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Che sia una Pasqua di Pace

Aumentano i timori per un possibile attentato terroristico in Italia. Più di 13000 gli obiettivi possibili

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Dopo la strage del 11 Settembre 2001, le Nazioni tutte, all'improvviso, hanno scoperto di essere sotto il mirino del temuto, terribile, invisibile terrorismo.
Nel giro di poche ore si prese coscienza del fatto che la minaccia terroristica non era una realtà lontana e che difficilmente avrebbe interessato gli uomini comuni, ma che avrebbe potuto minacciare chiunque, in un giorno qualunque, in una città qualunque.
Il lutto fù grande e fù di tutti, e subito dopo l'esigenza di darsi una spiegazione iniziò a prendere piede, perché era importante capire chi fossero gli attentatori, perché era successo e, soprattutto, come mai era potuto succedere ciò nella grande e forte America.

Sono passati tre anni, è scoppiata una guerra che doveva eliminare l'asse del male, quella è finita ma non si ha risolto nulla. Si sono susseguiti altri attentati, ma questi sono stati distanti, in paesi che in molti conoscono da sempre con problemi legati all'estremismo, e oltre a ricordarci che la minaccia terroristica è viva e vegeta, per niente indebolita, e pronta a tutto, questi attentati non ci hanno fatto la stessa paura di quella dell'11 Settembre.
Poi e arrivato l'11 Marzo 2004
Stavolta il terrorismo è arrivato fin sotto casa nostra. Distruggendo il cuore di Madrid, la follia estremista ha distrutto il cuore dell'Europa e la tranquillità negli animi degli italiani, degli inglesi, dei francesi, dei polacchi, dei belgi, dei tedeschi, degli europei tutti è svanita.
Dall'11 Marzo, tutti gli europei, uscendo di casa la mattina, si guardano in giro e sperano.    

In Italia, le ricorrenze della Settimana Santa e della Pasqua hanno fatto sì che gli obiettivi sensibili ''sottoposti a speciale vigilanza'', da poco più di 8.000 passassero a 13.421, cinquemila in più dopo l'11 marzo.
Fino alla scorsa settimana gli 007 ripetevano che "Non ci sono allarmi specifici", ma mentre in Iraq saliva la tensione e la guerriglia irachena diventava sempre più selvaggia, anche in Italia saliva l'allarme. Proprio in quelle ore della scorsa settimana, il Sismi (Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Militare) ha diramato una nota che ha messo in fibrillazione tutto l'apparato dell'intelligence e della prevenzione. L'informativa riferisce di un "attentato terroristico con uso di esplosivi".
Nel comunicato si parla esplicitamente di "esplosione" che deve avvenire in Italia e si precisa che "il gruppo che deve portare a compimento l'azione deve convergere su Roma".
Il servizio segreto militare ha avuto e "lavorato" l'informazione da "fonte altamente qualificata". Una fonte straniera, collocata tra l'Iraq e la Siria che indica anche uno dei modi con cui il presunto commando terroristico, la cellula che deve convergere nella capitale, sta mantenendo i contatti. L'esplosivo, è scritto nell'informativa, sarebbe già a disposizione in Italia.
L'allarme è stato preso molto sul serio dai tecnici del Viminale per la tipologia della fonte, tanto che proprio il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu mercoledì sera alla Camera ha parlato di "minaccia incombente", "non prevedibile" e "multiforme", che può entrare in azione sulla base di ordini ricevuti dall'estero ma anche internamente, dalle singole cellule ormai autonome seppure satelliti rispetto al network di Al Qaeda.

A rischio sono soprattutto chiese, luoghi di culto, di pellegrinaggio, simboli della cristianità e tutti quei luoghi ''ad elevata concentrazione di persone''. Ogni prefetto ha quindi cercato di calibrare la prevenzione e la sicurezza con misure speciali. Venezia ha interdetto l'ingresso di borse e zaini nella basilica di San Marco; Genova e Napoli hanno rafforzato i controlli nei porti e intorno alle basi militari; Firenze ha blindato la cerimonia della Colombina in piazza del Duomo.
Tra gli obiettivi sensibili, su cui vigilano oltre 12.000 uomini delle forze dell'ordine ci sono sedi istituzionali, diplomatiche e religiose, scuole straniere, rappresentanze americane ed israeliane in Italia, ecc.
Quattromila militari sorvegliano invece i cosiddetti obiettivi fissi: aree esterne a basi, installazioni e caserme Nato e statunitensi, centri di trasmissione e di comunicazione, impianti di erogazione di servizi di pubblica utilita' e relativi snodi, strutture portuali, aeroportuali e ferroviarie, impianti nucleari.

C'e da dire che nell'informativa non si parla mai di Pasqua o di altre date, ma si registra solamente che "l'operazione è in corso in questi giorni". Il Viminale, in un circolare inviata ieri a tutte le questure e prefetture, parla di "massima allerta fino al primo maggio compreso".  
Nei comandi dei carabinieri e nelle questure rimbalzano da giorni allarmi specifici sull'11 aprile, giorno di Pasqua e primo anniversario della strage spagnola.
Ma si tratta di informazioni per lo più intercettate via Internet, che hanno tutte le caratteristiche delle leggende metropolitane.

Agli italiani non rimane altro da fare che festeggiare la propria Pasqua, uscire di casa la mattina e... sperare.

9 aprile 2004
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