Chi sa e come si sa in Italia. La mappa della formazione nazionale secondo l'Isfol

L'Italia ancora molto lontana dagli obiettivi Ue. Si organizzerà per centrarli in pieno

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Anni luce di distanza separano l'offerta formativa italiana dai target stabiliti a livello europeo. Solo il 71% degli italiani adulti infatti, ha un titolo di studio secondario mentre il 60% della popolazione lavorativa ha soltanto la licenza elementare o media, non utilizza Internet e tanto meno partecipa ai processi di formazione continua. Il ritardo risulta più rilevante se confrontato con gli obiettivi posti dall’Unione Europea: per il 2010 infatti, l’80% della popolazione compresa tra i 15 e i 64 anni dovrà possedere un titolo di scuola secondaria superiore e il 10% della popolazione adulta dovrà poter usufruire ogni anno di corsi di formazione permanente.

Tutto ciò emerge dal primo rapporto dell'Isfol (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale e l'orientamento dei lavoratori) sulla "Domanda e Offerta di formazione permanente in Italia" presentato il mese scorso a Roma durante un convegno dal titolo "Apprendere da adulti". L'istituto ha disegnato infatti la mappa della formazione nello stivale. Per la Commissione europea Eurostat solo il 4,6% della popolazione italiana fra 15 e 64 anni ha partecipato in un anno ad almeno un occasione di formazione. La media europea è intorno all'8%, ma l'Italia dovrebbe raggiungere il 12,5% entro il 2010. Per centrare quest'obiettivo non è cosa facile perchè il sistema di formazione dovrebbe arrivare a soddisfare la domanda di circa 4 milioni di persone. I potenziali utenti del sistema di formazione sarebbero circa 36 milioni. Secondo il rapporto dell'Isfol, in Italia sono oltre 1.700 le sedi operative di formazione permanente. Di queste il 65% sono sedi stabili, che hanno dai 5 ai 10 anni di esperienza. Oltre il 60% degli operatori è costituito da personale con contratto di collaborazione professionale coordinata e continuativa o da soci o volontari. I corsi finalizzati al conseguimento dei titoli di studio sono oltre 2 mila, di cui il 67% per la licenza elementare e media, il 27% per un diploma secondario superiore ed il rimanente 6% per altri titoli.

Per quanto riguarda poi l’alfabetizzazione, in Italia vi sono almeno 10 mila corsi di cui il 18% è dedicato alla lingua italiana, il 38% alla lingua straniera, il 42% all'informatizzazione e il 2% ad altri corsi di alfabetizzazione. Le strutture che offrono servizi di formazione sono per il 49% costituite da centri di formazione professionale, per l'11% da infrastrutture culturali (biblioteche, musei), per il 3% da altre amministrazioni pubbliche (nazionali, regionali, provinciali, comunali) e per il 37% dal terzo settore. Il 31% si trova nel Sud e nelle isole, il 26% nel Nordest, il 24% a Nordovest e il 19% al Centro. A questo c'è da aggiungere che Internet viene ancora utilizzato poco, soprattutto dagli adulti. Solo il 17% della popolazione usa quotidianamente Internet. Il 70% degli uomini contro il 28% delle donne. La rete viene usata più spesso per informarsi (69%), per lavoro (34%), per divertirsi (27%), per parlare con gli altri (12%), ma molto poco per fare formazione (12%). Per quanto riguarda le attività di formazione svolte per interesse personale il rapporto dice che  negli ultimi due anni, il 17% della popolazione ha svolto attività di formazione solo per coltivare una propria passione.

Di solito frequentano questo tipo di attività persone fino a 44 anni. Nel 27% dei casi le attività  sono state svolte in casa propria, utilizzando dispense, fascicoli o supporti informatici. Il 15,3% ha frequentato un istituto scolastico, il 2% un'organizzazione per la terza età , il 3%  centri di formazione aziendale e centri territoriali permanenti,  il 9% altri istituti e centri di formazione. Fra i temi più appassionanti, secondo l'Isfol, vi sono le tematiche artistico-culturali (24%), l'informatica (17%), le attività sportive (13%), le lingue straniere (9%), la cucina e i sommelier (5,2%), il taglio e cucito (5%), i problemi della sanità personale e collettiva (4,5%), il giardinaggio (4,4%). La mancanza di formazione nel nostro paese è  preoccupante, ma le iniziative per cambiare la situazione non mancano. "Nel nuovo piano nazionale per l'occupazione (Nap) che si sta predisponendo al dicastero guidato da Roberto Maroni la formazione - conferma  Aviana Bulgarelli, direttore generale per le politiche del lavoro al Ministero del Welfare in Italia - è considerata un pilastro fondamentale". Inoltre sono in arrivo 50 milioni di euro destinati alla formazione e alla riqualificazione delle fasce più deboli cioè dei disoccupati privi di titoli di studio, persone che hanno perso il lavoro e degli over 45. Si tratta del primo grande investimento mirato per la formazione che si realizza in Italia. I fondi saranno destinati alle microimprese, dove gli addetti raramente partecipano a corsi di formazione.

INFO
Ufficio stampa Isfol, tel. 06/44590315-276

2 gennaio 2004
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