Attenzione per il Ponte sullo Stretto

La Cisl pone l'attenzione sui rischi che si potrebbero sviluppare sul versante ambientale, politico e criminale

Che la costruzione del Ponte sullo Stretto, e di tutto quello ad esso connesso, abbia un pulito ed onesto svolgimento, è stato dal primo momento cruccio e speranza di chi è a favore della sua costruzione e di chi ne è contro. Stiamo parlando del ponte più lungo ed esoso mai costruito.
Il sistema delle infrastrutture cosiddette ''connesse'', stradali ferroviarie, le tematiche dell'impatto ambientale, il ruolo delle forze sociali e degli enti locali interessati. E la duplice minaccia, sismica e delle infiltrazioni criminali.
E' il ''complesso dei ritardi'' su questi fronti che, secondo la Cisl, rende l'edificazione del Ponte sullo Stretto di Messina, ''appesa a un filo''. Cosicché, afferma il sindacato, ''c'è il rischio che, nonostante le frequenti declamazioni propagandistiche, la vicenda del ponte finisca con l'esaurirsi nel grande business degli studi e dell'elaborazione dei progetti''.

L'altro ieri attorno al tema ''Un ponte verso…'' la Cisl ha dedicato a Messina, per iniziativa delle organizzazioni siciliani e calabre del sindacato, un forum con la partecipazione del leader nazionale Savino Pezzotta e del segretario confederale Raffaele Bonanni. Dei vertici delle categorie interessate, Filca e Fit, e dei segretari delle regioni Sicilia (Paolo Mezzio) e Calabria (Luigi Sbarra), che hanno presieduto.
Il meeting, a cui hanno preso parte esponenti di primo piano della politica, dell'economia e delle istituzioni, ha visto il sindacato rivendicare, per voce di Pezzotta, che ''le grandi infrastrutture non si fermino a Battipaglia. Bisogna spingere più in giù - ha sostenuto il numero uno della Cisl - e rompere l'insularità creando condizioni di vantaggio che tengano conto del fatto che il Mediterraneo sta cambiando pelle, anche nel senso commerciale''. Pertanto, ''il ponte se si fa va fatto con tutte le garanzie. Non può essere un'opera fine a se stessa. E visto che qualcuno ha deciso che si deve fare, deve rispondere a determinate condizioni''.

Il segretario Bonanni ha chiesto l'istituzione d'un ''osservatorio permanente sui temi della sicurezza, con le procure antimafia locali e nazionale, gli enti locali e le forze sociali''. Compito dell'osservatorio dovrà essere, ha spiegato, ''vigilare sulla sicurezza nei cantieri, la regolarità dei contratti, i criteri per l'affidamento degli appalti e dei sub-appalti''. La Cisl ha anche sollecitato le istituzioni regionali e nazionali ad approfondire le ''questioni di non poco conto sulle fattibilità strutturale dell'opera in un'area in cui l'alto rischio sismico s'è manifestato coi terremoti del 1693, 1783 e 1908''. E ha puntato l'indice sulle ''contraddizioni'' delle politiche dei governi della Regione e nazionale. Così, ''per un verso apprendiamo che nella prossima primavera sarà scelto il general contractor - ha puntualizzato Paolo Mezzio - per l'altro non s’è ancora provveduto, ad esempio, a colmare le lacune dello studio d'impatto ambientale contenuto nel progetto preliminare''. Pertanto, ha insistito la Cisl, è il caso di ''riflettere più adeguatamente'' sulle ricadute ambientali dell'opera, in sede di progettazione definitiva, ''se non si vuole incappare nei rigori della Commisione Ue, col rischio di perdere i finanziamenti di Bruxelles''.
Su questo versante la Società Stretto di Messina ha già stretto un accordo pluriennale di partnership con l'Osservatorio Sismologico dell'Università degli Studi di Messina. I principali obiettivi della partnership riguardano l'attività di ricerca applicata, condotta a livello urbano e territoriale, finalizzata alla elaborazione di protocolli di diagnostica strutturale e territoriale per la determinazione della vulnerabilità sismica urbana e del territorio, promuovendo al tempo stesso approcci multidisciplinari anche di tipo sperimentale.

Ma il buco nero del Progetto Ponte, per la Cisl è la questione delle infrastrutture. Un nodo da sciogliere ''urgentemente'' per evitare, ha rimarcato il sindacato, che il collegamento stabile si traduca da qui a qualche anno in ''un autentico bluff''. O anche che il ponte finisca con l'essere ''la classica cattedrale nel deserto''.
Ebbene, mentre da una parte si festeggia l'alba di una nuova Sicilia ''California d'Italia'', il sindacato ha rilevato che per quanto riguarda il versante autostradale non esiste copertura finanziaria per il completamento della Siracusa-Gela, non esistono progetti e finanziamenti per collegare Gela e Agrigento, Agrigento e Castelvetrano, Castelvetrano e Trapani. Né va meglio per i collegamenti ferroviari: mancano progetti e finanziamenti per il raddoppio della Castelbuono-Patti (70 Km) sulla dorsale Palermo-Messina. E siamo ''veramente all'alba'', ha evidenziato la Cisl, sui progetti e i finanziamenti per la linea Catania-Palermo. Né è stata completata, e anzi manca il progetto esecutivo, anche della tratta Messina-Catania.
Inoltre non sono disponibili finanziamenti per la Catania-Siracusa e la Palermo-Trapani. Altrettanto ''disastroso'', in termini di finanziamento, progettazione e attuazioni, è lo stato delle infrastrutture di supporto nel territorio della Calabria. Col rifacimento della Salerno-Reggio Calabria inizialmente previsto per il 2004 e slittato al 2008. ''In sette anni - ha osservato il segretario della Cisl calabrese, Luigi Sbarra - sono stati realizzati appena 49 chilometri su 433''. E quanto alla rete ferroviaria, ''il progetto ponte ha senso - ha afferma - solo se l'alta velocità da Napoli arriva a Reggio''. Uno studio preliminare stima in 15 miliardi d'euro il costo dell'operazione. “Il punto è - ha denunciato - che a oggi non esiste copertura finanziaria per dare corpo a questa prospettiva''.

Altro punto dolente, il terreno della concertazione tra istituzioni statali e regionali, e enti locali e forze sociali. Una logica cui rimanda, incalzano alla Cisl, pure la sentenza della Consulta 303/2003, in forza della quale lo sviluppo del territorio deve poter essere concertato ''tra tutti i soggetti in vario modo protagonisti''. ''Vanno costituiti immediatamente - ha pertanto proposto l'associazione sindacale - dal governo nazionale e dai governi delle due regioni interessate, i tavoli di concertazione con gli enti locali e le forze sociali, per l'esame congiunto delle problematiche aperte dal Progetto Ponte''.

La chiarezza degli intenti, dei quesiti e dello status della situazione, posti dal sindacato, sono stati elencati alla presenza del governatore della regione Sicilia, Totò Cuffaro, dell'amministratore delegato della società Stretto di Messina Pietro Ciucci, del commissario straordinario per le "Grandi opere nel Sud" Aurelio Misiti, del presidente di Sicindustria Giuseppe Costanzo, e ancora, davanti al presidente della commissione nazionale Antimafia Roberto Centaro, a Lucio Di Pietro, procuratore nazionale antimafia aggiunto e a Franco Tommasello, rettore dell'Università di Messina.

11 novembre 2004
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