Buona la prima per il Palermo e il Messina

La serie A delle Siciliane. Per i rosanero i primi tre punti. Il Messina a Parma guadagna un punto prezioso

PALERMO - SIENA 1-0
Palermo (4-2-3-1): Guardalben 6, Zaccardo 5, Biava 5.5, Barzagli 6.5, Grosso 6, Barone 6, Corini 6.5, Santana 5.5 (44' st Mutarelli sv), Zauli 7, Gasbarroni 5.5 (23' Raimondi sv), Toni 6.5 (38' st Farias sv). (1 Santoni, 4 Morrone, 6 Terlizzi, 13 Accardi). All. Guidolin. 6.
Siena (4-2-3-1): Fortin 6, Cirillo 4, Mignani 5.5, Portanova 5, Nicola 5.5, Di Donato 5.5, Vergassola 6 (19' st Serafini sv), Camorani 6 (19' st Chiumento sv), Pecchia 5.5, Carparelli 6, Flo 6 (30' st Falsini sv). (13 Zancopè, 11 Menegazzo, 22 Ardito, 33 Colonnese). All. Simoni 5.5.
Arbitro: Saccani di Mantova 6.
Rete: nel pt 22' Toni.
Note: angoli: 7-1. Recupero: 2' e 4'. Espulso: 27' st Cirillo per somma di ammonizioni. Ammoniti: Vergassola, Cirillo e Biava per gioco falloso; Gasbarroni per gioco scorretto. Spettatori paganti 32.431, presenti 35 mila circa, per un incasso di 539.834,00 euro.

Basta un gol di Luca Toni al Palermo per battere il Siena e celebrare nel migliore dei modi il ritorno in Serie A dopo 11.431 giorni di attesa, con lo stadio in festa. E' datata 20 maggio 1973 (Ternana-Palermo 0-0), infatti, l'ultima apparizione dei nella massima serie, mentre l'ultima esibizione casalinga risaliva alla sfida contro la Roma (1-1, reti di Arcoleo e Cappellini) del 13 maggio dello stesso anno.
Il Siena ha fatto poco per rovinare la festa alla formazione di Francesco Guidolin che, dopo una ventina di minuti non troppo convincenti, ha cominciato a premere con il piede sull'acceleratore, mettendo sotto gli avversari. Squadre schierate con moduli identici: Palermo e Siena si sono affidati ai due mediani e ad una sola punta; alla lunga, la differenza l'hanno fatta i singoli, con Corini e Barone più dinamici, lucidi e intraprendenti della coppia bianconera formata da Di Donato e Vergassola. In avanti Toni è stato il solito implacabile finalizzatore di una manovra alla quale raramente hanno partecipato in maniera decisiva le ali Santana (a destra) e Gasbarroni (a sinistra).

Lamberto Zauli, se sta bene, ha confermato di poter essere l'uomo che fa la differenza dalla trequarti in su, avvantaggiando un Palermo che, nonostante qualche sbavatura difensiva (da brividi l'intervento di Biava al 14' della ripresa, che ha liberato al tiro Flo, tanto per citare un episodio), ha retto abbastanza bene l'impatto con il nuovo campionato. Dopo la noia dei minuti iniziali, il Palermo prende in mano il comando delle operazioni e sfonda sugli sviluppi di una palla inattiva: angolo di Eugenio Corini da destra e, dopo un batti e ribatti in area, Luca Toni trova il varco vincente. E' il primo gol in A realizzato dalla formazione palermitano dopo oltre 31 anni.
Il goleador, a dire il vero, la via della rete l'aveva già trovata 4' prima, ma era stato fermato dall'assistente di Saccani, Di Mauro, per fuorigioco. Toni aveva raccolto una corta respinta di Fortin, su colpo di testa di Zauli, insaccando a porta vuota. Il gol riaccende il Palermo che cerca di chiudere il conto senza però riuscirci. I siciliani al 41' vanno vicini al raddoppio: incursione di Santana dalla destra, su perfetto assist di Zauli, cross verso il centro dell'area dove però Gasbarroni arriva con un attimo di ritardo. Il primo tempo si chiude con un colpo di testa del norvegese Tore Andre Flo di poco alto, unico lampo di un Siena ancora lontano dalla forma migliore.

Nel secondo tempo il Palermo lascia giocare di più i toscani che cominciano ad affacciarsi con una certa pericolosità nell'area avversaria: dopo un tiro di Flo alto di poco, è Carparelli (18') a centrare la porta del Palermo, ma Guardalben non si fa sorprendere. Dal 19' al 20' i padroni di casa battono tre calci d' angolo, ma concludono una sola volta, con Santana, che raccoglie dal limite e fa partire una gran botta alzata in angolo da Fortin.
Al 23' il Palermo potrebbe chiudere il conto, ma il colpo di testa di Zaccardo (completamente solo), su cross dalla destra di Corini finisce fra le braccia di Fortin. Un errore grave, ma non determinante come invece risulta il fallo di Cirillo su Santana che al 27' provoca l'espulsione del fluidificante destro per somma di ammonizioni.
Con l'uomo in meno, il Palermo gestisce meglio la situazione e chiude in gloria la sua «prima» nel calcio che conta.

