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Cronaca di una domenica al cardiopalma: e alla fine la Juve è campione

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I bianconeri espugnano il Friuli con un 2-0 nei primi minuti.
L'Inter viene travolta nella ripresa dalla Lazio all'Olimpico e scavalcata anche dalla Roma.

E' stata proprio una domenica bestiale, lo scudetto appare e scompare un minuto dopo l'altro. Il mal di stomaco di Lippi diventa tachicardia: l'adrenalina non ti lascia tregua, la Juve ha i piedi in campo e l'orecchio all'Olimpico. Ma va bene così se alla fine porti a casa lo scudetto. La Signora fa tutto quello che deve, non perde tempo, le bastano dieci minuti. Si porta avanti subito, al primo affondo Conte pennella per la testa di Trezeguet che schiaccia in rete, il cronometro segna un minuto e 9 secondi. L'Inter è sullo 0-0, lo scudetto appare per la prima volta. Nove minuti dopo tocca a Del Piero: 2-0 e basta così.

E' la solita Juve, quella buona, col solito centrocampo a rombo, robusto e organizzato con Tudor, Conte e Davids che annientano quello di Ventura. Poi il solito Nedved che va dove vuole, Del Piero e Trezeguet che la buttano dentro, più degli altri. Montero fa il Pessotto a sinistra (come contro il Brescia), Iuliano e Ferrara i centrali con Thuram a destra. In mezzo c'è Tudor con Conte e Davids esterni.

Ventura già salvo vuole chiudere in bellezza, e si concede un 4-3-1-2 con Muzzi (rientrato dalla squalifica) dietro le punte Di Michele e Sosa. Deve abbassare subito la testa davanti alla fame della Juve, ma si concede il contropiede con un buon Pinzi che corre dalla destra, mentre a sinistra Marcos Paulo resta tra Tudor e Nedved e lascia sfilare Pieri. Di Michele alla palla del pareggio, ma la butta fuori. La Juve ha già fatto il suo dovere, così si concede di palleggiare e controllare. Il ritmo è basso, l'Udinese non riesce a spaventarla, ma ci prova. La difesa della Juve pecca di presunzione, e in un minuto rischia di fare la frittata, poi l'esperienza ci mette una pezza. Quello che conta a questo punto è cosa fa la Lazio all'Olimpico: e la doppietta di Poborsky che acciuffa per due volte il pari cancella i veleni della vigilia e apre la porta della speranza alla Juve.

Nella ripresa Simeone e Inzaghi trasformano il sogno bianconero in realtà. La partita è finita da un pezzo, la Juve amministra, l'Udinese accenna una reazione senza trovare successo. Un gol annullato a Di Michele per fuorigioco e i pugni di Buffon su Sosa sono le uniche azioni che ti restano in mente. Ventura prova Scarlato per Pieri, Almiron per Helguera. Lippi risponde con un turn-over che regala a Davids, Iuliano e Tudor l'ovazione di una curva impazzita. Dopo due anni da seconda, la Juve sale sul trono della serie A. E' il 26esimo scudetto, sudato ma alla fine meritato.

Fonte: Gazzetta dello Sport

6 maggio 2002
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