Black sunday per le Siciliane di A. Sonore batoste a Palermo e Messina. Il Catania non gioca per la pioggia

INTER - MESSINA 2-0
Inter (4-3-1-2): J.Cesar 6; Maicon 6, Materazzi 7, Samuel sv (14' pt Burdisso 6,5), Maxwell 6,5; Vieira 6,5 (26'st Stankovic 6,5), Cambiasso 6, Zanetti 6; Figo 6,5; Ibrahimovic 7,5 , Recoba 6 (19'st Adriano 6,5). In panchina: Toldo, Gonzalez, Solari, Crespo. Allenatore: Mancini 6.
Messina (5-3-2): Storari 6,5; Zanchi 6 (1'st Morello 6), Zoro 6,5 , Iuliano 6,5, Rea 6,5, Parisi 5; De Vezze 6,5 (32'st Provenzano sv), Ogasawara 5 (19'st Lavecchia 6,5), Cordova 5; Floccari 5, Di Napoli 5,5. In panchina: Caglioni, Minetti, Ghomsi, Iliev. Allenatore: Giordano 6.
Arbitro: Stefanini di Prato 5.
Reti: 4'st Materazzi, 13'st Ibrahimovic;
Note: giornata grigia, terreno in buone condizioni, spettatori 40.000. angoli 11-2 per l'Inter. Espulso al 47' pt l'allenatore del Messina Giordano per un alterco con Materazzi. Ammoniti De Vezze, Materazzi, Zoro, Maxwell. Recupero: 4'; 3'.
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L'Inter prosegue la sua corsa solitaria in vetta alla classifica. I nerazzurri battono il Messina 2-0, conquistano la nona vittoria consecutiva in campionato, record per il club nerazzurro, e salgono così a 42 punti in classifica. Contro i siciliani la squadra di Mancini fatica un pò nel primo tempo, rischiando anche di capitolare in alcune occasioni, per poi affermarsi nella ripresa grazie al fantastico gol di Materazzi in rovesciata ed al sigillo di Ibrahimovic. Rispetto alla gara con l'Empoli Mancini recupera Maicon e Vieira a cui restituisce la maglia da titolare.
A fargli posto sono Burdisso e Solari. Maxwell sostituisce l'infortunato Grosso sulla sinistra, mentre le altre due novità sono rappresentate da Figo e Recoba, preferiti, almeno inizialmente, a Stankovic e Crespo, che si accomodano in panchina. Nel Messina, Giordano cambia uomini e modulo adottando un abbottonatissimo 5-3-2. In difesa tornano Zanchi, Iuliano e Rea, a centrocampo si rivede De Vezze mentre Ogasawara sostituisce l'infortunato Coppola. In attacco spazio a Di Napoli che torna titolare al fianco di Floccari.

La gara nel primo tempo è più equilibrata del previsto e si chiude con lo zero a zero, nonostante le molte occasioni da rete da entrambe le parti. Il Messina, infatti, ha sfidato i più forti rivali a viso aperto creando almeno tre buone occasioni per passare in vantaggio, mancate di poco da Parisi, Floccari e Zoro. L'Inter, apparsa a lungo troppo compassata nella manovra, sfiora il vantaggio con un paio di tiri da fuori di Recoba, con una conclusione spettacolare di Figo sventata da Storari ed con una incredibile traversa di Ibrahimovic a porta vuota.
A tempo abbondantemente scaduto si fa poi espellere il tecnico del Messina, Bruno Giordano: al 50' Materazzi va a recuperare un pallone terminato fuori, Giordano non glielo restituisce e Materazzi spinge il tecnico che da al difensore nerazzurro uno scappellotto. Da qui la decisione di Stefanini di ammonire il giocatore ed espellere l'allenatore. Inizia la ripresa e l'Inter passa in vantaggio. Come è ormai quasi una regola nelle ultime giornate, la squadra di Mancini dà sempre l'impressione di poter segnare da un momento all'altro, e così accade puntualmente.

Questa volta a sbloccare il risultato è un eurogol di Materazzi. Su un cross dalla tre quarti di Burdisso è Ibrahimovic a mettere la palla al centro dell'area di testa dove il difensore campione del Mondo è pronto a mettere la palla in rete, con una rovesciata da bomber consumato sulla quale nulla può Storari. Passano dieci minuti e l'Inter chiude la partita. Fantastica progressione a centrocampo di Maicon che salta due uomini e serve Ibrahimovic che, appena dentro l'area, batte Storari con un forte diagonale di sinistro.
Il Messina non ci sta ma al 21' è sfortunata la squadra siciliana che colpisce un palo interno con Lavecchia. I nerazzurri, però, vogliono vincere il confronto anche nel numero di legni colpiti, e dopo la traversa di Ibra nel primo tempo, arriva il palo si Stankovic con un gran destro dai 25 metri. Nel finale ci provano anche Adriano per i nerazzurri, Iuliano e Lavecchia per i giallorossi, ma il risultato non cambia e l'Inter è sempre più in fuga.


