database), gestito dall'Fbi, dove ogni mattina un team esamina e 'nomina' una serie di persone 'a rischio', selezionate in base alla loro pericolosità. Ogni nominativo viene quindi inserito in una diversa lista, 'no-fly', 'selectee' oppure i 'no visa', ovvero le persone cui non dovrebbe essere fornito un visto di ingresso negli Usa. Abdulmutallab era in questo elenco eppure sul suo passaporto era stampato un regolare permesso di ingresso (emesso un anno prima) e il sistema APIS (Advanced Passenger Information System) non ha segnalato nessun allarme al momento del suo imbarco sul volo Northwest 253 per Detroit.
Ora l'attenzione è posta sulle 'comunicazioni' fra TIDE e TDSB e l'assenza di un sistema che avrebbe permesso - dopo l'allarme del padre del giovane estremista nigeriano - di inserirlo automaticamente in una lista di nominativi sotto osservazione. Il problema, segnalano gli esperti Usa, è che l'attuale lista è troppo ristretta.
Dopo gli attentati dell'11 settembre (compiuti da terroristi entrati negli Usa nonostante il loro nome fosse già stato segnalato come 'sospetto') la raccolta sistematica di informazioni aveva portato alla creazione di un elenco di 30 mila persone 'proibite': oggi questo elenco è sceso a 18 mila nominativi, ma per alcuni è ancora troppo lungo. Lo sfoltimento della lista è avvenuto dopo il moltiplicarsi di proteste da parte di persone finite per sbaglio, per una informazione errata o perché il loro nome era simile a quello di presunti terroristi.
Sotto accusa da parte dell'opposizione, oggi la Casa Bianca, secondo fonti di intelligence, si prepara a rivedere i protocolli per le persone 'sotto osservazione'. Se fino ad oggi ci volevano elementi di 'ragionevole dubbio', domani potrebbe bastare una generica segnalazione informatica e l'elenco tornerà ad allungarsi.

E Al Qaeda rivendica l'attentato di Detroit - Al Qaeda ha rivendicato il fallito attentato del giorno di Natale sull'aereo diretto a Detroit, affermando che l'attacco era destinato ad essere una rappresaglia per i raid organizzati dagli americani nello Yemen. La rivendicazione è firmata da "Al Qaeda nella penisola arabica", un ramo dell'organizzazione attivo nello Yemen e nell'Arabia Saudita. Nel testo viene lodata "l'azione eroica del fratello" Umar Farouk Abdulmutallab che, nonostante non sia riuscito a portare a termine la sua missione, è riuscito a beffare la sicurezza americana portando con sé a bordo dell'aereo un nuovo tipo di esplosivo. "Chiediamo - prosegue il comunicato diffuso sui forum islamici in internet - a tutti i musulmani che ci tengono alla loro fede di cacciare i politeisti dalla penisola araba uccidendo tutti i crociati che lavorano nelle ambasciate e in altri luoghi".
I terroristi yemeniti rivendicano anche l'omicidio compiuto dal maggiore americano Malik Nidal Hasan che a Fort Hood lo scorso 6 novembre ha ucciso 13 persone in una base militare americana.

La risposta è arrivata direttamente dal presidente Usa Barack Obama intervenuto dalla Hawaii per la prima volta dopo il fallito attentato di Natale. Obama avverte: continueremo "a tenere alta la pressione" sui nemici "che siano in Afghanistan, in Pakistan, nello Yemen, in Somalia o in qualsiasi altro posto dove stanno prepando attacchi contro il territorio americano". ''Noi non abbiamo ancora tutte le risposte riguardo a questo ultimo tentativo, ma chi uccide uomini, donne e bambini innocenti deve sapere che gli Stati Uniti faranno di più per rafforzare le proprie difese", ha detto ancora.
Sottolineando che "bisogna imparare dall'incidente" di Natale e lodando "la veloce ed eroica reazione" dei passeggeri e del personale dell'aereo che ha scongiurato una strage, Obama ha sottolineato che l'attacco sventato è "un modo grave per ricordarci i pericoli che dobbiamo fronteggiare". Allo stesso tempo ha voluto rassicurare gli americani, sottolineando che "stiamo facendo tutto quello che è in nostro potere" per rafforzare la sicurezza dei voli in questo periodo di grande traffico per le vacanze natalizie. E che si stanno rivedendo le procedure, soprattutto riguardo alle liste dei sospetti terroristi e ai controlli per scoprire eventuali esplosivi a bordo. "Gli americani devono rimanere vigili ma anche fiduciosi", ha poi concluso Obama.
Intanto, il 23enne, ex studente di ingegneria a Londra che venerdì scorso ha tentato di far esplodere l'aereo, avrebbe dichiarato all'Fbi che lo sta interrogando: "Ci sono molti altri come me pronti a colpire". Poi avrebbe confermato di essere stato istruito da una cellula di al-Qaeda in Yemen dopo avere preso contatti con un imam.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ign, Washington Post]

 

 

29 dicembre 2009
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