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Col 'processo breve' allarme anche per i tribunali che funzionano meglio

Il vice presidente del Csm dubbioso sulle cifre ribadite dal ministro della Giustizia Alfano

01 dicembre 2009

Ieri, nel corso di un'audizione presso la commissione Giustizia del Senato, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha confermato che il disegno di legge sul processo breve, una volta approvato, porterà a prescrizione l'1% degli oltre 3 milioni e trecentomila processi in corso. L'incidenza sarà del 9,2 sui 391.917 di procedimenti in primo grado.
"Queste - ha detto Alfano - le cifre chiave che ho detto e che ribadisco. Voglio nuovamente riferire che nel quinquennio 2004-2008 si sono prescritti nel nostro Paese circa 850mila processi con una media di 170mila processi l'anno prescritti, con una media di 466 processi al giorno prescritti. Mentre si volge lo sguardo al domani è molto importante occuparsi dell'oggi".
"Questo è un disegno di legge che sta suscitando notevoli polemiche di natura politica, assolutamente comprensibili dal punto di vista della fisiologia del dibattito politico. I numeri che offriamo alla commissione - ha aggiunto il Guardasigilli prima di passare la parola al capo del dipartimento dell'Organizzazione giudiziaria e al direttore generale della Statistica del ministero - non hanno un colore politico, hanno la forza dell'essere cifre, la forza della neutralità".

"Mi auguro - ha concluso Alfano - che questa commissione possa operare quella necessaria distinzione che si deve operare tra il profilo politico di censurabilità o condivisibilità di un disegno di legge e il profilo più squisitamente inerente l'impatto del disegno di legge sul sistema che fa riferimento a cifre e numeri, che, pur avendo chiavi di lettura che possono essere differenti, fanno riferimento ad un dato oggettivo, quello delle cifre". "Ecco perché mi auguro che, separando i due ambiti, si possa giungere ad una considerazione della commissione di ciò che realmente produrrà nel sistema questo disegno di legge, che a nostro avviso avrà il merito, qualora sarà approvato, di dare un termine certo alla durata del processo penale in Italia e di diminuire drasticamente gli effetti della legge Pinto, che attribuisce il sacrosanto diritto ai nostri cittadini di chiedere allo Stato un risarcimento del danno quando il processo penale dura irragionevolmente".

Ad Alfano ha replicato il capogruppo dei senatori dell'Italia dei Valori, Luigi Li Gotti: "Dall'audizione del ministro abbiamo scoperto un dato esaltante, che già oggi l'83% dei processi si conclude entro due anni. Mi chiedo a cosa serva allora una norma di questo genere quando, probabilmente, sarebbero utili solo dei correttivi. È chiaro che è fatta a uso e consumo dei due processi in cui è imputato Berlusconi".

A dubitare delle cifre offerte dal Guardasigilli anche il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, Nicola Mancino. Il disegno di legge sul processo breve mette a rischio reati di "sicuro rilievo sociale" come gli omicidi e le lesioni con colpa professionale, reati di natura economica e finanziaria o contro la pubblica amministrazione, ha indicato Mancino, parlando anch'esso davanti alla commissione Giustizia del Senato e sottolineando che "nessuno di tali reati riesce ad essere ultimato nel biennio".
"Allo stato nessuno può dire con sufficiente certezza a quanto ammonti la percentuale dei processi che ricadrebbero nella sanzione di estinzione ipotizzata nel disegno di legge in discussione. Ciò che in questo momento è possibile ricostruire è la condizione delle diverse realtà giudiziarie del paese ed effettuare un conteggio non troppo approssimativo del numero dei processi a rischio" ha spiegato il vice presidente del Csm. Anche nei tribunali che funzionano meglio ci sono "serie ragioni di allarme" per quanto riguarda "la rilevazione dei tempi di definizione sul primo grado" che "in alcun modo riescono ad essere definiti nel termine indicato di due anni e che ricadrebbero inevitabilmente nell'estinzione".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Corriere.it]

 

 

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01 dicembre 2009
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