Cuori

Alain Resnais, il vecchio Maestro della Nouvelle Vague ritorna al cinema splendidamente









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CUORI
di Alain Resnais

Nicole sta cercando un appartamento per un futuro matrimonio con Dan, il quale è stato di recente radiato dall'esercito ed è senza lavoro. L'agente immobiliare è l'anziano Thierry il quale è segretamente innamorato della religiosissima collega Charlotte la quale gli presta cassette di programmi cattolici al cui termine compaiono lunghe riprese di lei che si spoglia. Charlotte di sera fa la badante al vecchio e satirico genitore di Lionel. Quest'ultimo fa il barista in un locale di cui Dan è un assiduo frequentatore e in cui dà un appuntamento al buio a Gaëlle, sorella di Thierry.
Dalla pièce di Alan Ayckbourn.


Tit. orig.
Coeurs
Anno 2006
Distribuzione BIM
Durata 123'
Regia Alain Resnais
Soggetto Alan Ayckbourn  
Sceneggiatura Alain Resnais e Jean-Michel Ribes
Musiche Mark Snow
Con André Dussollier, Laura Morante, Pierre Arditi, Isabelle Carré, Lambert Wilson, Sabine Azéma
Genere Drammatico

Sono un ammiratore di Alan Ayckbourn e delle sue commedie sin dal 1972. Mi piace come costruisce le trame, come manipola il tempo e la concezione che ha della regia: dà la massima importanza all'immaginazione. Quel che mi ha colpito quando per la prima volta ho letto il testo di Cuori è stata la costante determinazione dei personaggi a liberarsi dalla solitudine e dagli ostacoli che questa comporta. Il senso di solitudine è irreversibile. Non esiste una cura al desiderio di non essere soli. E' l'eterna ricerca della felicità: è facile credere che sia a portata di mano e difficile accettare che si tratti di una creazione della fantasia. Con Cuori, mi sono reso conto che avrei potuto prendere una strada diversa rispetto a Smoking e No Smoking. In entrambi questi film ho dichiarato il mio amore per l'Inghilterra, e spinto l'attenzione ad estremi da fanatismo, accertandomi che tutto il materiale di scena e i costumi fossero quanto più inglesi possibile [...] Ho chiesto a Jean-Michel Ribes di scrivere i dialoghi francesi. Mi sembrava che fosse vicino ad Ayckbourn, avevo l'impressione che avrebbe potuto capire come lavorava il suo cervello. Come Ayckbourn, non solo ha scritto numerose commedie, ma è anche un regista fenomenale, dinamico, ed è direttore artistico di un teatro [...]

Alain Resnais

La critica
''E' straordinario con quale grazia e fermezza il veterano Resnais (classe 1922) riesca a tenere le fila di una trama impalpabile quanto sapientissima, intessuta su un gioco di incontri e scontri più o meno casuali che in un'altalena di gioie e delusioni vanno a comporre un quadro dolce-amaro di solitudini.''
Alessandra Levantesi, 'La Stampa'  
 
''Sei personaggi (più uno che non si vede) in cerca di una trama che fa incrociare i rispettivi destini. Questa è la sintesi di 'Cuori', il film di Alain Resnais tratto dalla commedia 'Private Fears in Public Places' di Alain Ayckbourn. (...) Prefazionando un copione articolato in 54 scene, a volte brevissime, che sembra una sceneggiatura, Ayckbourn si dichiara paradossalmente contrario al celluloid approach per la scrittura teatrale. E raccomanda ai registi di organizzarsi come ha fatto lui a Scarborough: scena fissa con modifiche di ambientazione allusive, altrimenti i cambiamenti occuperebbero 27 minuti di tempi morti. Nel cinema il problema non si pone, soprattutto quando c'è un regista come Resnais imbattibile nello scandire in maniera fluida il ritmo del racconto. Avendo alle spalle mezzo secolo di titoli spesso divenuti classici, a un certo punto l'84enne maestro ha avuto l'ispirazione salvifica di abbandonare le fonti letterarie sofisticate per andare verso la vita; e nel tragitto si è imbattuto nell'offerta vastissima delle 68 commedie di Ayckbourn. Dopo 'Smoking; No Smoking' (1993), il regista ha scelto 'Paure private in posti pubblici' attratto dalla bizzarria delle combinazioni e dal messaggio condensato dall'autore in termini che riporto alla lettera perché è impossibile dire meglio: 'Le nostre vite sono legate molto più di come crediamo; e le azioni individuali, sia pure involontarie, spesso creano increspature che diventano onde e finalmente scuotono costruzioni lontane miglia su qualche sponda distante'. Proviamo a guardare secondo tale ottica l'esistenza nostra e di coloro che ci stanno intorno e scopriremo una commedia umana simile all'articolata tranche de vie, senza inizio né fine, che emerge da Cuori anche per merito di un'affiatatissima e pluripremiabile compagnia attoriale.''
Tullio Kezich, 'Corriere della Serra'
 
''Un coro di attori uno più bravo dell'altro. Come da pièce teatrale di Alan Ayckbourn, le vite di sei personaggi si sfiorano, s'incrociano, si dividono in due ore di spettacolo perfettamente concertate dall'antico maestro della Nouvelle Vague. E' incredibile la limpidezza dello sguardo raggiunta dai più grandi cineasti europei in età veneranda. Resnais e de Oliveira (...) ne sono la testimonianza vivente: il più a lungo possibile, auguriamo a loro e a noi stessi.(...)''
Roberto Nepoti, 'la Repubblica'

''Il regista di 'Hiroshima mon amour', 'L'anno scorso a Marienbad' e 'Smoking/No Smoking' non può che continuare a cesellare la sua pietra preziosa. Come un orefice ingobbito sul suo diamante, continua a tagliarlo nel tentativo di riprodurre la forma pura, senza rendersi conto (oppure sì) che a furia di cesellare rimane il vuoto, l'astrazione. (...) Tutto in interni è un film che incastra come pochi altri il sentimento raggelato della solitudine. Dialoghi cesellati al servizio di prove d'attore raffinate, espresse con validità da un cast doc.''
Dario Zonta, 'l'Unità' 

''Il Resnais-touch funziona ancora. Coeurs è un film sulla solitudine, sul desiderio e l'impossibilità di essere felici, sul fatto che la felicità appartenga al regno della fantasia e non della realtà.''
Stenio Solinas, 'il Giornale'

''Certo che ormai sembra tecnica congelata in accademia, ma almeno Resnais non ha perduto il senso dell'umorismo.''
Roberto Silvestri, 'Il Manifesto'

''Cuori, di Alain Resnais, ci immerge nella felicità assoluta (cinematografica, poiché l'argomento non è allegro, sebbene non sia privo di humor). (...) Resnais è all'apice della sua arte.''
Jean-Luc Douin, 'Le Monde' 

Leone d'Argento per la migliore regia e Premio Francesco Pasinetti (SNGCI) perl la miglior interprete femminile a Laura Morante alla 63ma Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (2006).

21 dicembre 2006
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