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Chiamate i Ghostbuster! Continuano i misteriosi fenomeni di autocombustione a Caronia (ME)

Studiosi, professori, specialisti e scienziati attoniti e smarriti davanti i roghi senza motivo

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Si era prima pensato ad un possibile legame con gli attentati dinamitardi avvenuti a Messina la settimana scorsa, dove con degli ordigni artigianali erano stati fatti esplodere una villetta e due barche. Ma quando i sopralluoghi effettuati prima dai carabinieri unitamente ai vigili del fuoco, che hanno escluso l’attentato, poi  dagli esperti dell'Enel e delle Ferrovie che hanno escluso plausibili guasti della rete elettrica, il mistero da giallo ha assunto tinte da film horror.
Un mistero iniziato una ventina di giorni fa con i primi problemi in alcune case di Caronia marine (ME) che si trovano a ridosso della linea ferrata. «Dapprima abbiamo collegato i cavi del quartiere ad un generatore per verificare che non fosse un problema nostro - spiega un capo area dell'Enel- e per diversi giorni tutto era tornato alla normalità. Ma dopo alcuni giorni l'incubo è ricominciato. Prima è saltato il contatore di un'abitazione ed abbiamo staccato la corrente. Nonostante questo, qualche ora dopo sono andati in fumo il contatore di un'altra abitazione ed il televisore in una casa poco distante provocando un principio di incendio».

Passano i giorni e il "mistero" che avvolge Canneto, la frazione di Caronia, non è ancora risolto, e dopo lo sgombero delle abitazioni, l'area è da oggi sigillata e preclusa agli intrusi.
Nessuno lo ammette apertamente, ma il timore che il paese sia preda di misteriosi Poltergeist, spiritelli maligni che si divertono a incenerire oggetti ed impianti, è ormai dilagato tra la gente rifugiata negli alberghi, che adesso si rifiuta di avvicinarsi alle case abbandonate dove sedie e materassi continuano a prendere fuoco, senza alcuna spiegazione logica, sotto gli occhi increduli di carabinieri e scienziati. "Quello che si sta verificando in questa zona è un fenomeno inspiegabile, certamente un caso anomalo, posso dire con certezza che non si hanno precedenti del genere, neppure a livello nazionale".
Persino l'ingegner Tullio Martella, dirigente generale del Dipartimento regionale della Protezione Civile, l'esperto che sta setacciando la "zona sterile", la frazione evacuata di Canneto, non riesce a trovare una risposta accettabile che possa spiegare gli incendi e le fiammate continue. "Il fenomeno - osserva Martella - sembra derivare da una dispersione di energia elettrica, ma l'origine di questa presunta dispersione non è ancora stata individuata".

Anche ieri, nella frazione ormai deserta e spettrale, i misteriosi "fenomeni" sono proseguiti: in mattinata si è incendiata una condotta idrica; nel pomeriggio una sedia ha preso fuoco in una casa abbandonata.
Come in un film, le case vuote e annerite dai roghi di Canneto ieri mattina sono state invase da un centinaio di tecnici, muniti dei più sofisticati strumenti per la misurazione dei campi elettromagnetici. Gli scienziati hanno avviato numerosi 'sondaggi' per venire a capo del mistero che si nasconde dietro gli inspiegabili incendi. Hanno scoperto, con notevole sorpresa, che persino un cavo elettrico senza collegamenti, poggiato sul pavimento di una casa, prendeva inspiegabilmente fuoco.

Gli esperti della Protezione Civile, quelli dell'Enel, dell'Arpa (Agenzia regionale protezione ambiente), delle Ferrovie, delle compagnie telefoniche Tim, Omnitel e Wind, più due docenti di elettrostatica e chimica chiamati dall'Università di Messina, hanno trascorso l' intera mattinata ad eseguire rilievi ed esami del terreno. "Finora, però - ammette il dirigente della Protezione civile - nessuno è arrivato a nulla".
In attesa di trovare ad una soluzione, gli esperti si sono quindi dedicati alla realizzazione di una mappa dei punti dove nelle ultime due settimane sono stati registrati roghi e fiammate, per stabilire la cronologia degli incendi e metterli in relazione con il passaggio dei treni o altri eventi esterni. Nuovi rilievi, anche nel sottosuolo, con opportune perforazioni, saranno effettuati domani mattina, "con la speranza di captare segnali - conclude Martella - che possano illuminare la vicenda". La paura, intanto, minaccia di prendere lentamente il posto dello stupore.

Il sindaco che da giorni tenta di placare gli animi, per evitare il panico nella popolazione, non sa più che pesci pigliare. Forse, sussurra la gente, sarebbe ora di chiamare un prete.

Fonte: La Sicilia

10 febbraio 2004
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