ROMA - PALERMO 4-0
Roma (4-2-3-1): Doni 6, Panucci 6.5, Mexes 6.5, Chivu 6.5 (42' st Rosi sv), Tonetto 6.5, De Rossi 6, Pizarro 7 (46' st Virga sv), Taddei 6.5, Perrotta 6.5 (1' st Cassetti 6), Mancini 7, Totti 7. (1 Curci, 9 Montella, 19 Defendi, 35 Okaka) All.: Spalletti 7.
Palermo (4-2-3-1): Fontana 7.5, Zaccardo 5, Barzagli 5, Biava 5, Pisano 5, Guana 5.5, Corini 5.5 (28' st Brienza sv), Caracciolo 5 (28' st Di Michele sv), Simplicio 4.5, Bresciano 6.5, Amauri 6.5 (46' st Parravicini sv). (1 Agliardi, 4 Tedesco, 15 Dellafiore, 16 Cassani). All.: Guidolin 4.5.
Arbitro: Rizzoli di Bologna 7.
Reti: nel pt 44' Mancini; nel st 10' Totti (rigore), 37' Mancini, 45' Totti.
Note: angoli: 7-4 per la Roma. Recupero: 1' e 3'. Espulsi: Simplicio per doppia ammonizione. Ammoniti: Panucci, Bresciano per proteste, Mancini, Simplicio, Amauri e Pisano per gioco scorretto. Spettatori: 41 mila.
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Ciucci e cuori, gesti d'amore - non importa se alle mogli o ai tifosi - tutti giallorossi. Il cuore giallorosso disegnato con le dita nell'aria da Mancini dopo il gol allo scadere del primo tempo e il solito ciuccio di Totti dopo il rigore del 2-0 per una supremazia schiacciante, quasi imbarazzante della Roma sul Palermo. L'aveva detto Zamparini: la Roma è di un altro pianeta rispetto alla mia squadra. Ed è stato servito nel match che aveva per titolo 'fuori i terzi, non i secondi'. E finisce 4-0 per la Roma.
È ufficiale: la seconda forza del campionato è la squadra di Spalletti, ma il Palermo scombinato di Guidolin gli ha dato una grossa mano. E lo stesso Zamparini a fine partita sarà furibondo con Guidolin, che ha fatto 5 punti in cinque partite. "Vuole distruggere il Palermo". Sette reti al Catania un mese fa, quattro stasera ai rosanero per il pronto riscatto dopo la sconfitta nel derby: la Roma quando vede le siciliane fa scintille, ma Guidolin ha snaturato la squadra, umiliato Caracciolo - prima ala, poi mediano... - e buon per Zamparini che Fontana è stato il migliore in campo e che i romanisti hanno preso due pali. Totti doppietta e capocannoniere, anche se qualche dubbio sul quarto gol assegnato al capitano dopo la deviazione di testa di Biava resta: Totti ha crossato per De Rossi o voleva fare il pallonetto sul secondo palo? Dettagli, nella serata trionfale della Roma.

Primo tempo frenetico, ad altissimo ritmo: merito anche delle carenze del Palermo, squilibrato, che lasciava spazi alla Roma specie nei primi 20'. Era quasi un tiro al bersaglio. Al 2' velo di Totti, Perrotta si faceva 50 metri da solo, entrava in area e lasciava partire un rasoterra fuori di poco. 2' dopo mischione in area rosanera e primo miracolo di Fontana su Mancini. Al 13' tiro cross di Totti e il numero uno palermitano alzava sopra la traversa. Al 17' palo clamoroso di Mexes su cross di Totti. Palermo schiacciato, salvato solo dalla imprecisione, da Fontana e dalla frenesia giallorossa. Rizzoli al 23' ha annullato un gol di testa a Panucci per fallo del giallorosso e fa altrettanto 5' dopo con Amauri, che prima di colpire la palla su cross di Simplicio aveva spinto Chivu.
A questo punto i tentativi del Palermo di uscire dall'assedio si facevano meno timidi: al 37' era Doni ad opporsi a Caracciolo, ma subito dopo era di nuovo Fontana a compiere due miracoli consecutivi su Perrotta e Taddei. Al 42' parava di nuovo a terra Fontana su Totti ed era il preludio sullo strameritato vantaggio della Roma. Mancini, fin lì tra i peggiori (con De Rossi) raccoglieva un pallone filtrante dei Totti e dal limite batteva Fontana. A guardare il taccuino c'era solo da dire che era un gol stracotto e meritato. Prima della fine del primo tempo c'era da registrare l'infortunio a Perrotta in una azione dove Amauri faceva vedere di essere vivo.

