Contro il ''buco nero delle identità'' degli immigrati, la rilevazione delle impronte digitali diventa obbligatoria

Uno dei problemi che rende ancora più complicata la lotta all'immigrazione clandestina è quello che potremmo chiamare il ''buco nero delle identità''. Infatti, sono sempre più numerosi gli immigrati clandestini che, dedicandosi alla microcriminalità urbana e allo spaccio, tirano avanti dando false generalità e che arrivano anche a sciogliersi con l'acido le impronte digitali per non farsi identificare.
Per questo motivo, raccogliendo l'appello del sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, due esponenti di punta dei Ds hanno presentato una proposta di legge che mira a raddoppiare le pene per chi fornisce false generalità (con fermo di polizia fino a 48 ore) e a introdurre una nuova figura di reato che punisce con una pena fino a 6 anni di carcere l'abrasione dei polpastrelli.

Luciano Violante, presidente della prima commissione della Camera, e Pietro Marcenaro, segretario regionale dei ds piemontesi, hanno infatti presentato un testo che introduce l'arresto obbligatorio per chi produce ''falsa attestazione sull'identità'' e per chi pratica ''alterazione o mutilazione delle creste papillari dei polpastrelli... utili per consentire l'identificazione... ''. In questa maniera viene dato seguito al cosiddetto ''pacchetto Borgna-Padalino'', dai cognomi dei magistrati della procura di Torino (pool criminalità urbana) che insieme ai colleghi di Bologna per primi hanno messo a fuoco il problema.
La proposta Violante-Marcenaro introduce anche il raddoppio delle pene già previste dall'articolo 495 del codice penale (oggi fino a 3 anni di reclusione) e introduce l'articolo 495bis (reclusione da 1 a 6 anni) per l'abrasione dei polpastrelli.
Spiega Luciano Violante: ''Noi dobbiamo tutelare la stragrande maggioranza dei lavoratori stranieri che, tra l'altro, produce l'8 per cento del Pil. Ma per fare questo dobbiamo stabilire la più netta linea di demarcazione tra questo tipo di immigrazione e quella di carattere criminale con nuove norme che assicurino in modo indiscutibile l'identità anche delle persone immigrate così come è assicurata l'identità dei cittadini''. Prosegue l'ex presidente della Camera: ''La questione, poi, è particolarmente delicata perché in molti Paesi di provenienza non funziona una regolare anagrafe''.

Le nuove norme della proposta Violante-Marcenaro mirano a rendere meno ''interpretabile'' e più severa la Bossi-Fini. Laddove oggi c'è scritto che ''lo straniero che richiede il permesso di soggiorno (o il rinnovo) è sottoposto a rilievi fotodattiloscopici'', verrà inserito un nuovo comma: ''Lo straniero che richiede il permesso di soggiorno (o il rinnovo) deve essere sottoposto ai rilievi fotodattiloscopici''.
Ma la differenza tra ''è sottoposto'' e ''deve essere sottoposto'', ''è tutta da dimostrare'' per l'ex sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano (An), che ha seguito la Bossi-Fini in Parlamento per il governo Berlusconi: ''Non vedo qual è la novità di questo testo e quale sia la necessità di presentarlo. Sinceramente non capisco la ratio visto che l'identificazione con le impronte digitali già c'è''. [Corriere.it]

15 novembre 2006
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