Continua il balletto delle baby pensioni. La Giunta Regionale adesso da il via libera

Sarà possibile, per circa 4 mila, dipendenti regionali andare in pensione con soli 25 anni di anzianità

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Sarà possibile andare in pensione con soli 25 anni di anzianità. La giunta regionale ritirerà l'emendamento alla Finanziaria che prevede il blocco delle "baby pensioni" per oltre 4 mila dipendenti della Regione. Si spera che questa volta si tratti di una decisione definitiva.
Qualche mese fa infatti, la Corte Costituzionale aveva dichiarato incostituzionale una norma varata dall'Ars (Assemblea Regionale Siciliana) il 2 Marzo 2001. La norma estendeva ai dipendenti degli enti locali (aziende sanitarie, patronati scolastici e altri enti dipendenti dalla Regione) la possibilità, precedentemente concessa ai dipendenti della Regione, di andare  in pensione con soli 25 anni di anzianità. La normativa però, venne subito impugnata dal Commissario di Stato Gianfranco Romagnoli, che richiese il giudizio della Corte Costituzionale. Sarebbe stato violato infatti, l'art. 81 della Costituzione secondo il quale ogni legge deve indicare i mezzi di copertura finanziaria.
L'operazione sarebbe costata troppo agli enti locali e da qui il no alle baby pensioni.

Da qualche giorno la Giunta Regionale siciliana sembra esser tornata alla carica. Via libera alle baby pensioni, quindi! Le uniche che verranno bloccate saranno quelle contenute nell'ultimo scaglione che aveva presentato domanda. La riforma sarà invece, affrontata con un apposito disegno di legge. La decisione è stata comunicata ieri mattina, al presidente dell'Ars Guido Lo Porto prima dell'inizio dei lavori a Sala d'Ercole, dall'assessore regionale al Bilancio, Alessandro Pagano. Alla  riunione informale hanno partecipato il presidente della commissione Bilancio, Riccardo Savona (Udc), Santi Formica (An) e alcuni esponenti dell'opposizione e della maggioranza. Presente telefonicamente anche il presidente della Regione, Salvatore Cuffaro.

"La decisione del governo - afferma Santi Formica, presidente del gruppo parlamentare di An - va nella direzione auspicata da An che vede, in tal modo, coronata da successo la lunga azione politica volta a salvare i diritti acquisiti di migliaia di dipendenti della Regione, in possesso dei requisiti per ottenere il trattamento di quiescenza". "Avevo chiesto al presidente Guido Lo Porto una finestra legislativa per approvare la norma prima della finanziaria”, gli fa eco Cuffaro "ma verificata l'impossibilità tecnica a rispettare i tempi abbiamo deciso di proseguire sulla strada intrapresa". "Ho annunciato una linea chiara - conclude - sulla quale tutto il governo regionale è impegnato e dalla quale non intendo fare alcun passo indietro".

18 dicembre 2003
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