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PARMA - MESSINA 0-0
Parma (4-2-3-1): Frey 6, Bonera 6, Bovo 7, Cannavaro 6, Potenza 6, Bolano 6.5, Grella 6.5, Marchionni 6, Bresciano 5.5, Rosina 5 (12' st Maccarone 5.5), Gilardino 6.5. (1 Berti, 14 Contini, 26 Ferronetti, 29 Camara, 8 Budel, 7 Zicu). All.: Baldini 6.
Messina (4-4-2): Storari 6.5, Zoro 5.5, Fusco 6, Rezaei 5.5, Parisi 6, Giampà 6.5, Coppola 6, Donati 5.5, Sullo 6 (41' st Rafael sv), Amoruso 5.5, Iliev 5. (21 Eleftheropoulos, 16 Conte, 27 Zanchi, 20 Yanagisawa, 30 Cucciari, 11 Di Napoli). All.: Mutti 6.
Arbitro: Rizzoli di Bologna 6.5.
Note: angoli: 12-4 per il Parma. Recupero: 0' e 2'. Ammoniti: Marchionni per gioco scorretto, Coppola condotta non regolamentare. Spettatori: 12.000.

Il Parma non riesce a vincere la prima 'crociata' (sono tornate le vecchie maglie con la croce) del nuovo campionato perché la sua arma più efficace - cioè Gilardino - pur provandoci in tutti i modi e da tutte le parti risente inevitabilmente della 'campagna estiva' combattuta in maglia azzurra.
E così il Messina può bagnare con un prezioso punto esterno il suo ritorno nella massima serie dopo 40 anni. Mutti, che era privo del bomber Zampagna e che schierava sette debuttanti, avrà comunque già preso nota: certi regali difensivi (solo quelli hanno causato una mezza dozzina di angoli avversari) in serie A vengono puniti nove volte su dieci e il Gilardino della seconda metà dello scorso torneo non avrebbe perdonato.

Sotto gli occhi del ct azzurro Lippi (la sua presenza al Tardini è un'eloquente risposta a chi sostiene che il Parma si sia indebolito) il bomber di Biella ha invece pagato dazio alla sua estate senza tregua, ma Baldini può stare tranquillo. Il goleador ha bisogno di una lucidata ma è sempre in agguato: primo tempo di sponde per compagni arrivati sempre con un attimo ritardo (e un tiro a lato su innesco verticale di Marchionni), secondo tempo di conclusioni in diagonale, di testa e in rovesciata, compreso l'addomesticamento di un pallone impossibile sulla linea di fondo, trasformato - dopo elegante dribbling su Rezaei - in assist per Bresciano, sventato però da Storari. Baldini dopo un'ora ha provato ad affiancargli Maccarone, che però ha confermato di essere in ritardo di preparazione. Gran debutto con la nuova maglia invece per Bovo, che ha svettato su tutti i palloni e si sarebbe tolto anche lo sfizio del gol della vittoria se al 40' della ripresa la sua spettacolare sforbiciata in area messinese - destinata a finire in fondo al sacco - non fosse stata respinta da... Bonera.

Sul piano del gioco, tutto sommato, il Parma è piaciuto: Baldini applica lo stesso modulo di Prandelli e semmai si è avuta conferma che dietro Gilardino serve più qualità (nell'occasione mancava Morfeo), mentre Bresciano garantisce più quantità. E il solo Marchionni con cui dialogare può non bastare, specie se l'ala destra infila una ripresa in netto calo a un primo tempo comunque brillante. Benissimo i due centrali di centrocampo, un Bolano sempre generosissimo e un Grella che ha palesato buona personalità.
Il Messina, dal canto suo, ha messo in mostra un interessante mix di ordine tattico e di entusiasmo tipico delle neopromosse, sfiorando due volte il gol con il serbo Iliev: dopo appena 8' quando, liberato a tu per tu con Frey dopo punizione di Parisi ha angolato troppo il facile diagonale e - imbeccato da Amoruso al 35' della ripresa - ha concluso precipitosamente sempre peccando di misura il tiro incrociato. Il Parma, dalla sua, ha comunque anche due pali scheggiati, entrambi nel primo tempo, con tiri da fuori di Grella e - su punizione - da Marchionni.

Ma recriminare serve a poco: esserci ancora, con una squadra competitiva e il must dell'antica maglia crociata, per ora basta e avanza. Quanto al Messina, una registrata alla difesa e il rientro di Zamagna potrebbero essere un buon viatico per proseguire un'avventura iniziata bene.

Fonte: La Sicilia


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13 settembre 2004
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