La ripresa si apriva con lo stesso Palermo in campo, inteso come schieramento, ma con un atteggiamento diverso, leggermente più aggressivo. Al 5' Amauri girava bene in area ma la palla usciva al lato. Ma era la stessa anche la Roma, sempre al cospetto di un Palermo sbagliato. Caracciolo all'ala, Di Michele in panchina (con tanto di parolaccia a Guidolin immortalata dalle telecamere, una volta entrato a risultato oramai compromesso), Simplicio dietro Amauri, Bresciano spostato a destra e poi a sinistra: una squadra stravolta e incomprensibile.
Ed ecco il 2-0 giallorosso: palo di Panucci (il secondo della serata, deviato anche da Fontana), angolo, fallo da rigore di Pisano su Taddei, Rizzoli fischiava il rigore e Totti non sbagliava. Nella serataccia siciliana ci metteva lo zampino anche il povero Caracciolo, che al 15' sparava alto la palla che poteva riaprire la gara. C'è spazio per un altro miracolo di Fontana su punizione di Totti al 34', per il terzo gol, quello di Mancini e per la quarta segnatura, quella della doppietta di Totti. Sul taccuino anche l'espulsione di Simplicio, per una serata rosanera tutta da dimenticare.


CATANIA - EMPOLI (rinviata)
Piove, non si gioca. Catania-Empoli è stata rinviata a data da destinarsi per impraticabilità di campo. Il manto erboso del 'Massimino' non ha retto alle precipitazioni che dalle prime ore del mattino hanno caratterizzato la giornata nella città etnea costringendo catanesi ed empolesi a restare negli spogliatoi.
L'arbitro designato per il match, Bergonzi di Genova, ha effettuato due sopralluoghi: il primo alle 14, il secondo alle 14.45. Constatato che la palla non rimbalzava e che il terreno di gioco presentava più di una pozzanghera, il direttore di gara, come da regolamento, ha disposto il rinvio dell'incontro. Visto il calendario particolarmente fitto e il turno infrasettimanale di mercoledì prossimo, l'ipotesi di un recupero a breve scadenza è stata scartata. Il periodo più indicato, considerati anche gli impegni dell'Empoli in Coppa Italia il 9 e 17 gennaio prossimi, è quello della settimana tra il 21 e 28 gennaio.

Negli spogliatoi, il direttore generale del Catania, Pietro Lo Monaco, è stato esplicito: "Sino a quando le condizioni del terreno di gioco del Massimino resteranno queste, a Catania saremo costretti a rinviare qualsiasi incontro dopo poche ore di pioggia. Purtroppo, il sistema di drenaggio non funziona. Già tre anni fa, la società aveva detto chiaramente all'amministrazione comunale, proprietaria dell'impianto, che il manto erboso andava rifatto. Solo così si sarebbe potuto risolvere il problema. Ciò non è accaduto e il risultato è quello che vedete. Usare i teloni? Ieri sera non pioveva, ho fatto personalmente un sopralluogo e le condizioni del campo erano buone. È bastata una mattinata di pioggia, però, per rendere la situazione non recuperabile".
I rossazzurri, che hanno comunque sostenuto un allenamento leggero nel campo attiguo a quello di gioco, potranno utilizzare questa sosta per prepararsi meglio all'atteso match di mercoledì a San Siro con il Milan. "Al di là degli eventuali vantaggi dello stop di oggi - ha spiegato Lo Monaco - la decisione di Bergonzi ha messo tutti d'accordo. Anche l'Empoli ha constatato che non c'erano i requisiti minimi per giocare".
La conferma giunge dal portiere toscano Daniele Balli: "Non avrebbe avuto senso giocare in queste condizioni. Questa è una partita importante in chiave salvezza, un campo così pesante l'avrebbe condizionata inevitabilmente. La sosta è un vantaggio in vista del turno infrasettimanale? Non credo a queste cose, non facciamoci illusioni per il prossimo match con il Siena".

Fonte: La Sicilia

- La classifica di serie A

 

 

 

18 dicembre 2006
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