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Caso Mills: processo sospeso per il premier

I giudici di Milano hanno accolto l'eccezione di costituzionalità sul lodo Alfano

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Si ferma per il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ma non per il legale inglese David Mills, il processo di Milano per corruzione in atti giudiziari (il premier Silvio Berlusconi è accusato di aver pagato una cifra di 600 mila dollari per compensare il legale inglese di una testimonianza "favorevole" nel processo Mediaset per la compravendita dei diritti televisivi).
I giudici della decima Sezione Penale del Tribunale del capoluogo lombardo hanno infatti accolto l'eccezione di costituzionalità sul "Lodo Alfano", il provvedimento che stabilisce l'immunità per le quattro più alte cariche dello Stato, sollevata dal pm Fabio De Pasquale - dichiarandola "rilevante e non manifestamente infondata" - e hanno così stralciato dal processo in corso, in attesa della decisione della Consulta, la posizione del presidente del Consiglio. Andrà invece avanti il procedimento nei confronti del coimputato David Mills, per il quale il tribunale ha disposto la separazione degli atti.

La richiesta del pm De Pasquale era partita una settimana fa. La corte ha deciso che c'è sufficiente materia per chiamare in causa la Consulta e chiederle di esprimersi sulla costituzionalità o meno del Lodo. Il processo per Mills, però, deve proseguire. Questo è quanto ha deciso la corte del Tribunale milanese, con grande delusione degli avvocati del premier che, tra i due mali avrebbero preferito un rinvio dell'intero procedimento in modo da rimandare nel tempo l'eventuale decisione sfavorevole.
Così, invece, nelle more della sentenza della Corte Costituzionale (qualche mese), Mills potrebbe essere giudicato colpevole e, una sua condanna, data la situazione processuale, avrebbe automaticamente il significato della colpevolezza di Berlusconi. Questo senza contare che un giudizio negativo sul Lodo complicherebbe ancora di più le vicende giudiziarie del premier che il provvedimento del Guardasigilli sembrava aver mandato definitivamente in soffitta.

Nei confronti della decisione dei giudici è stato duro il commento della difesa del premier. "Milano non vuole applicare le norme approvate dal Parlamento che consentono al presidente del Consiglio di occuparsi dei problemi del Paese - ha dichiarato l'avvocato Nicolò Ghedini - Evidentemente non interessano questioni come i rifiuti di Napoli o il caso Alitalia e vogliono vedere Silvio Berlusconi a tutti i costi in udienza". Secondo l'avvocato, comunque, la Corte costituzionale riterrà "più che legittimo" il lodo Alfano e a chi gli fa notare che una eventuale condanna di David Mills si rifletterà inevitabilmente anche su Silvio Berlusconi, replica dicendosi certo che il legale inglese verrà assolto. "In ogni caso - ha aggiunto - è evidente che in una situazione come questa, con un giudice ricusato (il presidente del Collegio Nicoletta Gandus, ndr) e con un tribunale che rifiuta di applicare la legge, qualsiasi decisione sarà per noi ininfluente".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ign, Repubblica.it]

- Sull'incostituzionalità del Lodo Alfano (Guidasicilia.it, 29/09/08)

6 ottobre 2008
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